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Parigi e… l’imperialismo continua

Di Sebastiano Caputo

Domani il popolo francese festeggia il suo tricolore repubblicano. Vale a dire il blu e il 

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rosso, colori della rivoluzionaria Parigi del Settecento, che schiacciano il bianco, colore della monarchia Luigina. Come ogni anno l’esercito nazionale sfilerà partendo dall’arco di Trionfo per poi marciare sui Champs Elysées commemorando la presa della Bastiglia del 14 luglio 1789.
Questa volta però l’evento sarà meno festoso e fastoso del solito, dopo che il governo ha tagliato le spese pubbliche. Adesso Parigi deve fare i conti con la sua politica estera “americanizzata” promossa dalla destra liberale e dal governo Sarkozy. Un braccio di ferro è nato proprio in queste ultime settimane tra i vertici militari e il capo dell’Eliseo dopo le difficoltà incontrate dagli agenti Nato nel vincere il conflitto e cacciare Gheddafi da Tripoli. Il ministero delle Finanze ha avvertito i responsabili politici che le importanti spese in ambito militare e guerrafondaio potrebbero minacciare i conti pubblici.
Tanti sono gli scenari che impegnano la marina, l’aeronautica e l’esercito francese; Costa d’Avorio, Libia, Afghanistan, Kosovo, Somalia, Tchad e Libano sono solo le operazioni più importanti. Nonostante Nicolas Sarkozy abbia promesso il ritiro di mille soldati francese – vale a dire un quarto delle truppe operative – entro il 2012, sembra tuttavia voler continuare gli arrembaggi. Il ministro degli Esteri, Alain Juppé, ha pressato il Consiglio di Sicurezza dell’Onu nel condannare il regime siriano, dopo gli attacchi alle ambasciate di Francia e Stati Uniti. Mentre ieri, ha riunito le Camere per un voto relativo alla prosecuzione dell’intervento armato della Francia in Libia. Nessuna sorpresa però.
I deputati di destra come l’opposizione socialista hanno votato con 482 voti a favore del prolungamento, solo 27 si sono detti contrari, mentre 7 si sono astenuti. Dopo cinque mesi di bombardamenti e più di 100 milioni di euro spesi, Parigi continuerà la sua guerra. Sarkozy può adesso sorridere: con questo voto ha “democraticamente legittimato” morte e distruzione, piegandosi ancora una volta all’egemonia Usa-Nato.
 Da Rinascita

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