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Sviluppata tecnologia laser che vede attraverso i muri

Ricercatori statunitensi hanno realizzato un particolare sistema laser ultraveloce in grado di ricostruire le immagini di oggetti posti dietro ad un ostacolo. Aiuterà medici e soccorritori.
Di Andrea Centini
Nel 2012 sono stati presentati vari ed interessantissimi progetti di ingegneria ottica in grado di osservare attraverso superfici ed ostacoli di varia natura, alcuni dei quali aspramente criticati poiché – secondo alcuni – rappresenterebbero la distruzione degli ultimi baluardi della nostra privacy, ovvero le mura di casa ed i vestiti. In particolare ci riferiamo alla ricerca presentata all’ultima International Solid-State Circuits Conference (ISSCC) dal team del professor Kenneth O, docente di ingegneria elettronica presso l’Università UT Dallas e direttore del Texas Analog Center of Excellence (TxACE). I ricercatori hanno infatti creato un dispositivo dotato di microchip CMOS (Complementary Metal-Oxide Semiconductor) e basato sulle radiazioni Terahertz (Thz) integrabile in un normalissimo smartphone e capace di vedere attraverso oggetti e muri. Nonostante i nobili propositi del progetto, è stato proprio il sottolineare l’eventualità di integrare un siffatto sistema in un cellulare a scatenare le polemiche di chi ha sentito – giustamente – minacciata la propria privacy. Del resto sapere che in giro chiunque possa vedere all’interno della propria abitazione o attraverso i vestiti non è esattamente una sensazione piacevole, sia per la privacy ma anche per la sicurezza. L’ultima ricerca su questo campo promossa da un nutrito gruppo di istituzioni accademiche americane, tra le quali il celebre MIT (Massachusetts Institute of Technology), l’Università di Harvard e quella del Wisconsin, si pone invece l’unico obiettivo di aiutare medici e soccorritori grazie ad una avanzatissima tecnologia basata sui fotoni, in grado di ricreare immagini tridimensionali di ciò che si nasconde dietro muri e superfici. Il dispositivo, presentato dal ricercatore Otkrist Gupta del MIT sulle pagine della rivista scientifica Optics Express, utilizza ottiche sotto forma di laser ultraveloce associate ad una particolare fotocamera: entrambe operano con migliaia di miliardi di cicli al secondo e sono capaci di “catturare” le immagini di oggetti nascosti grazie all’analisi della luce. Si tratta di una cosiddetta ripresa a scansione che differisce da quelle standard poiché le immagini vengono create dal profilo temporale dei fotoni che rimbalzano sugli oggetti e tornano indietro. Secondo Gupta ed il suo team ci sono numerosi modi di impiegare una siffatta tecnologia: “L’applicazione più evidente è indubbiamente nelle missioni di soccorso dopo un disastro. Ipotizzando il crollo di un edificio e la necessità di sapere se qualcuno è rimasto intrappolato, la nostra tecnologia risulterebbe estremamente utile. E’ ideale per l’utilizzo in quasi tutte le tipologie di disastro e particolarmente negli incendi, dove è necessario scoprire che cosa sta succedendo all’interno delle mura ma non si vuole rischiare di mandare qualcuno all’interno a causa delle condizioni di rischio altissime. Si potrebbe utilizzare questa tecnologia per ridurre notevolmente i rischi per i soccorritori”. “E inoltre possibile – aggiunge Gupta – che la nostra tecnologia possa essere utilizzata come strumento non invasivo di imaging biomedico per osservare cosa succede sotto la pelle di un paziente”. Ci vorranno dai 5 ai 10 anni prima di veder ultimati questi fantascientifici quanto utilissimi dispositivi.<

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Fonte:Net News

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