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Perù, il dialogo di Ollanta: omicidi, stato di emergenza e pestaggi dei leader sociali

Conga

Da Fear To Sleep

Le dichiarazioni del magnate Roque Benavides, presidente della società di Buenaventura, una delle imprese azioniste della Yanacocha, vicina al nordamericana Newmont, ha smentito la valutazione di impatto ambientale (EIA), che affermava che la Yanococha ha molte lacune e che si potrebbe trasformarsi in una discarica di rifiuti.

Fonte: Servindi
Il governo vuole discutere o imporre con la forza il progetto Conga? Il pestaggio e la detenzione del leader pacifico e attivista ambientale Marco Arana, la morte di cinque civili provocata da armi da fuoco e le aggressioni subite dalle autorità della Defensorìa del Pueblo e del procuratore generale suggerisce che il dialogo che invocano le autorità è solo una truffa<

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La polizia e l’esercito controllano le tre province di Cajamarca: Hualgayoc Celendín e Cajamarca, commettendo innumerevoli abusi ai diritti civili e che ha anche portato alla denuncia dei procuratori della regione che hanno personalmente sofferto l’umiliazione delle forze pubbliche .
Johnny Diaz, procuratore provinciale di prevenzione della criminalità di Cajamarca, ha riferito che le persone venivano picchiate dalla polizia dopo essere state arrestate. Va anche detto che la polizia ha attaccato con i gas lacrimogeni e ha sparato contro le persone che si stavano incontroando con i procuratori.

Cecchini dell’esercito?
Il 3 luglio è stato il giorno in cui la violenza è scoppiata nella provincia di Celendín. Cinque civili sono stati uccisi, e secondo diverse versioni dei manifestanti e del leader Marco Arana, sarebbero stati uccisi da cecchini che sparavano dagli elicotteri dell’esercito.
Le foto delle armi da fuoco che sparavano, sarebbero la prova che le forze chiamate dell’ “ordine”, abbiano usato armi letali per disperdere i manifestanti: “Le autopsie dimostreranno da cosa sono state causate le ferite e i morti”, ha detto Marco Arana. Tuttavia, la versione del Ministero degli Interni sostiene che i civili erano armati.

E i compromessi di Yanacocha?
Per il governo sembra che si sia esaurito il dialogo: Ollanta Humala ha detto che il “Conga va”, con la rassicurazione che “l’acqua per la cura e la vita economica della popolazione ci sarà”. Tuttavia, questa esigenza elementare, insieme ad altre che sono state enunciate dal presidente nel suo messaggio alla Nazione, il 20 aprile, sembrano non essere state accettate dalla società Yanacocha. Inoltre, non vi è un documento che garantisce quello che Ollanta ha detto.
Le dichiarazioni del magnate Roque Benavides, presidente della società di Buenaventura, una delle imprese azioniste della Yanacocha, vicina al nordamericana Newmont, ha smentito la valutazione di impatto ambientale (EIA), che affermava che la Yanococha ha molte lacune e che si potrebbe trasformarsi in una discarica di rifiuti.

In realtà, Roque Benavides assicura inoltre che è possibile fornire 10 mila posti di lavoro diretti, posti promessi anche dal presidente Humala nel suo discorso. “Non possiamo mettere persone non qualificate. Dobbiamo mettere le persone qualificate”, ha detto in un’intervista al quotidiano La República.
Sebbene non vi siano impegni, è iniziata la costruzione dei bacini della miniera Conga, e hanno annunciato che non si fermeranno: “se l’autorità non ci dice nulla, noi non ci fermeremo”, ha detto Roque Benavides durante la sua presentazione al Forum degli investimenti “Arqcom 2012”.

Dittatura mineraria-militare?
La violenza sfacciata con cui il governo agisce in risposta al conflitto sociale, apre la questione se vi sia un regime che non ha alcuna intenzione di praticare meccanismi democratici nel risolvere i conflitti sociali di una società con problemi di vario genere.
Gregorio Santos, presidente della regione assediata di Cajamarca -i cuimedia governativi e di massa attribuiscono tutti i mali: tumulti, proteste, morti, ecc – ha definito il regime di Ollanta come un autoritarismo “minerario-militare “.
Parlando al canale N, Ollanta Humala ha detto, Venerdì 6 luglio, che la posizione del governo è sempre quella del dialogo. Tuttavia, la violenza della polizia è giustificata, in quanto la polizia era stata colpita con dei cartelli al petto da parte dei manifestanti. Qui allude al brutale attacco subito da Marco Arana.
In virtù di salvaguardare il “principio di autorità”, il governo di Ollanta Humala sta attuando delle politiche simili a quelle del governo repressivo di Alberto Fujimori, come aveva già detto Pedro Arrojo, coordinatore della  Misión Internacional de Observación en la Gran Marcha Nacional por el Derecho al Agua.

Ed è per questo che Humala sta perdendo il sostegno dell’Alleanza Gana Perù che lo ha portato al governo e con cui ha sconfitto il Partido nacionalista.
Recentemente, quattro deputati del blocco Gana Perù, hanno rinunciato a questa alleanza, perchè hanno mostrato la loro insoddisfazione al governo e al suo modo di affrontare il conflitto sociale. Anche la Congressista, Verònika Mendoza, ha definito che il modus operandi del governo, in fatto di repressione della lotta e protesta sociale, è simile a quella di Fujimori.

Quando nel 1990, Alberto Fujimori è arrivato al governo in maniera improvvisa e inaspettata, e con l’aiuto del partito Aprista, non teneva nessuna struttura politica che lo aiutasse a governare. Così decise di farsi aiutare da Vladimiro Montesinos Torres, il quale era sostenuto dalle Forze Armate del Perù. La conseguenza fu che le FF. AA. del Perù entrarono nel governo di Fujimori.
A Ollanta sta succedendo la stessa cosa, con l’aggravante che ha lasciato fuori le persone e l’ambiente sociale che lo ha portato alla vittoria elettorale e con la promessa di una grande trasformazione; ed ha scelto di governare a seconda degli interessi delle società. Per questo si sta facendo aiutare dall’esercito, che non sente come un corpo estraneo, ma come la sua casa e la sua famiglia.

Gli analisti diligenti, come l’economista Oscar Ugarteche, sostiene che “ciò che c’è in Perù, ad un anno dall’elezione del nuovo governo, è un regime mafioso e repressivo, non dissimile da quello di Fujimori” e “non lo si può destituire” perchè ciò innescherebbe una crisi di governance che può essere aggravata, in quanto potrebbero salire personaggi simili ad Ollanta, che hanno gli stessi metodi e gli stessi obiettivi.
(tradotto da NexusCo)

Fonte: ienaridensnexus.blogspot.it/2012/07/peru-il-dialogo-di-ollanta-omicidi.html

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