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Siria: nuova ondata di cristiani in fuga dall’Isis

Profughi siriani in fuga dall'Isis
Dal 31 ottobre a oggi la cittadina cristiana siriana di Sadad è sotto attacco da parte dell’Isis, mentre il vicino villaggio di Maheen è già caduto in mano ai jihadisti. E’ il drammatico quadro descritto ad Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs) dall’arcivescovo siro-ortodosso di Homs, Selwanos Boutros Alnemeh. A Sadad “si parla ancora l’aramaico, la lingua di Gesù”, ha aggiunto
Per paura dell’avanzata degli uomini di al Baghdadi oltre 15mila persone sono fuggite dalla cittadina cristiana e dal vicino centro di al-Hafar. “Nonostante la presenza dell’esercito siriano, Sadad è in pericolo e temiamo – afferma Acs in una nota – che l’Isis possa riuscire a conquistare la città. Se cosi’ fosse, la Siria perderebbe uno dei suoi centri cristiani più importanti”. “Oltre alle ragioni economiche, i fondamentalisti vogliono Sadad perchè – spiega Padre Luka Awad, referente per le emergenze umanitarie della diocesi siro-cattolica di Homs – è un centro cristiano dove si parla ancora l’aramaico: la lingua di Gesù.
Quando hanno attaccato Qaryatayn, avevano già minacciato di voler ‘uccidere tutti i cristiani di Sadad'”. Se la cittadina cadesse in mano agli estremisti, una parte altamente significativa dell’eredità cristiana della Siria andrebbe perduta ed è anche per questo motivo che padre Luka fa appello alla comunità internazionale affinchè metta fine al conflitto e difenda la comunità cristiana: “Cento anni fa, nel 1915, abbiamo già subito un genocidio. Oggi, nel XXI secolo, non ce ne serve un altro”.

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