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Siria, il mercato dei reperti antichi rubati dall’Isis e venduti a Londra

Di Jane Calvary
La “Mesopotamia” o “terra tra i fiumi” è considerata la culla della civiltà, perché è qui che gli archeologi hanno trovato le origini dell’agricoltura, della lingua scritta, della religione,  del sistema amministrativo e delle prime città.
Nell’Età del Bronzo la Mesopotamia includeva la Sumeria, Babilonia e l’Assiria, nelle attuali Iraq, Siria settentrionale e piccole parti di Iran, Kuwait e Turchia. Il patrimonio storico di grande valore di questa terra corre il pericolo di un annientamento totale.
Negli ultimi mesi, l’opinione pubblica mondiale è stata testimone di video agghiaccianti sulla distruzione di massa e il saccheggio del patrimonio culturale di questa antica civiltà. I terroristi dell’Isis(Daesh in arabo) hanno distrutto con mazze, martelli, fuoco, asce e granate quasi tutti gli oggetti troppo grandi e pesanti per essere spostati.
Tuttavia, in realtà, tale distruzione non è nulla rispetto alle più significativo pericolo che corrono questi oggetti di inestimabile valore. I reperti archeologici che sono abbastanza piccoli per essere spostati (e nella maggior parte dei casi, sono più preziosi) vengono rubati e incanalati attraverso un enorme e redditizio mercato nero europeo delle antichità per finire nei negozi di antiquariato di Londra.
Il mercato dell’antiquariato Portobello a Londra è più che fiorente in questi giorni. Gli antiquari si fregano le mani, mentre interi lotti di oggetti antichi rubati vengono consegnati ogni giorno alle loro porte.
Una breve passeggiata lungo il mercato di Portobello, a Londra, basta fare un po’di attenzione e subito si può vedere come la capitale dell’Inghilterra sia ormai diventata un luogo privilegiato dei pezzi storici siriani e iracheni saccheggiato che arrivano di contrabbando nel Regno Unito. I collezionisti possono trovare tutto ciò che si possa immaginare: mosaici romani, vetri, ceramica, oro, monete e antiche tavolette cuneiformi babilonesi, un luogo ideale per un collezionista.
L’itinerario del contrabbando parte dalle zone archeologicamente importanti, soprattutto in Iraq Mossul e Aleppo in Siria. Mosul è molto vicina alla città antica assira di Nimrud e Aleppo è ben nota per essere la città più antica del mondo ancora abitata. Entrambe le città sono attualmente nei territori occupati dai terroristi dell’Isis.
Dal primo giorno, l’Isis ha cominciato a creare i collegamenti all’estero per mantenere l’attività sotto il loro controllo. Gli oggetti rubati sono contrabbandati attraverso il Libano e la Turchia, che vengono utilizzate come stazioni di transito.
Quindi, gli antiquari spostano gli oggetti rubati verso l’Europa dell’Est. I contrabbandieri europei, che amano il loro commercio illecito, con i loro biglietti da visita e uffici negli Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Paesi Bassi.
Il Regno Unito è il secondo più grande mercato dell’arte e dell’antiquariato nel mondo, e si stima che oltre il 60% di antichità saccheggiate dalla Siria sono a Londra. Questo è successo anche durante le guerre contro l’Afghanistan e l’Iraq.
Mentre quasi tutti gli antiquari di Londra negano categoricamente qualsiasi coinvolgimento nel commercio e affermano di non avere alcun rapporto con i contrabbandieri e trafficanti, il loro rapporto con i contrabbandieri di reperti archeologici è innegabile. I fornitori di questi oggetti (in questo caso l’Isis) richiedono acquirenti e commercianti (in questo caso i mercanti d’arte britannici) ed hanno bisogno di un flusso costante di rifornimenti.
Anche la polizia britannica ammette che molte case d’asta in tutto il Regno Unito sono attivamente coinvolti in questo commercio illegittimo e vietato. In molti casi, gli oggetti storici sono presentati dalle case d’asta provenienti da collezioni private. Sorprendentemente (o forse no) hanno ancora sui reperti ci sono ancora pezzi di fango e sabbia attaccati. Ciò dimostra chiaramente che questi oggetti sono stati recentemente scavati e rimossi da predoni di tesori antichi.
Il modo in cui il mercato dell’arte britannico tratta  l’antico patrimonio culturale è uno spettacolo vergognoso. I paesi di provenienza di questi oggetti non sono ben attrezzati per proteggere il loro patrimonio culturale contro il saccheggio e il mercato nero, che sfrutta la situazione. La politica neocolonialista insieme all’avventurismo terroristico hanno fornito un’eccellente opportunità per il mercato nero britannico delle antichità. E il sistema britannico, facendo finta di non vedere il traffico di antichi artefatti, apre la strada per un ulteriore saccheggio. Le cifre annunciate ufficiosamente mostrano che finora questo mercato sotterraneo ha prodotto guadagni illeciti che hanno superato i 3 miliardi di sterline.
Le principali case d’asta britanniche e persino i musei, sono coinvolti in questo commercio. Deliberatamente ignorano l’”origine” di questi oggetti storici per facilitare il processo per i contrabbandieri per inserirli nel mercato legale dove possono essere venduti ad un prezzo molto più elevato. In molti casi, le reti dei trafficanti usano la casa d’aste Sotheby per mettere i loro prodotti in vendita. Sotheby ‘s è la più grande casa d’aste al mondo e non è l’unica che fa questo tipo di traffici.
[Trad. dal castigliano per ALBA informazione di Francesco Guadagni]

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