NIGERIA: L’ESERCITO GOVERNATIVO ESPUGNA L’ULTIMA ROCCAFORTE DI BOKO HARAM

Di Salvatore SantoruL’esercito governativo nigeriano ha respinto(1) i miliziani islamisti radicali di Boko Haram dall’ultima roccaforte del gruppo, situata nella foresta di Zambia.Cme riferito da “The Post Internazionale”(2) la notizia è stata resa nota dal presidente nigeriano Muhammadu Bihari in una dichiarazione ufficiale el 24 dicembre 2016.NOTE:(1)http://www.bbc.com/news/world-africa-38427462(2)http://www.tpi.it/mondo/nigeria/esercito-respinge-ribelli-book-haram-nigeriaFOTO:Un ragazzo saluta un gruppo di militari a Maiduguri, nel Borno nord orientale. Credit: Reutersvia “The Post Internazionale“.

L’OPEC e la guerra civile siriana

Di Michele Crudelini C’è una linea sottile, a tratti invisibile, che lega il petrolio alla guerra. Nella recente destabilizzazione del Medio Oriente l’oro nero potrebbe aver giocato un ruolo che la maggior parte dei commentatori continua a sottovalutare. Andiamo con ordine. Ieri l’agenzia Bloombergha riportato la notizia del negoziato tra Arabia Saudita e Russia. Due Paesi che in Siria partecipano al conflitto su schieramenti opposti (la Russia con Assad, l’Arabia Saudita con gli oppositori dell’ancora Presidente) sembrano aver invece raggiunto un accordo riguardo al prezzo del petrolio. Da circa due anni a questa parte, infatti, il prezzo del petrolio è crollato sul mercato, complice l’alto livello di produzione (offerta) rispetto alla domanda dei Paesi importatori. Sembra però che lo scorso 30 novembre i Paesi facenti parte del cartello OPEC, (Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio) attualmente composta da quattordici Paesi, si siano riuniti a Vienna, sede dell’organizzazione, per arrivare ad un accordo per ridurre la produzione […]

L’OPEC e la guerra civile siriana

Di Michele Crudelini C’è una linea sottile, a tratti invisibile, che lega il petrolio alla guerra. Nella recente destabilizzazione del Medio Oriente l’oro nero potrebbe aver giocato un ruolo che la maggior parte dei commentatori continua a sottovalutare. Andiamo con ordine. Ieri l’agenzia Bloombergha riportato la notizia del negoziato tra Arabia Saudita e Russia. Due Paesi che in Siria partecipano al conflitto su schieramenti opposti (la Russia con Assad, l’Arabia Saudita con gli oppositori dell’ancora Presidente) sembrano aver invece raggiunto un accordo riguardo al prezzo del petrolio. Da circa due anni a questa parte, infatti, il prezzo del petrolio è crollato sul mercato, complice l’alto livello di produzione (offerta) rispetto alla domanda dei Paesi importatori. Sembra però che lo scorso 30 novembre i Paesi facenti parte del cartello OPEC, (Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio) attualmente composta da quattordici Paesi, si siano riuniti a Vienna, sede dell’organizzazione, per arrivare ad un accordo per ridurre la produzione […]

Mosca pronta al compromesso sulla Siria: “Tratteremo con Trump le condizioni”

Il ministro degli esteri russo Lavrov (a sinistra) e il segretario di Stato Usa Kerry (a destra) si sono incontrati ieri con De Mistura al forum Med AFP Di Francesca Paci e Francesca SchianchiIn quello che è probabilmente il loro ultimo incontro ufficiale il segretario di Stato americano uscente John Kerry e il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov hanno parlato di Siria. Prima dei rispettivi interventi sul palco del Forum Med 2016 di Roma i due si sono trovati in una saletta dell’Hotel Parco dei Principi insieme all’inviato dell’Onu per la Siria Staffan de Mistura, un incontro di circa un’ora che «La Stampa» è in grado di ricostruire. La location è discreta, i dialoghi schietti, i convenevoli non servono. Kerry ammette al suo omologo che i russi hanno vinto, che gli americani hanno constatato sul terreno come la partita siriana sia andata a Mosca. Però, dice Kerry, questo è il momento […]

Trump e il ritorno alla “normalcy”

Di Bruno Scapini   Non v’è dubbio. Quale prodromo di un nuovo modo di atteggiarsi del Paese, la vittoria di Donald Trump segna certamente una svolta nella storia degli Stati Uniti d’America. Abbiamo sentito tante parole correre in queste ore sulle labbra di politologi, giornalisti e osservatori, tutti impegnati a commentare e a spiegare le cause di questa vittoria inaspettata. Tutti, o quasi, in America, come al di qua dell’Atlantico, avevano dato per scontato fino a ieri il successo di Hillary Clinton. Di una Clinton, cioè, che sembrava godere di un unanime appoggio del popolo americano, così come delle lobby e delle elite più potenti dentro e fuori il Paese. Con lei si erano schierati gli esponenti di spicco del mondo finanziario americano, i gruppi del “military-industrial complex” americano, i media e persino l’inimmaginabile mondo di Hollywood con tutte le sue star della “rock music”.  Ma evidentemente qualcosa non deve […]

Trump e il ritorno alla “normalcy”

Di Bruno Scapini   Non v’è dubbio. Quale prodromo di un nuovo modo di atteggiarsi del Paese, la vittoria di Donald Trump segna certamente una svolta nella storia degli Stati Uniti d’America. Abbiamo sentito tante parole correre in queste ore sulle labbra di politologi, giornalisti e osservatori, tutti impegnati a commentare e a spiegare le cause di questa vittoria inaspettata. Tutti, o quasi, in America, come al di qua dell’Atlantico, avevano dato per scontato fino a ieri il successo di Hillary Clinton. Di una Clinton, cioè, che sembrava godere di un unanime appoggio del popolo americano, così come delle lobby e delle elite più potenti dentro e fuori il Paese. Con lei si erano schierati gli esponenti di spicco del mondo finanziario americano, i gruppi del “military-industrial complex” americano, i media e persino l’inimmaginabile mondo di Hollywood con tutte le sue star della “rock music”.  Ma evidentemente qualcosa non deve […]

Come l’Arabia Saudita ha danneggiato la sua industria petrolifera

Di Paolo Marcenaro L’Arabia Saudita pensava, dall’alto del suo status di primo esportatore mondiale di petrolio greggio, di poterne deprimere il prezzo a volontà per ridurre all’obbedienza i suoi rivali regionali (Iran) e internazionali (Federazione Russa), rovinando nel contempo l’industria americana del petrolio di scisto (fracking), ed oltretutto compensando qualunque calo nei propri ricavi con le sue enormi riserve di capitale, per poi far rialzare gradualmente le tariffe una volta ottenuti i suoi obiettivi politici, ma non tanto rapidamente da vanificare la minaccia di un improvviso ulteriore ribasso. Questo piano è riuscito per quanto riguarda l’obiettivo “americano” (le compagnie impegnate nel fracking vendono petrolio a 80-100 dollari al barile a clienti che l’avevano ordinato -col sistema deifutures– quando costava 120-150 dollari, e il loro avvenire coi prezzi del greggio “normale” che si aggirano tra 45 e 55 $ per barile appare oggi nerissimo). Ma per quanto riguarda Iran e Russia esso […]

La ricetta anti-Isis di Trump piace ai cristiani mediorientali

Di Fulvio Scaglione James Woolsey, 75 anni, è repubblicano ma è stato vice-ministro della Marina con Billy Carter e direttore della Cia con Bill Clinton. Poi è rispuntato nel ruolo di consigliere per la Sicurezza Nazionale nella campagna elettorale di Donald Trump e ora è in lizza per la carica di ministro della Difesa nel governo che il nuovo Presidente si appresta a formare. La sua, dunque, non è voce da poco. Colpisce quindi sentirgli dire che contro l’Isis, in Iraq e in Siria, occorre intensificare gli sforzi e, se e dove necessario, inviare truppe sul terreno. La nuova ricetta colpisce per due ragioni. La prima è che va nella direzione esattamente opposta a quella che dal 2014, cioè dal’irruzione dell’Isis in Iraq con la conseguente proclamazione del Califfato di Al Baghdadi, è stata applicata dall’amministrazione Obama, convinta che bastassero i bombardamenti per fiaccare i miliziani. In questo lasso di tempo l’Isis ha massacrato decine di migliaia […]

L’AVVERTIMENTO DEL VICEMINISTRO DEL GOVERNO TURCO NUMAN KURTULMUS : ‘RISCHIO TERZA GUERRA MONDIALE TRA USA E RUSSIA’

Di Salvatore SantoruIn questi ultimi giorni si sta parlando molto del rischio dello scoppio di una guerra tra USA e Russia(1).A tal proposito, un recente avvertimento su tale eventualità è stato fatto dalla Turchia.Come riportato da l’Independent(2), il viceministro del governo turco Numan Kurtulmus ha dichiarato che se la guerra civile siriana continua si potrebbe arrivare allo scontro diretto tra USA e Russia.NOTE:(1)https://informazioneconsapevole.blogspot.it/2016/10/lallarme-di-gorbaciov-rischio-scoppio.html(2)http://www.independent.co.uk/news/world/europe/us-russia-third-world-war-syria-conflict-aleppo-turkey-deputy-prime-minister-numan-kurtulmus-a7366571.html

LA RUSSIA CRITICA L’INVIO DI SOLDATI DELLA NATO NELL’EUROPA DELL’EST: ‘E’ UNA POLITICA DISTRUTTIVA’

Di Salvatore Santoru La notizia dell’invio di contingenti di soldati dei paesi della NATO, tra cui l’Italia(1), ai confini della Russia è stata accolta molto criticamente dal governo di Vladimir Putin.Come riportato dal “Corriere Della Sera”(2) la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha dichiarato all’ANSA(3) che «La politica della Nato è distruttiva. L’Alleanza è impegnata nella costruzione di nuove linee di divisione in Europa invece che di profonde e solide relazioni di buon vicinato», e ha aggiunto che «mira ad allontanare ancora di più le persone piuttosto che a lottare contro minacce e sfide comuni». NOTE: (1)https://informazioneconsapevole.blogspot.it/2016/10/pinotti-soldati-italiani-saranno.html (2)http://www.corriere.it/esteri/16_ottobre_14/italia-inviera-140-soldati-lettonia-la-nato-confine-la-russia-7da1805c-91fd-11e6-9b51-b898d7d5d3e3.shtml (3)http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2016/10/14/russia-la-politica-nato-e-distruttiva_250e1e79-a546-4118-87d3-9e2ccc9de5d3.html