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Sudafrica:violenza cieca nelle strade contro gli stranieri alimentata dal re degli Zulu

Di Antonella Sinopoli
Persone bruciate vive. Altre che si sono chiuse in casa e non ne escono da giorni. Altre ancora che cercano di scappare e tornare nel  proprio Paese o di raggiungere improvvisati campi per rifugiati. E squadre della morte armate di machete e taniche di benzina, alla ricerca dello “straniero”. Sta accadendo in Sud Africa, dove praticamente senza alcun intervento – per giorni – delle forze dell’ordine si è scatenata la caccia all’uomo. E questo sotto gli occhi di folle che incitano alla violenza e che riprendono con i loro smartphone scene raccapriccianti di esecuzioni sommarie. Sul web ne circolano già alcune, ma polizia ed esperti ne stanno verificando l’autenticità. Tale propaganda, in ogni caso, non è stata sufficiente per  sollecitare un intervento immediato dello Stato o la tempestiva riprovazione della comunità internazionale. Se non dopo giorni di attacchi e grazie proprio alle immagini diffuse sui social, i media internazionali hanno cominciato a seguire l’evento.
Secondo alcuni osservatori la furia si sarebbe scatenata alle parole del re Zulu, Goodwill Zwelithini, che in un recente discorso aveva “esortato gli stranieri” a lasciare il Paese. “Non starò zitto mentre i nostri leader guidano il Paese senza alcuna strategia. È tempo di parlare… Chiediamo agli stranieri presenti in questo Paese di fare le valigie e tornare a casa propria”.
Goodwill Zwelithini (a destra) con l’attuale presidente sudafricano Jacob Zuma,
E così, molti hanno imbracciato armi rudimentali per affrettare la soluzione proposta dal re. In quello comincia ad essere definito un vero e proprio pogrom. Le violenze si stanno verificando soprattutto nelle grandi città, Durban e Johannesburg. Non si sa ancora quanti siano i morti. Nel 2008 – in un altro attacco di violenza omicida contro gli “stranieri” – furono almeno 62 le persone rimaste uccise.
Scontri xenofobi a Johannesburg, la vittima era un immigrato mozambicano, maggio 2008. STRINGER/AFP/Getty Images
Scontri xenofobi a Johannesburg, la vittima era un immigrato mozambicano, maggio 2008. STRINGER/AFP/Getty Images
Ma quali sono le motivazioni di tale odio? Le più becere e comuni: ci rubano le nostre donne, il nostro lavoro, sono sporchi. Attacchi xenofobi, se non fosse che gli stranieri in questione non sono bianchi, ma africani, neri come loro.

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