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Povertà in aumento negli USA: cresce il numero dei senza tetto

Di Lorenza Pellegrini
http://america24.com/

Nelle tende da campeggio piantate ai margini delle autostrade, sotto i ponti e nei boschi, vive il popolo dei senzatetto americani. Il numero di questi accampamenti, chiamati “tent cities” (città-tenda), è in crescita negli Stati Uniti: sono più di 100 e si trovano prevalentemente nelle grandi città di stati come Alaska, California, Hawaii e Connecticut. Queste informazioni sono contenute in un rapporto realizzato dal National Law Center on Homelessness & Poverty (Nichp), un’organizzazione no-profit che fornisce assistenza ai senza fissa dimora.
Le tendopoli nascono come delle comunità improvvisate e poi, con il tempo, diventano quasi delle cittadine in miniatura: hanno una loro organizzazione interna e, a volte, anche un “sindaco”. Alcune sono tenute con cura, altre traboccano di rifiuti. Alcune sono riconosciute dallo Stato, molte no.
Per le persone che non hanno più un posto da poter chiamare casa le città-tenda rappresentano un’alternativa ai giacigli di fortuna che offre la strada. Sorgono generalmente in quelle aree dove il costo della vita – in particolare degli alloggi – è per alcuni insostenibile o dove i rifugi per i senzatetto non riescono a soddisfare, visti gli spazi ridotti, la richiesta di accoglienza. Ma è solo una spiegazione parziale di questo fenomeno sociale. Infatti, non sono in pochi ad affermare di scegliere volontariamente di vivere nelle tendopoli. Le preferiscono perché per loro rappresentano la libertà, dato che in questi accampamenti non ci sono le costrizioni tipiche dei rifugi: non ci sono dormitori sperati per uomini e donne, non vengono richiesti i documenti, non ci sono orari di entrata e di uscita, non viene proibito l’uso di droghe o di alcol.
Le città-tenda spuntano come funghi e altrettanto rapidamente cessano di esistere. Molte, quelle non riconosciute, sono soggette a sgomberi. L’ultimo è avvenuto questa settimana a Camden, in New Jersey. Dopo l’intervento delle autorità, alcuni occupanti non sono riusciti a trovare un rifugio disposto ad accoglierli. Non c’era abbastanza spazio per tutti.
Accampamenti e tendopoli nascono per un motivo: la sopravvivenza. O almeno questa è la spiegazione che dà Nlchp nel suo rapporto, in cui analizza il problema delle città-tenda cercando di offrire anche un rimedio a questo fenomeno: “La soluzione alla proliferazione degli accampamenti negli Stati Uniti è la fornitura di alloggi a prezzi accessibili”.

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