LA LISTA DEI 10 UOMINI PIU’ RICCHI DEL MONDO NEL 2016 SECONDO FORBES

FOTO:http://nricafe.com DA WIKIPEDIA Legenda   :  aumentato rispetto al 2015  :  diminuito rispetto al 2015  :  nessuna variazione rispetto al 2015 Il patrimonio è espresso in miliardi di dollari statunitensi # Nome Patrimonio Età Nazione Residenza Azienda 1    Bill Gates 75  60  Stati Uniti  Stati Uniti Microsoft 2    Amancio Ortega 67  80  Spagna  Spagna Zara 3    Warren Buffett 60,8  85  Stati Uniti  Stati Uniti Berkshire Hathaway 4    Carlos Slim Helú 50  77  Messico  Messico Telmex, América Móvil 5    Jeff Bezos 45,2  53  Stati Uniti  Stati Uniti Amazon 6    Mark Zuckerberg 44,6  31  Stati Uniti  Stati Uniti Facebook 7    Larry Ellison 43,6  71  Stati Uniti  Stati Uniti Oracle Corporation 8    Michael Bloomberg 40  74  Stati Uniti  Stati Uniti Bloomberg 9    Charles Koch 39,6  80  Stati Uniti  Stati Uniti Koch Industries 10    David Koch 39,6  75  Stati Uniti  Stati Uniti Koch Industries FONTE:https://it.wikipedia.org/wiki/Lista_delle_persone_pi%C3%B9_ricche_del_mondo_secondo_Forbes

Cosa sono i voucher, chi li utilizza e come si riscuotono. Le ipotesi in campo per rivedere lo strumento

Di Viola Contursi È stato uno degli argomenti più discussi da quando Paolo Gentiloni, meno di un mese fa, si è insediato a palazzo Chigi: parliamo dei voucher. Strumenti nati con l’intento di far emergere il nero lì dove si annida nelle maglie del lavoro “saltuario” (che spesso saltuario non è) ma che con gli anni hanno dimostrato di avere più di un problema di applicazione. Mentre il Governo monitora il loro utilizzo, un vero e proprio boom lo scorso anno, e pensa a come riformarne la normativa per renderli più sicuri e non strumenti per creare “nuovi schiavi”, vediamo chi può usare questi “buoni lavoro” e come funzionano. Cosa sonoI voucher servono per pagare la prestazione e i contributi, quindi in qualche modo regolarizzare, tutti quei lavoratori che svolgono lavori di tipo occasionale accessorio. Vengono infatti molto utilizzati per pagare badanti e colf che magari vengono a casa nostra per […]

Il fallimento del Jobs Act

Di Guglielmo Forges Davanzati  È ormai chiaro che, rispetto all’obiettivo dichiarato (accrescere l’occupazione), il Jobs Act si è rivelato fallimentare. Il provvedimento, che ha introdotto contratti a tutele crescenti (frequentemente ed erroneamente definiti a tempo indeterminato) è stato accompagnato da ingenti sgravi contributivi a favore delle imprese per la ‘stabilizzazione’ dei contratti di lavoro. Secondo la propaganda governativa, si sarebbe fatta marcia indietro rispetto alle misure di precarizzazione del lavoro messe in atto con intensità crescente negli ultimi decenni. Nei fatti, si è trattato di un provvedimento che ha semmai reso le condizioni di lavoro ancora più precarie, sia per l’introduzione di una nuova tipologia contrattuale (il contratto a tutele crescenti) che non stabilizza il rapporto di lavoro (ma rende più difficile e costoso il licenziamento al crescere dell’anzianità di servizio), sia per l’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. In più, contrariamente agli obiettivi dichiarati, si è accentuato il […]

Il fallimento del Jobs Act

Di Guglielmo Forges Davanzati  È ormai chiaro che, rispetto all’obiettivo dichiarato (accrescere l’occupazione), il Jobs Act si è rivelato fallimentare. Il provvedimento, che ha introdotto contratti a tutele crescenti (frequentemente ed erroneamente definiti a tempo indeterminato) è stato accompagnato da ingenti sgravi contributivi a favore delle imprese per la ‘stabilizzazione’ dei contratti di lavoro. Secondo la propaganda governativa, si sarebbe fatta marcia indietro rispetto alle misure di precarizzazione del lavoro messe in atto con intensità crescente negli ultimi decenni. Nei fatti, si è trattato di un provvedimento che ha semmai reso le condizioni di lavoro ancora più precarie, sia per l’introduzione di una nuova tipologia contrattuale (il contratto a tutele crescenti) che non stabilizza il rapporto di lavoro (ma rende più difficile e costoso il licenziamento al crescere dell’anzianità di servizio), sia per l’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. In più, contrariamente agli obiettivi dichiarati, si è accentuato il […]

Monte dei Paschi di Siena: un disastro costruito con metodo

Di Renato Strumia* Avendo alle spalle uno stato finanziariamente debole e all’interno un management (strapagato) gravemente incapace e incosciente della gravità dei problemi, i banchieri (quasi tutti) hanno respinto sdegnosamente gli aiuti di stato (i famosi Tremonti Bond) per paura di perdere potere. Mentre i crediti dubbi crescevano in modo esponenziale, le fondazioni faticavano a sorreggere gli aumenti di capitale resisi necessari e quindi si cercavano all’estero capitali di ventura (da Blackrock ai fondi sovrani arabi o libici), per racimolare capitale, possibilmente non troppo esigente nel pesare sugli assetti di comando. Dieci anni di recessione hanno fatto esplodere i casi più disperati, che peraltro non sono frutto del caso, ma della combinazione perversa tra poteri forti, politica d’accatto, vigilanza latitante, elusione delle regole. Non dimentichiamo che Mussari (MPS) è stato per due mandati stimato presidente dell’ABI, con Berneschi (Carige) tra i vicepresidenti. Un parterre de roi, oggi indaffarato con inchieste penali […]

Monte dei Paschi di Siena: un disastro costruito con metodo

Di Renato Strumia* Avendo alle spalle uno stato finanziariamente debole e all’interno un management (strapagato) gravemente incapace e incosciente della gravità dei problemi, i banchieri (quasi tutti) hanno respinto sdegnosamente gli aiuti di stato (i famosi Tremonti Bond) per paura di perdere potere. Mentre i crediti dubbi crescevano in modo esponenziale, le fondazioni faticavano a sorreggere gli aumenti di capitale resisi necessari e quindi si cercavano all’estero capitali di ventura (da Blackrock ai fondi sovrani arabi o libici), per racimolare capitale, possibilmente non troppo esigente nel pesare sugli assetti di comando. Dieci anni di recessione hanno fatto esplodere i casi più disperati, che peraltro non sono frutto del caso, ma della combinazione perversa tra poteri forti, politica d’accatto, vigilanza latitante, elusione delle regole. Non dimentichiamo che Mussari (MPS) è stato per due mandati stimato presidente dell’ABI, con Berneschi (Carige) tra i vicepresidenti. Un parterre de roi, oggi indaffarato con inchieste penali […]

Vittime del Salva Banche, altolà del Consiglio di Stato su collegi arbitrali: “Non si usino soldi dei risparmiatori”

Di Paolo Fior Alla fine, dopo mesi di attesa, è approdato in Parlamento il decreto che istituisce i collegi arbitrali cui potranno ricorrere i risparmiatori truffati di Popolare Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti. Il testo licenziato in corsa dal governo presenta molte zone d’ombra che il Consiglio di Stato nel suo parere, favorevole ma condizionato, non ha mancato di sottolineare. Prima fra tutte, la questione del finanziamento delle procedure arbitrali, i cui costi ricadrebbero interamente sul Fondo interbancario di tutela dei depositi, riducendo così la dotazione di risorse a disposizione per il ristoro dei risparmiatori danneggiati. Sul punto il parere del Consiglio di Stato è molto esplicito: “Poiché l’istituzione del Fondo di solidarietà è misura a tutela degli investitori, appare contraddittorio far gravare sul medesimo le spese di funzionamento della Camera arbitrale, che rischiano di comprimere – in ipotesi di insufficienza dello stanziamento a coprire le richieste giudicate fondate dei risparmiatori danneggiati – il finanziamento a favore del Fondo nell’interesse dei cittadini”. E ancora: “La Sezione ritiene opportuno […]

Vittime del Salva Banche, altolà del Consiglio di Stato su collegi arbitrali: “Non si usino soldi dei risparmiatori”

Di Paolo Fior Alla fine, dopo mesi di attesa, è approdato in Parlamento il decreto che istituisce i collegi arbitrali cui potranno ricorrere i risparmiatori truffati di Popolare Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti. Il testo licenziato in corsa dal governo presenta molte zone d’ombra che il Consiglio di Stato nel suo parere, favorevole ma condizionato, non ha mancato di sottolineare. Prima fra tutte, la questione del finanziamento delle procedure arbitrali, i cui costi ricadrebbero interamente sul Fondo interbancario di tutela dei depositi, riducendo così la dotazione di risorse a disposizione per il ristoro dei risparmiatori danneggiati. Sul punto il parere del Consiglio di Stato è molto esplicito: “Poiché l’istituzione del Fondo di solidarietà è misura a tutela degli investitori, appare contraddittorio far gravare sul medesimo le spese di funzionamento della Camera arbitrale, che rischiano di comprimere – in ipotesi di insufficienza dello stanziamento a coprire le richieste giudicate fondate dei risparmiatori danneggiati – il finanziamento a favore del Fondo nell’interesse dei cittadini”. E ancora: “La Sezione ritiene opportuno […]

MPS,De Benedetti primo debitore-Una voragine da 600 milioni

Di Fabrizio De Feo La notizia è di quelle che non può passare inosservata dalle parti della politica, nel momento in cui il Parlamento mette mano al decreto salvabanche. La Sorgenia, società elettrica della famiglia De Benedetti (fino al riassetto dell’enorme debito che l’ha trasferita sotto il controllo delle banche), figura come primo debitore insolvente del Monte dei Paschi di Siena, per complessivi 600 milioni di euro, come rivela IlSole24Ore. Un fardello che fa notizia, visto che ora lo Stato si appresta a intervenire con la ricapitalizzazione precauzionale di Mps. Il primo a puntare il dito è Augusto Minzolini: «Sole24Ore: De Benedetti ha succhiato a Mps 600 milioni per Sorgenia. Ora pagati da noi. Adesso inaccettabili morali da lui e dal suo giornale», twitta il senatore in mattinata. Sullo stesso social network interviene anche Danilo Toninelli del Movimento 5 Stelle a polemizzare: «Poi dicono che MPS non è la banca […]

Il grande gioco del petrolio

Di Ivan Giovi Pare che la “guerra dei prezzi” cominciata dai Sauditi nel lontano 2014 sia arrivata al termine: è finalmente giunto l’accordo, dopo il fallimento del summit di Doha, tra i paesi del cartello OPEC (Organization of the Petroleum Exporting Countries) e 14 paesi non OPEC a inizio dicembre dove si è deciso definitivamente un netto taglio alla produzione di greggio. La notizia ha subito provocato un netto rialzo dei prezzi in borsa, che secondo gli analisti si attesteranno stabilmente sui 60 dollari al barile circa per tutto il 2017. Per capire però quello che sta succedendo dobbiamo fare un passo indietro e comprendere le motivazioni dell’inizio di questo conflitto. La causa scatenante viene attribuita all’aumento dell’estrazione tramite fracking negli USA, pratica che permette di estrarre il petrolio in zone rocciose utilizzando acqua ad altissima pressione per rompere le rocce. Questa tecnica non è nuova, è un’invenzione degli anni ’40 che essendo molto costosa si è diffusa […]