Scoperti fossili di batteri di 2,5 miliardi di anni fa

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Tracce fossili di batteri mangiatori di zolfo vissuti 2,5 miliardi di anni fa.|ANDREW CZAJA, UC

Di Luigi Bignami

La Terra non è sempre stata così come la vediamo oggi: fino a 2-2,5 miliardi di anni fa, più o meno la prima metà della sua vita, era più simile a quello che oggi definiremmo un mondo alieno e ostile alla vita così come la conosciamo. L’ossigeno in atmosfera, per fare un esempio, non superava l’1 per cento di quello presente ai nostri giorni.

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Tutti sono d’accordo sul fatto che quella prima metà della vita del nostro pianeta fu molto importante per la nascita, lo sviluppo e l’evoluzione dei primi batteri, in un ambiente, appunto, per noi alieno. Ma le prove e i ritrovamenti di quelle forme di vita antichissime sono molto scarse.
PRIMA DELLA CATASTROFE DELL’OSSIGENO. Adesso però una ricerca condotta da geologi della University of Cincinnati (Ohio, Usa) presenta le prove dell’esistenza di batteri anaerobici (che non richiedono ossigeno) databili a 2,5 miliardi di anni fa, rinvenuti all’interno di silicati in due siti nella Northern Cape Province (Sudafrica).
«Quei batteri», spiega su Geology Andrew Czaja, uno dei ricercatori, «vivevano in un ambiente molto ricco di zolfo, dove la quantità di ossigeno era praticamente vicina allo zero. La scoperta dimostra che prima dell’evento noto come Great Oxidation Event, quando iniziò ad aumentare l’ossigeno in atmosfera, doveva esistere una notevole comunità di organismi di cui ora, finalmente, abbiamo l’evidenza.»
Il Great Oxidation Event (catastrofe dell’ossigeno) è databile a 2,4-2,5 miliardi di anni fa: l’accumulo di ossigeno in atmosfera portò alla grande estinzione di massa delle forme di vita anaerobica
Czaja descrive quegli antichi batteri come organismi eccezionalmente grandi, di forma sferica con “pareti” lisce, molto “più corposi” dei batteri dei nostri giorni: simili agli attuali organismi unicellulari che vivono nelle acque solforate profonde dei nostri oceani, dove non c’è traccia di ossigeno.