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Rancore, il tarlo che rode la mente

Rancore, il tarlo che rode la mente

Silenzioso, subdolo, logorante, sempre in crescita: il rancore non dà tregua a chi lo prova, inquinando la qualità della vita e delle relazioni. Un sentimento presente da sempre nell’uomo ma che oggi, con la complessità spiccata ma molto precaria del cervello moderno, può creare intoppi mentali e disturbi fisici notevoli, oltre a essere un potenziale pericolo per l’oggetto delle sue attenzioni. Una cosa è certa: se non si interviene in qualche modo per scioglierlo o trasformarlo, il rancore cresce nel tempo fino a un punto in cui potrebbe non essere più controllabile. Ecco perché se provi rancore è bene prendere subito provvedimenti sani ed efficaci.
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Le conseguenze del rancore:
–   Senso di solitudine
–   Accumulo di tensione
–   Malattie (disturbi gastrici, epatici, cutanei, cefalea)
–   Difficoltà di relazione
–   Limitazione delle scelte
–   Isolamento
–   Scatti d’ira
Il meccanismo che ti porta alla paralisi
1.  La persona vive le relazioni con l’aspettativa di non essere “ancora una volta” delusa e con un’enorme attenzione per quello che gli altri non fanno per lei.
2. Appena l’altro delude le attese anche in un solo minuscolo punto, anche involontariamente (ad esempio una dimenticanza), scatta la delusione.
3.  La delusione non viene manifestata e si accumula, diventando rancore e ragionamenti persecutori, diventando l’unico metro di giudizio verso l’altro.
4.  A questo punto, qualsiasi cosa anche buona venga da quella persona, ci sarà riserva, sospetto, critica. Ciò anche a prescindere dal grado di conoscenza.
E l’energia si blocca in un loop
Se ogni mancanza dell’altro, vera o presunta, diventa una fissazione cerebrale e una rigidità difensiva, l’energia vitale della persona e della relazione ristagna. Il rancoroso paralizza il rapporto nella condizione che inconsciamente sente più vantaggiosa: la vittima. Da lì non può nascere più niente di buono.
Così puoi vincere il rancore
Non accumulare più
Da oggi, goni volte che ti sembra che l’altro abbia “mancato” diglielo, serenamente. Con un chiarimento immediato vedrai che spesso non c’era complotto, che “l’offesa” era involontaria e magari scoprirai che anche tu hai mancato o fatto soffrire senza accorgertene.
Disintossicati
Sei pieno di pensieri negativi. Allontanali con l’attività fisica: fai jogging o delle camminate o del tapis-roulant, o vai in bicicletta nel verde. Nel farlo immagina di buttare dietro le spalle, di andare via da tutte quelle scorie che ti intasano la mente.
Dedicati all’arte
Dopo qualche giorno di pulizia mentale, porta dentro di te cose belle. L’arte (pittura, musica, scultura, cinema, teatro, letteratura) è l’ideale per aiutarti a cambiare sguardo sulla realtà, così come puoi creare tu qualcosa. Carica una macchina fotografica e dedicati per qualche settimana a fare foto: luoghi vecchi e nuovi, persone, animali, cose, cercando un occhio creativo e non distruttivo.
Perdona facendo
Se vuoi perdonare serve gratuità. Innanzitutto la tua. Fai ad altre persone, quando possibile, quello che vorresti venisse fatto a te per “riparare il torto subito”.

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