Crea sito
Europa opinioni politica riflessioni Senza categoria Ucraina UE

Quale futuro per l’Europa ?

<

br />
Di Salvatore Santoru

Le recenti stragi di Parigi e la sempre più forte crisi economica e finanziaria devono far riflettere su quale direzione dovrà prendere l’Europa per il futuro, direzione che al giorno d’oggi appare alquanto incerta.

Dopo la “marcia dell’unità nazionale” a Parigi diversi politici ed analisti hanno parlato della necessità di continuare nel progetto finora intrapreso dall’Unione Europea, auspicando il rafforzamento politico della stessa con la creazione di un’unica forza di polizia e l’adozione di una politica estera comune.

Ma, piuttosto che l’idea dell’Europa unita in sé, è proprio il modello dell’attuale UE che risulta disfunzionale e difficilmente sostenibile, essendo basato su un sistema di stampo tecnocratico e oligarchico, che ogni giorno dimostra sempre più i suoi limiti.

Inoltre, l’Europa continua ad essere sempre più dipendente militarmente e politicamente dalla NATO e dagli USA, ed economicamente da un pò di tempo Quatar e Arabia Saudita se la stanno comprando pezzo dopo pezzo.



Dall’altra parte, la Russia con l’ambizioso progetto eurasiatico mira ad avvicinarla alla sua sfera di influenza in tal modo scontrandosi con gli interessi statunitensi, e caso emblematico di questa situazione risulta essere l’Ucraina, contesa tra le forze della NATO e della Russia.



La soluzione maggiormente auspicabile per il futuro  potrebbe essere quella della costruzione di un’Europa indipendente, che nasca dalle ceneri dell’attuale UE, ormai condannata al fallimento se non cambia direzione, e che al posto della centralizzazione tipica della stessa, si basi invece sul federalismo, e sull’eventuale valorizzazione delle diverse culture e identità che compongono la stessa, mentre l’attuale “Europa unita” è basata solamente sulla promozione degli standard economici.



Inoltre, sarebbe fondamentale ritrovare e riscoprire un’identità europea, che non sia né “chiusa in sé stessa”, né una costruzione culturale artificiale e confusa com’è quella proposta dall’attuale UE.

In fin dei conti, ci vorrebbe un’Europa che sappia ritrovare e rinnovare sé stessa nel presente, e che guardi al futuro senza per questo cancellare il passato, e che sostanzialmente sia un reale “faro della civiltà”, invece dell’attuale colonia sottoposta alla mera dittatura del denaro e a un sempre più diffuso masochismo culturale, con la compiacenza degli stessi governi e élite europee.

Related posts

Piazza Affari +4,2%, super-rimbalzo banche su effetto Draghi

informazione-consapevole

Il caso:il Dalai Lama non è né vegetariano né vegano, la sua passione culinaria è il vitello con i funghi

Stefano Cucchi, la divisa (ancora) non si processa