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Per la cultura e per lo sviluppo

Dopo il ventennio berlusconiano, che come si apprende dalle ultime notizie dei giornali è destinato forse a continuare, il nostro paese è sprofondato in una desertificazione culturale molto ampia.
Programmi televisivi come “Grande Fratello”, “Amici”, “l’Isola dei famosi” e tanti altri ancora che non sto qui a nominare perchè la lista è lunghissima hanno plasmato generazioni di giovani e adulti lontani dalla cultura, dal sapere, dalla conoscenza.
La società e la politica italiana sono da anni finite in un declino lento e inesorabile: siamo finiti in un immenso vortice di degrado culturale e di decadimento del costume.
Per quanto riguarda i governi degli anni più vicini a noi, essi hanno tagliato e tagliato ancora sulla cultura, sulla scuola, sull’università.
Biblioteche, scuole, università ed enti pubblici come archivi di stato sono in condizioni di disfacimento costante.
C’è bisogno innanzitutto di una vera e propria rivalutazione della cultura e della conoscenza: da troppo tempo si è ormai abituati a bistrattarle.
Le poche menti “intelligenti” italiane fuggono all’estero, fuggono da un paese in cui vi è totale assenza di meritocrazia. Bisogna incentivare la meritocrazia per incoraggiare chi lavora per il mondo della cultura che spesso ha paura di aver a che fare con fenomeni come nepotismo o clientelismo.
Dal punto di vista economico i governi futuri dovranno spendere di più per la cultura, per la tutela di enti pubblici come archivi di stato e biblioteche che versano in stati di abbandono.
Si deve proteggere il nostro straripante patrimonio artistico che ci rende famosi in tutto il mondo e non far accadere altri casi come quelli verificatisi a Pompei.
L’Italia deve tornare ad essere un’eccellenza per quanto riguarda la cultura e la conoscenza e riprendere il posto che veramente ci compete.
Bisogna tutelare l’immenso patrimonio artistico magari anche con la partecipazione dei privati.
Inoltre bisogna destinare più soldi alle università e alla ricerca come si fa in molti altri paesi del mondo.
La cultura può anche rappresentare un volano per la crescita in un periodo come questo di crisi e recessione economica. Infatti si potrebbero creare molti posti di lavoro grazie al mondo della cultura, del cinema, della televisione, dell’arte etc.

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