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Zero voglia, la start-up creata dalla noia e a dispetto della burocrazia

Zero voglia

Di Stefania Saltalamacchia
Una start-up creata da una pagina su Facebook. La storia di Daniele e di altri tre amici inizia da un momento di noia. «Ero a casa, davanti al computer – racconta Daniele a Linkiesta – e non sapendo cosa fare, ho deciso di creare una pagina facebook per dire che non avevo voglia di far nulla». Dopo qualche ora “zero voglia” aveva già raggiunto i 30 like, poi sono diventati 60 e oggi i fan della pagina sono quasi 400mila.

Daniele Previtali ha 25 anni è nato a Calusco D’Adda, in provincia di Bergamo, e studia giurisprudenza. Da quel pomeriggio di noia sono passati due anni. “Zero voglia” è diventato un marchio registrato presso la Camera di Commercio di Bergamo e i quattro (tutti under 25) hanno costituito una società che vende prodotti di abbigliamento. Precisamente, magliette dalle scritte ironiche.<

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«L’idea di produrle – continua  Daniele – è venuta solo in seguito al successo in rete». Nel 2011, Daniele, Mattia, Stefano e Andrea, prima di partire per le vacanze, decidono di far stampare una maglietta con il nome della pagina internet. «Ogni volta che avevo indosso la t-shirt – spiega Daniele – diverse persone si avvicinavano per chiedere dove l’avevo comprata.»

Ai ragazzi viene subito in mente un’idea. Al ritorno dalle vacanze, mettono insieme i risparmi e con circa 2.500 euro a testa creano una S.a.s. Diventare una società non è, però, stato semplice.
Secondo Daniele, in Italia i tempi della burocrazia sono lunghi e spesso questo penalizza i giovani: «I documenti da consegnare erano molti, abbiamo fatto tantissime code e spesso il personale non è disposto ad ascoltarti. Soprattutto se sei giovane».

Nonostante le difficoltà, i quattro ce l’hanno fatta e di quel periodo preferiscono ricordare solo i lati positivi. «Il momento più bello – dice – è stato quando abbiamo visto, per la prima volta, una nostra creazione indosso a una persona che non conoscevamo».

Dopo quasi un anno, la start-up inizia a crescere. I capi possono essere acquistati su internet e poi spediti a casa o in alcuni negozi di Bergamo. Negli ultimi 2 mesi sono state vendute un centinaio di t-shirt, con un fatturato di circa 5mila euro. La maglietta più venduta? Quella con sopra scritto: Che stress questa vita moderna. «Al momento – spiega Daniele –realizziamo 5-6 prodotti diversi per donna e 5-6 per uomo, anche se stiamo per lanciare nuove felpe per la stagione invernale».

I clienti sono, soprattutto, ragazzi tra i 16 e i 25 anni, anche se per Daniele non c’è un’età per dire “zero voglia”. «Quelli che comprano i nostri capi – aggiunge – sono solo persone che non si prendono mai sul serio e amano giocare con ironia».

Daniele e gli altri, in futuro, vorrebbero far aumentare il numero dei punti vendita che distribuiscono i loro prodotti. «L’e-commerce funziona, ma molto spesso la gente preferirebbe provare e toccare con mano le magliette». Il loro prossimo obiettivo è arrivare al successo. «Vogliamo dimostrare – conclude Daniele – che a 25 anni si possono avere tante buone idee». Anche se nascono dalla noia.

Fonte:http://www.linkiesta.it/start-up-e-commerce-facebook

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