La nuova tavola periodica degli elementi

Di Elisabetta Intini http://www.focus.it/ Anno nuovo, nuova tavola periodica: i quattro nuovi elementi chimiciannunciati lo scorso dicembre, che da gennaio occupano le caselle 113, 115, 117 e 118 della settima riga dello schema, hanno ora finalmente un nome. (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Si chiamano rispettivamente nihonium (Nh), moscovium (Mv), tennessine (Ts) e oganesson (Og) – nelle versioni italianizzate nihonio, moscovio, tennessinio e oganesson – e sono i termini ufficialmente proposti dai ricercatori, ora approvati dallo IUPAC (International Union of Pure and Applied Chemistry), dopo cinque mesi di consultazioni. A giugno, i ricercatori russi, americani e giapponesi autori delle scoperte avevano proposto un nome per ogni elemento, seguendo la tradizione di battezzare le loro “creature” con un nome ispirato a un luogo geografico o a uno scienziato. UNA LUNGA GESTAZIONE. Lo scorso gennaio, quando è stata ufficializzata la scoperta dei quattro elementi, ai nuovi arrivati erano stati assegnati soltanto nomi identificativi provvisori, derivanti dal numero delle loro caselle: ununtrium (Uut, elemento 113), […]

La nuova tavola periodica degli elementi

Di Elisabetta Intini http://www.focus.it/ Anno nuovo, nuova tavola periodica: i quattro nuovi elementi chimiciannunciati lo scorso dicembre, che da gennaio occupano le caselle 113, 115, 117 e 118 della settima riga dello schema, hanno ora finalmente un nome. (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Si chiamano rispettivamente nihonium (Nh), moscovium (Mv), tennessine (Ts) e oganesson (Og) – nelle versioni italianizzate nihonio, moscovio, tennessinio e oganesson – e sono i termini ufficialmente proposti dai ricercatori, ora approvati dallo IUPAC (International Union of Pure and Applied Chemistry), dopo cinque mesi di consultazioni. A giugno, i ricercatori russi, americani e giapponesi autori delle scoperte avevano proposto un nome per ogni elemento, seguendo la tradizione di battezzare le loro “creature” con un nome ispirato a un luogo geografico o a uno scienziato. UNA LUNGA GESTAZIONE. Lo scorso gennaio, quando è stata ufficializzata la scoperta dei quattro elementi, ai nuovi arrivati erano stati assegnati soltanto nomi identificativi provvisori, derivanti dal numero delle loro caselle: ununtrium (Uut, elemento 113), […]

Perché i brutti ricordi sono difficili da cancellare

FONTE E ARTICOLO CMOMPLETO:http://www.lescienze.it/news/2016/11/30/news/soppressione_consolidamento_memoria_sonno-3331592/I ricordi spiacevoli, e in special modo quelli traumatici, sono particolarmente difficili da sopprimere perché la loro conservazione non è affidata unicamente all’ippocampo, la struttura cerebrale considerata la centralina di controllo della memoria a lungo termine, ma coinvolge una rete diffusa di connessioni nella neocorteccia, soprattutto nella corteccia prefrontale, che presiede ai comportamenti cognitivi complessi. Inoltre, la distribuzione in reti diffuse dei ricordi spiacevoli avviene nella fase di consolidamento della memoria durante il sonno.E’ questa la conclusione di uno studio condotto da ricercatori della Beijing Normal University e dell’Università di Shenzhen, in Cina, che potrebbe avere riflessi sull’approccio terapeutico a diversi disturbi dell’affettività e al disturbo post-traumatico da stress. La ricerca è illustrata in un articolo pubblicato su “Nature Commmunications”.Negli esperimenti condotti da Yunzhe Liu e colleghi, un gruppo di volontari sono stati abituati ad associare le immagini di volti dall’espressione neutra a immagini spiacevoli. Alla fine di […]

Un software per combattere paure e fobie

Di Elisabetta Intini http://www.focus.it/ Una nuova tecnica per il trattamento delle fobie e della sindrome post-traumatica da stress potrebbe consentire, un giorno, di trattare l’ansia derivante da stimoli paurosi senza costringere chi ne soffre a rivivere consapevolmente l’evento scatenante. Il metodo sviluppato dagli scienziati dell’ATR Computational Neuroscience Lab (Giappone) e descritto su Nature Human Behaviour, sfrutta un software che analizza le immagini cerebrali del paziente e individua il momento in cui associare, all’attivazione derivante dalla paura, una ricompensa. In alcuni test preliminari ha dato risultati incoraggianti: non ha cancellato completamente l’ansia ma l’ha ridotta di molto. TROPPO DIFFICILE. Oggi uno dei modi principali di trattare le fobie e gli strascichi di eventi traumatici prevede di far rivivere ai pazienti l’evento doloroso in condizioni “controllate”: è la cosiddetta terapia di esposizione graduale. Da tempo Mitsuo Kawato, tra gli autori dello studio, cercava un’alternativa a questo tipo di approccio, che induce il 40% delle persone con disturbo post traumatico da […]

Neuropolitica: problemi e prospettive

Di Guido Brunetti http://www.neuroscienze.net/ Nell’era dell’informazione, il compito della cultura e della scienza è anche quello di “produrre” nuovi paradigmi che possano promuovere personalità mature ed autonome, cioè capaci di pensare per sé. (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});  La ricerca nel campo delle neuroscienze sta operando una “rivoluzione” destinata a modificare non soltanto i metodi diagnostici e terapeutici in medicina e psichiatria, ma anche le nostre concezioni millenarie, a partire dai sistemi filosofici. Sono state proposte affascinanti teorie in molteplici campi, che hanno dato origine a numerose discipline, come neuroestetica, neuroetica, neuroteologia, neuro giurisprudenza, neuroeconomia, neuro politica. Che è l’argomento del presente lavoro. Il termine neuropolitica indica un campo d’indagine che ha lo scopo di studiare le funzioni del cervello di un individuo impegnato in attività che prevedono la presenza di altri individui. Durante le elezioni presidenziali americane del 2007, sette neuro scienziati dell’Università della California pubblicarono i risultati di […]

Neuropolitica: problemi e prospettive

Di Guido Brunetti http://www.neuroscienze.net/ Nell’era dell’informazione, il compito della cultura e della scienza è anche quello di “produrre” nuovi paradigmi che possano promuovere personalità mature ed autonome, cioè capaci di pensare per sé. (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});  La ricerca nel campo delle neuroscienze sta operando una “rivoluzione” destinata a modificare non soltanto i metodi diagnostici e terapeutici in medicina e psichiatria, ma anche le nostre concezioni millenarie, a partire dai sistemi filosofici. Sono state proposte affascinanti teorie in molteplici campi, che hanno dato origine a numerose discipline, come neuroestetica, neuroetica, neuroteologia, neuro giurisprudenza, neuroeconomia, neuro politica. Che è l’argomento del presente lavoro. Il termine neuropolitica indica un campo d’indagine che ha lo scopo di studiare le funzioni del cervello di un individuo impegnato in attività che prevedono la presenza di altri individui. Durante le elezioni presidenziali americane del 2007, sette neuro scienziati dell’Università della California pubblicarono i risultati di […]

C’era vita su Marte, afferma un nuovo studio italiano

Di Luigi Bignami http://www.focus.it/ È difficile che oggi ci sia vita in superficie su Marte, ma un tempo le condizioni erano molto diverse, e strutture molto simili a microbialiti terrestri fanno pensare a un passato differente. C’è stato un tempo in cui c’era vita su Marte? In molti hanno tentato di dare una risposta, ma, nell’ambito della scienza, fino ad oggi non ce n’è alcuna sicura. Adesso però un nuovo approccio al problema è stato proposto da due ricercatori italiani, Vincenzo Rizzo e Nicola Cantasano, del CNR – ISAFOM: il loro lavoro è stato pubblicato il 20 settembre 2016 sull’International Journal of Astrobiology. (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Lo studio confronta alcune strutture rocciose fotografate dai rover della Nasa con strutture geologiche terrestri prodotte con certezza da organismi viventi: il risultato è che le strutture sarebbero del tutto identiche, e ciò dimostrerebbe che la vita è sicuramente esistita anche su Marte. CONFRONTI A TUTTE LE SCALE. Le strutture […]

C’era vita su Marte, afferma un nuovo studio italiano

Di Luigi Bignami http://www.focus.it/ È difficile che oggi ci sia vita in superficie su Marte, ma un tempo le condizioni erano molto diverse, e strutture molto simili a microbialiti terrestri fanno pensare a un passato differente. C’è stato un tempo in cui c’era vita su Marte? In molti hanno tentato di dare una risposta, ma, nell’ambito della scienza, fino ad oggi non ce n’è alcuna sicura. Adesso però un nuovo approccio al problema è stato proposto da due ricercatori italiani, Vincenzo Rizzo e Nicola Cantasano, del CNR – ISAFOM: il loro lavoro è stato pubblicato il 20 settembre 2016 sull’International Journal of Astrobiology. (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Lo studio confronta alcune strutture rocciose fotografate dai rover della Nasa con strutture geologiche terrestri prodotte con certezza da organismi viventi: il risultato è che le strutture sarebbero del tutto identiche, e ciò dimostrerebbe che la vita è sicuramente esistita anche su Marte. CONFRONTI A TUTTE LE SCALE. Le strutture […]

Il cellulare che non si scarica (quasi) mai

Il superconduttore flessibile sviluppato dalla University of Central Florida.|UNIVERSITY OF CENTRAL FLORIDA Di Elisabetta Intini http://www.focus.it/ Un gruppo di scienziati della University of Central Florida ha sviluppato un nuovo metodo per creare supercondensatori ultraflessibili, capaci di reggere oltre 30.000 ricariche senza degradarsi. (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); I supercondensatori sono componenti capaci di accumulare una grande quantità di carica elettrica e sostenere un numero di cicli di carica/scarica molto elevato rispetto ai condensatori tradizionali. Se si potesse applicare il nuovo metodo per produrre batterie per cellulari, avremmo smartphone più leggeri, in grado di ricaricarsi molto rapidamente e con un’autonomia fin qui impensabile, forse anche di diversi giorni a pieno utilizzo: il procedimento è però per adesso soltanto dimostrativo delle sue potenzialità. LO SCOGLIO DA SUPERARE. Nei normali dispositivi mobili, dopo 18-20 mesi di utilizzo, in genere, la batteria inizia a mostrare una progressiva tendenza a scaricarsi sempre più rapidamente: questo avviene perché si degrada. Da […]

Il cellulare che non si scarica (quasi) mai

Il superconduttore flessibile sviluppato dalla University of Central Florida.|UNIVERSITY OF CENTRAL FLORIDA Di Elisabetta Intini http://www.focus.it/ Un gruppo di scienziati della University of Central Florida ha sviluppato un nuovo metodo per creare supercondensatori ultraflessibili, capaci di reggere oltre 30.000 ricariche senza degradarsi. (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); I supercondensatori sono componenti capaci di accumulare una grande quantità di carica elettrica e sostenere un numero di cicli di carica/scarica molto elevato rispetto ai condensatori tradizionali. Se si potesse applicare il nuovo metodo per produrre batterie per cellulari, avremmo smartphone più leggeri, in grado di ricaricarsi molto rapidamente e con un’autonomia fin qui impensabile, forse anche di diversi giorni a pieno utilizzo: il procedimento è però per adesso soltanto dimostrativo delle sue potenzialità. LO SCOGLIO DA SUPERARE. Nei normali dispositivi mobili, dopo 18-20 mesi di utilizzo, in genere, la batteria inizia a mostrare una progressiva tendenza a scaricarsi sempre più rapidamente: questo avviene perché si degrada. Da […]