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Vita digitale e bambini: secondo i pediatri statunitensi non conta il tempo passato davanti a uno schermo, ma la qualità dei contenuti

Di Chiara Palmerini
Non conta tanto il tempo, quanto la qualità di quello che i bambini fanno davanti a uno schermo, che sia l’ormai vecchia Tv, il computer, il tablet, lo smartphone. È questa la nuova indicazione che viene dall’American Academy of Pediatrics (AAP), una delle istituzioni più autorevoli e ascoltate, anche a livello internazionale, in materia di salute dei bambini.
È un dietrofront quello dei pediatri americani? Finora raccomandavano:
niente elettronica prima dei due anni e non più di due ore per i bimbi più grandi
SUPERATI DALLA REALTÀ. In effetti, è più una sorta di constatazione: la società è già andata oltre le indicazioni. Più che frenare, conviene invece indirizzare i genitori a ciò che può essere un uso più corretto delle tecnologie da parte dei bambini. Oltre tutto, ammette l’AAP, gli studi sulla “dose giornaliera consigliata” di tecnologia a uso e consumo dei bimbi hanno finora dato risultati poco convincenti.

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DANNOSI, PERCHÉ? Gli avvertimenti sui potenziali danni del tempo eccessivo dedicato a queste forme di tecnologia vanno da possibili disturbi dello sviluppo per i bambini molto piccoli – quando si ritiene che l’interazione con le persone debba essere assolutamente prevalente rispetto a quella con l’elettronica – a rischi vari, per esempio di sovrappeso e obesità per i più grandi, che stando seduti di fronte a computer e videogiochi sottraggono tempo allo sport e al movimento, oltre che per la mancata interazione “in vivo” con i coetanei.
A sostenere le raccomandazioni c’erano anche le preoccupanti statistiche di uno studio della Kaiser Family Foundation, un’organizzazione no-profit che si occupa di temi legati alla salute, secondo cui il bambino americano medio passa quasi 8 ore davanti a uno schermo, e gli adolescenti fino a 11.
TABLET E PANNOLINO. Le “vecchie” linee guida risalgono al 2011, e precedono quindi la grande esplosione e il successo commerciale di super smartphone e tablet, ormai in mano a una buona fetta dei bambini prima ancora che tolgano il pannolino. «Ma senza un’evoluzione, quelle linee guida saranno presto obsolete e non avranno più niente a che fare con la realtà» è il nuovo punto di partenza dell’AAP.
La società dei pediatri non ha ancora rilasciato nuove linee guida alternative, ma ha individuato alcuni messaggi chiave per i genitori che sicuramente le future indicazioni formali dovranno contenere.

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