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Sardegna: a Nebida trivellazioni davanti ai bagnanti

“Perforazioni marine a due passi dalla spiaggia, davanti a bagnanti esterrefatti per l’arroganza e la gravità di tali attività svolte impunemente in piena estate. Grecale Primo, la nave pagata con soldi pubblici, perfora il mare a tutte le ore, davanti a centinaia di bagnanti, incurante di un’ordinanza che vieta qualsiasi tipo di intervento in quelle aree e negli orari di balneazione”.
Il caso è stato rilanciato stamane dal deputato sardo Mauro Pili che ha pubblicato sul sito di Unidos Tv su Youtube. Il video che immortala le disarmanti immagini del natante che indisturbato starebbe perforando il tratto di mare a ridosso del Pan di Zucchero, a pochi metri dalla battigia. Pili che nelle scorse settimane aveva presentato un’interrogazione parlamentare ha deciso di trasmettere le immagini alle autorità competenti perché attraverso l’esame dei tracciati della nave e gli orari rilevabili da tutti i siti di monitoraggio del traffico marino si possa risalire alle presunte violazioni di legge (1).
Secondo Pili, che ha diffuso le immagini, l’ordinanza della Capitaneria di porto che autorizzava le perforazione è scaduta il 30 giugno scorso e, a suo dire, mai più prorogata. “Nel provvedimento – ricorda il deputato di Unidos – era fatto esplicito divieto di fare qualsiasi tipo di attività di carotaggio nella zona bagnanti e negli orari compresi tra le 8.30 e le 19.30. Tutto avviene, dunque, in totale violazione di legge. E non si sa nemmeno – attacca il parlamentare – cosa stia cercando esattamente la Grecale Primo considerato che appare inspiegabile che ormai da due mesi questa nave sia perennemente dislocata in quell’area di mare. Con lo sconcerto crescente di bagnanti e turisti che si trovano a condividere la spiaggia con un’attività davvero fuori luogo e incredibilmente sospetta”.
Pili punta il dito contro le mancate bonifiche nei vecchi siti industriali o militari sparsi nell’Isola e si chiede come mai “l’Ispra, l’Istituto per la protezione ambientale, abbia autorizzato questa nuova campagna di caratterizzazioni, in quell’area già fatte a suo tempo, quando il ministero non ha speso un euro per le bonifiche a terra”. Perplessità infine vengono sollevate dal deputato circa la presenza di nomi e società legati all’attività della Grecale Primo già comparsi nello scandalo delle mancate bonifiche nell’isola di La Maddalena in occasione del G8 poi spostato a L’Aquila. Secondo Legambiente le quantità stimate di petrolio sotto il mare italiano sono di appena 10 milioni di tonnellate e, stando ai consumi attuali, si esaurirebbero in soli due mesi. “Continuare a rilanciare l’estrazione di idrocarburi nel mar Mediterraneo e l’apertura alle compagnie petrolifere della Zona E tra la Sardegna e le Baleari, è solo il risultato di una strategia insensata che non garantisce nessun futuro energetico per il nostro Paese e incrementa i rischi e i danni per il mare e l’ambiente”.

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