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Ucraina:ondata di suicidi sospetti, giallo sulla morte del figlio dell’ex presidente Yanukovich



Di Sergio Rame

L’Ucraina è scossa da una violentissima ondata di morti sospette. In poche settimane ben sei notabili ucraini vicini a Viktor Ianukovich sono stati trovati morti in quella che, stando agli inquirenti, pare essere una singolare “ondata di suicidi“.

Ma il giallo più allarmante riguarda la presunta morte del figlio dell’ex presidente ucraino.
Il figlio 33enne dell’ex presidente ucraino deposto un anno fa dalla rivolta di Maidan sarebbe annegato sprofondando tra i ghiacci del lago Baikal con un minivan. La notizia è stata confermata su Facebook dal consigliere del ministro dell’Interno di Kiev, Anton Gherashenko, ma non dalle autorità russe secondo cui “non c’è nessuno con il cognome Ianukovich tra i morti e i feriti” in un incidente simile sul lago Baikal. Secondo il ministero delle Emergenze di Mosca, venerdì scorso un minivan Volkswagen è finito tra le acque gelate del lago Baikal e nell’incidente è morto il guidatore, mentre le altre cinque persone a bordo sono state salvate. Ma, stando ai soccorritori, “non c’è nessuno con il cognome Ianukovich tra i morti e i feriti”. Tanto potrebbe bastare a dissipare ogni dubbio, se non fosse che, secondo l’agenzia ucraina Unian, la protezione civile russa ha identificato la vittima in Viktor Davidov, di 33 anni proprio come Viktor Ianukovich junior, e Davidov sarebbe proprio il cognome della moglie del giovane rampollo di casa Ianukovich. Intanto anche il deputato ucraino del Blocco d’opposizione, Nestor Shufrich, dà per morto Viktor Ianukovich junior, che amava correre in auto: “È morto così come ha vissuto – scrive su Facebook il parlamentare filorusso -: al volante dell’auto”. Il governo di Kiev ha chiesto a Mosca informazioni ufficiali sul destino del figlio del corrotto ex presidente rifugiatosi in Russia dopo aver perso il potere.
Se confermata, la morte di Viktor Viktorovich sarebbe l’ultima di un’ondata di decessi di personaggi legati a Ianukovich. Il 13 marzo una fonte del ministero dell’Interno di Kiev ha rivelato all’agenzia Interfax che l’ex governatore di Zaporizhia, Oleksandr Peklushenko, è stato trovato morto nel villaggio di Soniachne. Gli investigatori ritengono probabile che si sia tolto la vita sparandosi un colpo di pistola al collo. Il 60enne Peklushenko, già fedelissimo dell’ex presidente era indagato per aver fatto disperdere gli insorti all’epoca della rivolta di Maidan. Il 9 marzo l’ex deputato Stanislav Melnik, 53 anni, è stato trovato senza vita nel bagno di casa sua: anche lui, stando alla versione ufficiale, si sarebbe sparato un colpo di pistola. Il 28 febbraio Mikhailo Cecetov – tra i promotori delle cosiddette “leggi liberticide” che nel pieno della rivolta di Maidan inasprirono le pene contro chi partecipava a manifestazioni non autorizzate – si sarebbe suicidato invece gettandosi dalla finestra del suo appartamento al 17° piano. Il 25 febbraio Serghii Valter, sindaco di Melitopol accusato di abuso d’ufficio, è stato a sua volta trovato impiccato. E il giorno dopo è stata la volta di Oleksandr Bordiukh, vice comandante della polizia della stessa città, trovato morto nella sua abitazione. Infine, il 29 gennaio Oleksii Kolesnik, ex presidente del consiglio regionale di Kharkiv è stato trovato pure impiccato.

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