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Un’altro punto di vista sulle celebrazioni scolastiche del Natale e del caso della scuola di Rozzano

PREMESSA

Di Salvatore Santoru

In questi giorni sta facendo molto discutere la decisione di annullare il concerto per Natale in una scuola di Rozzano, per volere di parte del preside Marco Palma.
Del fatto ho parlato in questo articolo (http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2015/11/riflessioni-sulle-celebrazioni-del.html), e di seguito viene proposto un’estratto di un’interessante articolo ripreso da “Agoravox”, più specificamente una risposta della blogger Francesca Lacaita a un articolo di Michele Serra sulla questione. Tale pezzo offre un punto di vista diverso rispetto a quelli sinora sentiti, più specificamente a favore della decisione del preside.




FONTE:http://www.agoravox.it/Sulla-scuola-di-Rozzano-che.html

Di Francesca Lacaita

Gentile Serra,

Le scrivo a proposito della Sua Amaca pubblicata il 29 novembre. A prescindere dall’accuratezza o meno del modo in cui sono stati riportati sulla stampa i fatti della scuola di Rozzano (già in altre occasioni si è montato il caso e gridato allo scandalo su episodi che sono stati in seguito drasticamente ridimensionati), vorrei rilevare che il punto sostanziale non è se i ragazzini di altre religioni si sentano offesi dal concerto di Natale.
Chi avesse tali suscettibilità difficilmente verrebbe a vivere in Europa, certamente non in Italia – e sono sicura che ciò non sia affatto sfuggito alla dirigenza della scuola di Rozzano. Il punto sostanziale invece è se una scuola possa deliberare le proprie iniziative e sperimentare modalità di pluralismo culturale, in piena autonomia, senza subire angherie, intimidazioni, irrisioni.
E’ davvero tanto sconcertante che una scuola decida liberamente, se lo ritiene opportuno, di lasciare fuori dalle proprie manifestazioni riferimenti alla religione (considerando che nelle scuole pubbliche il presepe e i canti di Natale non sono prescritti da nessuna legge), riservandoli alla normale attività didattica in classe (dove è praticamente impossibile non farvi riferimento) o all’insegnamento della religione cattolica (quello sì garantito dalle leggi dello Stato)?
Nella scuola pubblica clericale della mia infanzia, con le messe di inizio d’anno scolastico, i canti religiosi, e il professore di francese che faceva recitare l’Ave Maria prima di ogni lezione (chi non voleva partecipare veniva invitato con un benevolo sorriso a rimanere seduto composto al banco), non si sono mai organizzati concerti di Natale; probabilmente i miei insegnanti clericali li consideravano frivoli e al di fuori dei compiti della scuola.
Naturalmente nessuno ha mai protestato per questo; semmai le proteste, di parte laica, riguardavano l’Ave Maria in classe, ancorché in francese.


FOTO:http://www.vitadamamma.com

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