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Putin attacca sanzioni Ue: “teatro dell’assurdo”, danneggiano tutti

Putin sanzioni Ue
Di Lena Pavese
Quello messo in piedi dall’Unione europea con le sanzioni nei confronti di Mosca è “un teatro dell’assurdo”: le misure “sono folli e stanno danneggiando entrambe le parti”. A commentare l’atteggiamento di Bruxelles nei confronti di Mosca è lo stesso presidente russo, Vladimir Putin, in un’intervista concessa al quotidiano tedesco Bild. “Le sanzioni dell’Occidente non sono dirette ad aiutare l’Ucraina ma a contenere geopoliticamente la Russia”, attacca Putin, secondo cui “la riunificazione della Crimea alla Russia è stata una cosa giusta”.
Il presidente russo ammette che le misure messe in campo dall’Unione europea “colpiscono la Russia in modo significativo” e spiega che “il danno maggiore attualmente è causato dal calo dei prezzi dell’energia”. Mosca, spiega Putin, “soffre perdite pericolose nelle entrate sull’export di petrolio e gas”: “L’anno scorso, il prodotto interno lordo è sceso del 3,8%, la produzione industriale del 3,3%. L’inflazione è di circa al 12,7%”. Ma secondo il presidente russo esiste anche un lato positivo: “Se guadagni tanti petrodollari, come facevamo noi una volta, da poter comprare qualsiasi cosa all’estero questo rallenta lo sviluppo nel tuo stesso Paese”. Ora, invece, “stiamo esportando per la prima volta dopo anni molti più beni con un elevato valore aggiunto e abbiamo più di 300 miliardi di dollari in riserve auree”. Inoltre Mosca sta conducendo “diversi programmi per modernizzare l’economia”.
E se ancora la crisi in Ucraina non è risolta e non ci sono ancora le condizioni per eliminare le sanzioni Ue, la colpa, sostiene Putin, non è certo di Mosca: “Tutto quello che manca nella messa in atto degli accordi di Minsk dipende, senza eccezioni, dal governo centrale dell’Ucraina a Kiev”. A partire, specifica il presidente russo, “dall’aspetto più importante: la riforma costituzionale, il punto 11 degli accordi di Minsk”. La riforma doveva “dare autonomia all’Ucraina dell’Est ed essere adottata entro la fine del 2015. Questo non è successo e l’anno è finito. Questo non è colpa della Russia”, conclude Putin.

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