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Zerocalcare presenta Kobane Calling, il nuovo libro che trasforma la guerra in fumetto: trama e date firmacopie

Kobane_Calling
Di Francesco Paris
Zerocalcare, il fenomeno miracoloso dell’editoria italiana, ha presentato il suo nuovo libro Kobane Calling. Si tratta ancora una volta di un graphic novel, anche se risulta difficile non chiamarlo fumetto. Questione di abitudini. Matteo Rech (vero nome di Zero) è davvero un tipo strano: viene da Rebibbia, orgogliosamente; è pieno di paranoie, e sa interpretare la semplicità del quotidiano con un occhio fotografico. Solo che alle istantanee preferisce la matita.
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Il suo scenario di riferimento è stato più volte definito pop, underground, alternative. In realtà Zerocalcare è soltanto uno che riesce a parlare con intelligenza di quelle cose estremamente autentiche che però non vanno sui giornali, e non rientrano nemmeno nell’olimpo della letteratura, per come la conosciamo. Come gli accolli, che perseguitano il nostro cellulare o gli armadilli che si nascondono nelle pieghe della nostra personalità contorta. O almeno della sua.

Con Kobane Calling, Zerocalcare compie un passo fuori da se: la guerra e i suoi residui dagli occhi di un semplice trentenne romano

Kobane Calling, il suo nuovo libro, ha destato tanta curiosità maligna. Come si suol dire, lo si aspettava al varco. E Zerocalcare lo sapeva bene. Perché Kobane Calling (che fa evidentemente il verso a London Calling dei Clash) esce dalle mura capitoline e si presenta come un non-reportage grafico del Kurdistan, la zona schiacciata tra la Turchia e l’IS, un fazzoletto di terra liberata dal sangue dei combattenti curdi l’anno scorso.
zerocalcare
Il libro è uscito Martedì 12 Aprile per BAO Publishing, è lungo 272 pagine e costa 20 euro. Zerocalcare lo presenterà un po’ in tutta Italia, con appuntamenti nelle librerie e nei festival, dove sarà possibile andarsi a mettere in fila per una copia firmata. Ecco l’elenco con tutte le date, alle quali non si aggiungeranno molte altre, perchè solo a leggere la lista, dice Zerocalcare, già gli viene l’ansia.
16 aprile Roma  Ararat (centro culturale curdo a Testaccio)
18 aprile Bari – Feltrinelli
23-24 aprile Napoli – Comicon
29 aprile Civitanova Marche – Liceo Scientifico L. Da Vinci
30 aprile San Didero (Val Susa) – Salone Polivalente
1 maggio Aosta– Espace Populare
5-8 maggio Barcellon– Salon del comic /Liberia Le nuvole
14-15 maggio – Salone del libro Torino
21 maggio Padova
22 maggio Roma – Arf
26 maggio Ostia – Teatro del lido
27 maggio Arezzo – Karemaski
30 maggio Bruxelles – Piola
3 giugno Palermo – Teatro Mediterraneo occupato
4-5 giugno Catania – Etna Comics
11 giugno – Pisa
Di quello che la gente poteva aspettarsi da questo ultimo lavoro di Zerocalcare, a lui, semplicemente non frega niente. O almeno finge di non fregarsene, utilizzandol’autoironia che lo ha sempre contraddistinto, e che a volte pare quasi eccessiva. Come se sta cosa di essere un punto di riferimento per molti, lui se la sentisse proprio stretta al collo. Ma tra una recusatio e l’altra, il fumettista romano fa emergere il vero motivo che smuove il progetto: la responsabilità, la correttezza di un artista che si sente impegnato; la necessità di andare lì dove serve ancora raccontare le storie, anche se il proprio linguaggio dovesse risultare limitato ed inadatto allo scopo.
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Anche mantenendo (perchè fingere il contrario?) il proprio punto di vista, il proprio smartphone e forse anche il proprio cuore a casa, in Italia. Ma riuscendo comunque a raccogliere qualcosa di bello e di forte, come le testimonianze delle guerrigliere del Pkk, o i princìpi che sorreggono l’utopistica costituzione della Rojava, un’area nel Nord della Siria non riconosciuta dalla comunità internazionale. Come a dire che l’importante è fare, perché un fumetto non cambierà mai il corso delle cose, ma può diventare seme, e trasformarsi in quercia.

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