Di Michele Amoretti
Il Green computing è uno dei temi di ricerca più caldi nel settore IT: informatica ecologicamente sostenibile, ma anche informatica AL servizio della sostenibilità ambientale
Uno dei temi di ricerca più caldi nel settore IT è quello dell’informatica verde (green computing), cioè informatica ecologicamente sostenibile, ma anche informatica per un pianeta più sostenibile. Riguarda la progettazione e lo sviluppo di computer, dispositivi, apparati di rete, algoritmi e software a elevata efficienza energetica e con impatto ambientale limitato. L’efficienza energetica è il rapporto tra il lavoro eseguito da un sistema e l’energia consumata a tale scopo. L’impatto ambientale è l’effetto causato dal sistema sullo stato di qualità delle componenti ambientali.
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br />Ad esempio, i servizi Cloud erogati a supporto di portali web e sistemi transazionali si appoggiano a macchine virtuali ospitate da uno o più data center. Una macchina virtuale è l’emulazione software di una macchina fisica. L’uso della virtualizzazione permette ai proprietari di data center di risparmiare sull’acquisto di hardware. Questo è già qualcosa di significativo dal punto di vista della eco-sostenibilità, perché riduce il problema dello smaltimento di dispositivi obsoleti e permette di “accendere e spegnere” le macchine con basso consumo di energia in base alla effettiva richiesta di servizio. Esistono algoritmi che permettono di calcolare (in modo automatico e anche predittivo) il numero ottimale di macchine virtuali da usare per ridurre il più possibile il consumo energetico e il tempo di esecuzione del carico di lavoro, che viene ripartito tra le macchine virtuali stesse.
Informatica verde è anche la valutazione, con tecniche simulative, dei modelli energetici basati su fonti rinnovabili. E’ la realizzazione dei sistemi di elaborazione alla base degli smart grid, e in generale delle smart city – le città intelligenti. E’ l’utilizzo dell’IT per il monitoraggio avanzato del clima e degli ecosistemi.
L’interesse non è solo ecologico e sociale, ma anche economico. L’idea è quella di consumare, a livello globale, meno energia, riducendo gli sprechi. Magari facendo anche in modo che produzione e distribuzione siano fortemente decentralizzate, molto più di quanto non avvenga adesso. Le tecnologie informatiche sono fondamentali per gestire la complessità di un sistema del genere. Ad esempio, approcci di tipo peer-to-peer nella gestione informatizzata dei sistemi permetterebbero di potenziare la rete tradizionale di generazione e distribuzione energetica con un insieme di micro-reti (microgrid) indipendenti ma cooperanti. In altre parole, i nodi di queste reti (gestiti da singoli cittadini, gruppi di condòmini, piccole imprese, ecc.) potrebbero generare, conservare e distribuire energia in modo autonomo, senza controllo centralizzato, con la possibilità di interagire per mettere il surplus a disposizione degli altri. Il principale ostacolo a questo tipo di scenario è la mancanza di leggi adeguate e incentivi, ma qualcosa si sta muovendo negli Stati Uniti e nel Nord Europa: iniziative che potrebbero fare da traino per gli altri paesi.

Fonte: http://www.imprenditori.it/2012/06/04/quando-linformatica-si-tinge-di-verde/