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Usa, la lobby degli islamofobi

Di Luca Galassi

Opinionisti, accademici, bloggers: la rete anti-islamica d’America riceve 42 milioni di dollari per diffondere stereotipi, odio, discriminazione
Paura Spa: le radici del network islamofobico in America. Dopo sei mesi di indagini nelle pieghe di blog, think tank, fondazioni, organizzazioni disseminate su tutto il territorio statunitense, il ‘Center for American Progress’ ha pubblicato un saggio di 130 pagine nel quale vengono analizzate le centrali dell’odio anti-islamico, rintracciati finanaziatori e fondi e individuati i legami e le influenze tra queste e la politica estera e interna americana.
I ricercatori – Wajahat Ali, Eli Clifton, Matt Duss, Lee Fang, Scott Keyes e Faiz Shakir – delineano la geografia della propaganda anti-islamica che dal 2001 al 2009 è stata finanziata dalle ‘sette sorelle’: Donors Capital Fund, Richard Mellon Scaife Foundation, Newton D. & Rocehelle F. becker foundations and charitable trust, Russel Berrie Foundation, Anchorage charitable Fund and William Rosenwald Family Fund, Fairbrook Foundation. Insieme, questi gruppi ‘caritatevoli’ hanno foraggiato con 42,6 milioni di dollari tanto esperti e accademici di think tank quanto gruppi e istituti nei quali lavorano ‘pensatori’ e opinionisti americani. Tra questi, il più agguerrito è l’Investigative Project on Terrorism di Steve Emerson, ex giornalista free-lance ed ‘esperto’ di anti-terrorismo, che a partire dalla metà degli anni ’90 introdusse lo spettro dei terroristi islamici attivi sul suolo americano. Commentatore frequente di FoxNews e Msnbc, Emerson è stato invitato più volte a testimoniare in Congresso sulle minacce del terrorismo islamico negli Usa. Oppure il David Horowitz Freedom Center, il Jihad Watch, l’American Congress for Truth, la Bradley Foundation, il Center for Security Policy (Csp).
I finanziamenti scorrono a fiumi nelle tasche di cinque esperti-chiave, dei quali riportiamo alcune citazioni tratte dal sito internet ‘Truth Out’: Frank Gaffney (Csp), “Una moschea utilizzata per promuovere un piano sedizioso come la Sharia non è un luogo che bisogna proteggere“; David Yerushalmi (Society of Americans for National Existence), “La civiltà musulmana è in guerra con quella giudaico-cristiana… i musulmani, quelli devoti all’Islam come lo conosciamo oggi, sono i nostri nemici“; Daniel Pipes (Middle East Forum), “Tutti gli immigrati portano con se’ pratiche e costumi esotici, ma i costumi musulmani sono più problematici di tutti gli altri”; Robert Spencer (Jihad Watch), “L’Islam tradizionale non è moderato o pacifico. L’unica grande religione che sviluppa una dottrina e una tradizione di guerra contro gli infedeli”; Steven Emerson (Ipt), “Una delle grandi religioni del mondo prevede il genocidio come parte della dottrina”.
Molti leader di queste organizzazioni sono particolarmente abili nell’arte di ricevere attenzione dai media americani, in particolar modo Fox News, le pagine dei commenti e degli editoriali di Wall Street Journal, Washington Times e una varietà di siti di destra, di radio e di blog.
Esperti di disinformazione come Frank Gaffney forniscono consulenze a organizzazioni come Act! For America e Eagle Forum, così come a gruppi religiosi. Atrraverso queste reti, con conferenze, su siti internet, show radiofonici, riescono a diffondere il loro messaggio e a raccogliere denaro che viene immesso nel circuito politico aiutando a sostenererappresentanti al Congresso che propagandano eco allarmistiche e avvertimenti sulle possibili minacce islamiche.
Negli ultimi anni, questa rete islamofobica ha lavorato per diffondere falsità sulla possibile origine musulmana di Obama, per far passare l’immagine delle moschee come incubatrici della radicalizzazione, per sostenere la tesi che l’Islam estremista ha infiltrato ogni aspetto della società americana.
Alimentare ed esagerare la paura, l’odio, l’ostilità verso l’Islam e i musulmani con stereotipi pieni di pregiudizi ha contribuito alla discriminazione, alla marginalizzazione e all’esclusione dei musulmani dalla vita sociale, politica e civile.
Il risultato è che l’Islam è la religione vista in modo più negativo dagli americani. Solo il 37 percento di loro ha una opinione favorevole nei confronti del credo musulmano. E’ la percentuale più bassa dal 2001, secondo un sondaggio Abc News/Washington Post. Il Time riporta invece che il 28 percento degli intervistati non ritiene che i musulmani dovrebbero essere eletti nella Corte suprema, e quasi un terzo del Paese crede che ai seguaci dell’Islam dovrebbe essere impedito di partecipare alla corsa per le presidenziali.

Da Peace Reporter

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