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Protestando contro le prove Invalsi, alla maniera messicana

Di Miguel Martinez
Quest’anno, nelle scuole elementari messicane hanno introdotto qualcosa di simile ai “test Invalsi” (prueba Enlace) che da noi dovrebbero misurare la produttività scolastica.
Ricordiamo che il maestro è stato per anni l’agente riverito della modernizzazione dall’alto che la cricca dirigente ha cercato invano di imporre al Messico.
Il maestro missionario veniva inviato, proprio come i suoi predecessori cristiani, a portare la luce della Ragione nelle tenebrose contrade del vasto paese.
Negli anni Venti si cercò di trasformare le case-avamposto che lo Stato concedeva ai maestros in una sorta di parrocchia laica, dove celebrare festività alternative a quelle cristiane. Come gli inviati della Chiesa nei secoli precedenti, i maestros vissero insieme follia, eroismo e talvolta violento martirio.
La cosa non ha certo trasformato i messicani in Cittadini sul modello europeo, ma ha prodotto una fierezza di corpo molto particolare: il SNTE, il sindacato degli insegnanti, è stato per decenni uno dei principali pilastri del potere, decidendo spesso le sorti della politica.
A capo del SNTE, da tempo immemorabile, la miliardaria ex-maestrina, Elba Esther Gordillo, detta la todopoderosa, ma anche la bruja per la sua passione per l’occultismo e per le morti spesso terribili incontrate da chiunque le si mettesse di traverso.
Il SNTE sembra aver approvato, con qualche protesta, le prove Enlace, ma gli insegnanti di scuola elementare non sono tutti d’accordo: ecco infatti un gruppo di maestros che manifesta alla maniera messicana, nello Stato di Guerrero.
L’ultima foto in basso, per offrire un termine di confronto, mostra un gruppo di maestros nostrani che protesta, alla maniera italiana, contro le prove Invalsi.
Fonte: Kelebek

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