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Abdel Majid Touil news Senza categoria strage di Tunisi Tunisia

Tutti i dettagli che non tornano nell’arresto di Abdelmajid Touil

Di Lucio Di Marzo
Ci sono molti punti ancora da chiarire sull’arresto di Abdelmajid Touil, il giovane marocchino residente a Gaggiano, fermato per i fatti del museo del Bardo di Tunisi, dove più di venti persone rimasero uccise, in un attentato contro uno dei luoghi culturali più importanti della capitale nordafricana.
Il marocchino ventiduenne, arrivato in Italia da migrante, è stato arrestato ieri, accusato se non altro di avere avuto dei contatti con il commando che entrò in azione in Tunisia. Ma a poche ore da che la notizia è stata diffusa, non sono pochi i dubbi sollevati.
Ci sono quelli della madre, che non crede che il figlio sia un terrorista. Quando l’attacco è avvenuto, lo ha raccontato ieri, Abdelmajid era con lei a casa, davanti alla televisione. In quella casa di Gaggiano in cui tornava per dormire. La donna parla anche di una denuncia di smarrimento del passaporto, ma su questo punto sono le date a non tornare. L’avrebbe presentato pochi giorni dopo l’attentato e dunque, nella migliore delle ipotesi, non è un dettaglio che lo potrebbe scagionare.
Di un ragazzo che potrebbe non essere colpevole parla anche la scuoca Cuciniello di Trezzano sul Naviglio, dove ha sede il Centro provinciale per l’istruzione degli adulti (Cpia) e dove Touil studiava italiano due volte alla settimana.
La valutazione dell’istituto è semplice: il 6 marzo – scrive Repubblica – aveva parlato con gli “alfabetizzatori”, il 12 e il 16 era a lezione, ma anche il 19 secondo quanto ha detto il sindaco di Trezzano a Radio 24. L’attentato è stato il 18. C’è dunque da capire se e quando è andato e tornato dalla Tunisia.
Perché sono per esempio fonti della stampa turca a ribadire che il marocchino arrestato ieri il 18 marzo era a Tunisi e avrebbe anche incontrato in place Pasteur i due membri del commando che avrebbe poi colpito, Yassine Laabidi e Jabeur Khachnaoui. Con loro si sarebbe diretto verso il Bardo.
È invece la stampa tunisina a sostenere che l’11 Abdelmajid avesse partecipato alla seconda riunione della cellula, in cui si decise chi avrebbe fornito le armi agli attentatori. E se la ricostruzione tunisina non confligge direttamente con i dettagli forniti dalla scuola di Touil, questa qualche problema in più lo crea.
Il marocchino era arrivato in Italia il 17 febbraio, sbarcato a Porto Empedocle da migrante, con più di 600 altre persone. Se davvero è andato poi a Tunisi, come è tornato indietro?

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