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Jim Marrs John McAdams misteri omicidio Kennedy Senza categoria Teorie della cospirazione

Quelle strane morti intorno a Kennedy

Di Federico Ferrero
La letteratura complottista narra di un numero spropositato di persone, in qualche modo connesse al caso Kennedy, che sarebbero morte in circostanze sospette dopo l’assassinio del presidente. Nel corso del tempo, l’argomentazione dei testimoni o possibili ostacoli alla copertura del complotto eliminati è diventata un dogma: ormai si dà per scontato che una delle prove più convincenti dell’esistenza di un complotto ai danni del presidente Kennedy sia proprio l’incredibile numero di individui che avevano a che fare con l’assassinio e che sono poi deceduti in circostanze misteriose.


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Molte di queste informazioni offerte in pasto al pubblico, però, sono fasulle. Lo statunitense Jim Marrs, un professionista delle teorie cospirative (alieni, 11 settembre, telepatia: non se ne è fatta sfuggire una) ha il merito, diciamo così, di aver canonizzato la tesi degli omicidi “a cascata”, orditi per coprire il complotto. La teoria è esposta nel suo lavoro, ormai piuttosto datato (è del 1989, sebbene recentemente aggiornato, ma ignoro come) dal titolo Crossfire: The plot that killed Kennedy.
Un libro che Oliver Stone utilizzò ampiamente per il successivo film dedicato a Kennedy. Marrs ha consegnato alle stampe un elenco di decessi che ha ritenuto imputabili a omicidi camuffati da incidenti, suicidi o morti naturali. Un professore universitario americano, John McAdams, ha allestito da tempo un sito che smonta le più clamorose bufale complottiste (venendo ovviamente accusato di ogni nefandezza, compreso di essere al soldo del governo assassino). 

Uno dei dati più eclatanti è che, secondo Marrs, anche una persona deceduta 15 anni dopo i fatti si può comprendere nel novero dei testimoni scomodi, assassinati perché non parlassero. Per tutto il resto, giudicate voi.

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