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Siria:nel silenzio dei media, bombardamenti islamisti su Damasco e Ghouta hanno causato una decina di morti tra i civili



Di Salvatore Santoru

Ieri 5 febbario la capitale siriana Damasco e Ghouta sono state scosse dai bombardamenti del gruppo islamista “Jaysh al-Islam“, bombardamenti che hanno ucciso almeno dieci persone, tra cui un bambino, e feritone almeno una trentina.

Cars damaged by mortar fire which hit the central Damascus district of Baramkeh on Thursday

Tale notizia è passata praticamente nel (quasi)totale silenzio dei media italiani e di molti internazionali ,come solitamente accade praticamente quasi sempre quando le morti in quel martoriato luogo, non sono  da addebitare al “regime di Assad”, come se esistessero vittime morti di serie A e di serie B.

Da notare che “Jaysh al-Islam” è una formazione che è finanziata dall’Arabia Saudita, e collabora con il “Fronte Al Nusra” ( “sezione” di Al Qaeda in Siria ) e occasionalmente con il “Free Syrian Army”, il gruppo principale dell’area “ribelle” finanziato dalla Turchia e dai regimi del Golfo e sostenuto a fini strategici dal governo statunitense.

Logo Jaysh al-Islam

I militanti di Jaysh al-Islam si erano già fatti conoscere quando insieme ai miliziani di Al Nusra, massacrarono 32 civili ad Adra, “colpevoli” di essere “infedeli”, in quanto appartenenti a minoranze religiose(drusi,cristiani, ismailiti e gli islamici “eretici” alawiti ).



La reazione del governo siriano è stata particolarmente spropositata e dura, tanto che ha causato, secondo la notizia, ripresa dall’ANSA, data dall’ONG Ondus(Osservatorio nazionale per i diritti umani siriano) all’incirca una trentina di morti (cifra comunque considerata non certa e da verificare dalla stessa Ong) ,mentre nei media la cifra è stata un pò gonfiata, e c’è chi ha parlato di 57, di 66, di 70,82 e così via.



Riflettendo sull’informazione sulla questione siriana, si può indubbiamente affermare che quella che ci è stata e, in modo minore ancora, ci viene propagandata è ben lontano dall’essere “superpartes” come dovrebbe, visto che si descrivono i cosiddetti “ribelli” nella loro totalità come “buoni” in lotta contro il terribile “regime di Assad” quando la realtà è un pò più complessa, visto che quella che c’è in corso è una pensate guerra civile e non una “rivoluzione” propriamente detta, e i “ribelli” nella loro totalità non sono poi così meglio delle forze di Assad.

Basti ricordare che tra i tanto decantati “ribelli”, oltre alla presenza in essi di Al Qaeda e altre formazioni minori di stampo islamista è emersa anche l’ISIS, che combatte in Siria sin dall’inizio della “rivoluzione”, e che oggi è considerata giustamente terroristica, ma ieri era annoverata indirettamente tra i “combattenti per la libertà”.

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