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Papilloma virus tra disinformazione e marketing

Un affare da 100 milioni di euro. Una multinazionale della salute alla ricerca di profitto sicuro in tempo di crisi. Trecentomila bambine solo in Italia usate come cavie con la complicità di un ex ministro donna, Livia Turco. Un allarmismo del tutto ingiustificato e alimentato ad arte agendo sulla paura della malattia e sul senso di colpa delle famiglie… questi sono gli elementi che fanno da sfondo alla vicenda del cosiddetto vaccino “contro” il Papilloma virus, accusato di essere produttore di cancro al collo dell’utero, a trasmissione sessuale.
Tra disinformazione consapevole e opportune azioni di marketing, è dal 2005 che a livello politico ed economico si sta giocando una vera e propria partita del terrore per promuovere vaccinazioni di massa nonostante le grandi perplessità, i dubbi e le preoccupazioni del mondo scientifico e delle donne, che hanno cominciato ad organizzarsi e soprattutto ad auto e contro informarsi per fermare quest’ennesima rapina sui propri corpi e su quelli delle proprie figlie, con l’obiettivo di smascherarne non solo gli interessi materiali ma soprattutto i rischi per la propria salute.
In questa direzione il prezioso lavoro svolto dalle Compagne della Consultoria Autogestita di Milano ci consente di pubblicare qui l’ audio della seconda parte dell’approfondimento realizzato da Medea e dedicato appunto alla vicenda della vaccinazione “contro” il Papilloma virus, andata oggi in onda dai microfoni di Radio Black Out.
Approfondimento audio su Radio Blackout
Da Medea

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