Crea sito
agricoltura ambiente Decrescita felice Economia Economia sostenibile natura opinioni riflessioni Rivoluzione consapevole Senza categoria Società storia Strum und Drang Terra

Ripartire dalla Terra per la costruzione di un mondo e di una società migliore



Di Salvatore Santoru

Secondo un’analisi della Coldiretti basata su dati ISTAT, il 2014 sta registrando una crescita record delle assunzioni in agricoltura, sopratutto di giovani.

Questo fatto è emblematico della diffusione di una consapevolezza sempre maggiore verso tematiche che riguardano la Terra, per troppo tempo sfruttata e abusata nel nome del “progresso”.

Difatti, storicamente gli ultimi 300 anni  sono stati caratterizzati dalla presunzione dell’uomo di distruggere e dominare l’ambiente naturale a suo piacere e consumo, grazie all’utilizzo onnicomprensivo della tecnica.




Sono sorti modelli di pensiero e ideologie che giustificavano tale fatto, da illuminismo e positivismo al cosiddetto “socialismo scientifico”, ideologie che si basavano sull’industrializzazione totale e l’organizzazione scientifica della società, come l’attuale liberalcapitalismo e il suo “fratello-coltello” socialcomunismo.



C’è da registrare l’interessante reazione culturale a tale status quo, con la diffusione del romanticismo nella fine del 700, e specialmente del movimento “Strum und Drang“, tematiche tornate in parte di attualità nella prima metà del Novecento e in modo simile ma diverso, anche al giorno d’oggi.
Oggi più che mai, i risultati delle tanto decantate “magnifiche sorti e progressive”, per citare Leopardi, sono sotto gli occhi di tutti: inquinamento, specie animali in via di estinzione, distruzione della biodiversità naturale e continua alienazione sociale.


Verrebbe da dire con il senno di poi, che quei pensatori e non, che sin dall’inizio denunciavano quelli che potevano essere gli effetti collaterali del progresso(ovviamente non da demonizzare in sé, come avviene spesso), avevano visto bene.

Avevano visto bene i romanticisti nella fine del 700, lo stesso Leopardi e Henry David Thoreau nell’800, e nel 900 Martin Heidegger e Ernst Jünger, questi ultimi accomunati dal fatto di aver messo in guardia l’umanità sugli effetti collaterali provocati dal dominio generalizzato della tecnica.


Oggi l’eredità di tali idee la si ritrova in parte nella teoria della cosiddetta “decrescita felice“, l’idea economica proposta dai filosofi francesi Serge Latouche e Alain De Benoist, che negli ultimi anni sta acquistando sempre più popolarità.

Foto
La peculiarità di tale idea è la critica al dogma economicista della “crescita economica infinita”, base dell’attuale processo di globalizzazione e dogma centrale per le ideologie sino ad ora dominanti: quella liberista e capitalista, e la sua controparte socialcomunista e radical/progressista.


Indubbiamente tale idea può essere uno spunto per mettere a punto un serio e consapevole cambio di paradigma, che miri a creare una società basata su un consapevole sviluppo sostenibile , una società basata sull’equilibrio con l’ambiente e sull’utilizzo della tecnologia a fini di miglioramento, e non di mero profitto o logica di dominio.


Difatti, quello che serve è ripensare completamente l’economia mondiale.

Sarebbe ora di creare finalmente un’economia e finanza etica, sostenibile e consapevole, e in tal modo superare l’attuale economia tossica e disfunzionale fondata sullo strapotere delle banche e delle più grosse multinazionali.

Sarebbe ora di ripartire dalla Terra, per porre le basi per una società e un mondo migliore, e sempre più consapevole.

Eh ciò sarebbe rivoluzionario: una Rivoluzione Consapevole.

Related posts

LA DENUNCIA DI MAURO PILI: ‘ECCO COMUNE PER COMUNE I SOLDI CHE CI FREGÒ IL GOVERNO MONTI’

TERRORISMO, ATTENTATORE PARIGI VIVEVA IN UN CENTRO PROFUGHI DELLA GERMANIA

informazione-consapevole

SIRIA,AGGIORNAMENTI: DEIR EZZOR ASSEDIATA DALL’ISIS, IN PERICOLO 120MILA CIVILI

informazione-consapevole