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Primarie in Usa, Trump fa l’en plein. Clinton allunga il vantaggio su Sanders

DI PAOLO MASTROLILLI

http://www.lastampa.it/

L’unica incertezza a questo punto sta nell’aritmetica, che in teoria consente ancora agli avversari di Donald Trump di provare a costringerlo a giocarsi tutto nella Convention del partito a Cleveland in luglio. Le cinque vittorie nette ottenute nelle primarie di ieri dal costruttore miliardario, però, rendono ormai quasi inevitabile la sua nomination come candidato repubblicano alla Casa Bianca. Discorso simile sul fronte democratico, dove Hillary Clinton è inarrestabile, dopo il suo successo in quattro stati. REUTERS Ieri sono andati al voto Pennsylvania, Maryland, Connecticut, Delaware e Rhode Island. Tutti stati della regione orientale, anche se con caratteristiche demografiche ed economiche diverse. Tra i repubblicani Trump ha vinto tutto, con percentuali in diversi casi vicine o sopra al 60%. Tra i democratici, Sanders è riuscito a portare via alla Clinton solo il Rhode Island. Il successo di Donald è stato così netto, da dare l’impressione che l’elettorato del Grand Old Party abbia fatto ormai la sua scelta definitiva. “A questo punto io – ha detto lui ieri sera nel discorso della vittoria – mi considero il candidato presunto. Non vedo come i miei avversari possano negare l’evidenza democratica del mio vantaggio”. L’alleanza siglata due giorni fa dai suoi rivali, Ted Cruz e John Kasich, per coalizzarsi contro Trump, ha chiaramente fallito. In teoria la matematica consente ancora loro di provare a negargli la soglia di 1.237 delegati, che renderebbe automatica la nomination. Così tutto sarebbe rimandato alla Convention di Clevaland, che sarebbe “contested”, cioé un vero congresso che potrebbe scegliere un candidato diverso da quello che ha prevalso nelle primarie. La maggioranza degli elettori però rifiuta questa ipotesi, che spaccherebbe il partito, e la netta affermazione di Donald ieri l’ha allontanata. Lui infatti ha già cominciato a parlare da candidato, attaccando “Hillary la criminale”, e oggi terrà un discorso per illustrare la sua visione della politica estera. Tra i democratici la nomination di Clinton non è più in discussione, anche se Sanders andrà avanti fino alla fine, per cercare di condizionarla. Hillary però si sente già lanciata verso la sfida contro Trump, che ieri ha attaccato con un giro di parole: “Love trumps hate”, ha detto, cioé “io credo che l’amore superi l’odio”. Un chiaro riferimento a uno dei temi che userà per battere Trump a novembre, accusandolo di aver scelto la politica dell’odio che divide l’America.<

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FONTE:http://www.lastampa.it/2016/04/27/esteri/primarie-usa-en-plein-per-donald-trump-hillary-clinton-raccoglie-quattro-vittorie-sanders-una-z3LhVqE5wE11DWT0RkvilO/pagina.html

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