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Paure e ansie per la prossima tornata elettorale

Di Felice Monda
 Prima d’ora Mario Monti aveva sempre affermato che a fine legislatura, nel 2013, non si sarebbe candidato per le elezioni. Invece ora ha fatto intendere che non lo esclude facendo anche capire che l’Italia per il 2013 non sarà ancora uscita dalla crisi e dalla recessione e avrà ancora bisogno di un governo simile a quello attuale. Segno di conferma di tutto ciò è il fatto che il PD e Bersani sembrano sempre più avvicinarsi a Casini e allontanarsi da Di Pietro e Vendola.
Intanto Napolitano intima ai partiti di fare una nuova legge elettorale.
La probabile candidatura di Monti per il dopo elezioni o per le elezioni stesse quindi non è più da escludere e si auspica per il futuro un nuovo governo “dalle larghe intese”.
Il premier in alcune sue affermazioni ha fatto anche intendere che “la febbre dello spread” è anche dovuta al fatto che i mercati hanno paura del risultato delle prossime elezioni in Italia: si teme un exploit della cosiddetta antipolitica o comunque una forte frammentazione che genererà non poca instabilità politica. Dagli ultimi sondaggi il partito di Grillo ha perso consensi e ciò significa che la situazione politica italiana sta ulteriormente cambiando ed è ancora in fase di evoluzione e nessuno può prevedere cosa accadrà in futuro.
Le paure e le ansie per la prossima tornata elettorale durano da tempo e ultimamente non sono diminuite. Anche la probabile candidatura di Mario Monti forse è un “sintomo” delle tante perplessità che vi sono riguardo alle prossime elezioni e al risultato che porteranno.

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