Crea sito
BCE crisi economica Crisi UE Economia finanza Mario Draghi Tassi di Interesse UE

Riguardo alle ultime dichiarazioni di Mario Draghi

Da System Failure
L’eurozona è in una fase di crisi acuta. La BCE ha dichiarato tramite Draghi che farà di tutto per salvare l’euro. Si profila probabilmente un acquisto di titoli di stato spagnoli e italiani da parte della BCE: acquisti mirati a far calare la “febbre” degli spread, “salita” abbastanza nei giorni recenti.
Per non affrontare un agosto molto difficile e anche “peggio” la BCE, insieme ai leader europei, sta rassicurando i mercati riguardo a quello che succederà nel prossimo autunno in merito al fondo salva-stati, ossia lo “scudo anti-spread” di cui si è parlato tanto nell’ultimo vertice europeo.
Il governo tedesco “dal suo canto” non sembra contrario agli eventuali provvedimenti che prenderà la BCE.
Nonostante le tante rassicurazioni il pericolo della “tempesta perfetta” prevista da molti economisti ed analisti ancora non è scongiurato. La situazione della Spagna resta molto difficile e oltre ad essa non dimentichiamo la Grecia innanzitutto e l’Italia che “non versa in buone acque”.
Si ipotizza nel prossimo futuro un aumento della moneta in circolo per finanziare lo scudo anti-spread.
Da settembre è probabile l’avvio di un programma di “security market” ossia un programma di “aiuti” per i paesi che sono “a rischio”.
Ora si tratterà di vedere come e in che modo questo programma sarà varato: gli annunci e i proclami e i mercati aspettano interventi concreti.
Da considerare il fatto che se la BCE ha abbassato i tassi di interesse sarebbe un controsenso che Spagna e Italia abbiano degli spread così alti: in relazione a questo molti pensano che quelli di Draghi e della BCE non siano solo “annunci a vuoto” ma intenti programmatici precisi.

Related posts

GRECIA: IL PIANO UE-TURCHIA NON PUÒ ESSERE SUBITO OPERATIVO

Romano Prodi: «L’Unione Europea non è più quella di una volta»

informazione-consapevole

L’Italia è in bancarotta. Ma lo Stato ha già versato oltre 40 miliardi all’ESM in tre anni