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Rivolte yemenite e banalizzazioni mediatiche

Di Salvatore Santoru

Il 27 gennaio 2011 sul Corriere della Sera online si leggeva “Dopo la Tunisia e l’Egitto, ora tocca allo Yemen. Migliaia di persone sono scese in piazza nella capitale Sanàa e in altre città per chiedere le dimissioni del presidente Ali Abdallah Saleh , da 32 anni al potere” e ancora “a guidare la protesta contro l’esecutivo sono i movimenti studenteschi che da giorni sono mobilitati nell’università di Sanáa e che chiedono le dimissioni del presidente Saleh e dell’interno governo.”Inizialmente per queste proteste si è usato  il solito paradigma già visto con la Libia:ovvero dell’idealizzazione di tutte le fazioni degli “oppositori” e la demonizzazione del “regime” e dei suoi sostenitori.Con il passare del tempo ,nei mass media, la percezione di queste rivolte è cambiata,sino a giungere a considerazioni opposte sulla natura di esse.Così,il dittatore Saleh(che dittatore sanguinario e repressivo  è sempre stato)è diventato(grazie alla rinnovata e ritrovata amicizia con Zio Sam)un rispettabile presidente “democratico” aperto al dialogo e gli oppositori dei temibili miliziani di Al Quaida,contro i quali è legittima ogni repressione cruenta(sostenuta ,sia moralmente che militarmente,e approvata dal Pentagono).Dal Corriere della Sera del 30 luglio”scontri esercito-Al Quaida 11 morti” e del 31 luglio “Presidente Yemen,nuovo invito al dialogo”.Su  Wickipedia  si spiega che le proteste “si inseriscono in un contesto di forte instabilità dello stato yemenita, sconvolto da due conflitti in simultanea, il primo che oppone il governo yemenita alle cellule di al-Qāida stanziate nelle province di Shabwa, Marif e Jouf, contro le quali lo Yemen combatte sostenuto dagli USA, mentre il secondo si svolge nelle province settentrionali e vede le milizie sciite zaidite Houti, tribù separatiste finanziate dalla Repubblica islamica dell’Iran, combattere contro il governo centrale di Sanaa per conquistare l’egemonia nel paese”.Certamente vero,ma questa constatazione del fatto che vi siano state e vi sono strumentalizzazioni delle rivolte da parte di quaedisti o altri,non toglie nulla alle legittime richieste del popolo di maggiore libertà,diritti e democrazia contro il regime corrotto e sanguinario del dittatore Saleh(che in questi giorni è in Arabia Saudita,altro paese “democratico” per convenienza ma nei fatti sanguinario e repressivo come pochi),così come la presenza di gruppi armati islamisti in Siria non toglie nulla alle legittime richieste del popolo siriano contro la dittatura degli Al Assad.Ora,le rivolte yemenite,mentre continua la repressione contro la popolazione,sono sparite dai notiziari mediatici(tg vari)o al massimo vengono additate come “guerra civile tra il governo e Al Quaida” et similia.Una vera informazione dovrebbe basarsi sull’analisi ,anche approfondita,dei fatti e degli situazioni senza lasciarsi andare a facili banalizzazioni e cadere nella retorica che vede contrapposta da una parte i “buoni”,e dall’altra i “cattivi”.

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