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Giorno ricordo, Salvini vs Boldrini: revisionisti Foibe a Camera

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Giorno ricordo, Salvini vs Boldrini: negazionisti Foibe a Camera


http://www.askanews.it/politica/giorno-ricordo-salvini-vs-boldrini-negazionisti-foibe-a-camera_7111003676.htm

“Scandalo: domani in conferenza stampa a Montecitorio, ospite dell’onorevole Serena Pellegrino di Sinistra Italiana, interverrà anche Alessandra Kersevan che ha sostenuto pubblicamente che ‘commemorare i morti nelle foibe significa sostanzialmente commemorare rastrellatori fascisti e collaborazionisti del nazismo’. Dov’è la Boldrini sempre pronta a difendere i diritti di tutti? Se n’è accorta che ospiterà alla Camera una negazionista? Noi venerdì, Giorno del Ricordo, saremo a Trieste, in piazza con le persone per bene”. Lo ha denunciato in una dichiarazione il segretario della Lega Matteo Salvini, denunciando la conferenza stampa convocata per domani a Montecitorio dalla deputata di Sinistra Italiana dal titolo: “Il giorno del ricordo, l’insufficienza storica e culturale delle parole che lo istituiscono e lo celebrano”.

Giorno ricordo, Salvini vs Boldrini: revisionisti Foibe a Camera

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Giorno ricordo, Salvini vs Boldrini: negazionisti Foibe a Camera


http://www.askanews.it/politica/giorno-ricordo-salvini-vs-boldrini-negazionisti-foibe-a-camera_7111003676.htm

“Scandalo: domani in conferenza stampa a Montecitorio, ospite dell’onorevole Serena Pellegrino di Sinistra Italiana, interverrà anche Alessandra Kersevan che ha sostenuto pubblicamente che ‘commemorare i morti nelle foibe significa sostanzialmente commemorare rastrellatori fascisti e collaborazionisti del nazismo’. Dov’è la Boldrini sempre pronta a difendere i diritti di tutti? Se n’è accorta che ospiterà alla Camera una negazionista? Noi venerdì, Giorno del Ricordo, saremo a Trieste, in piazza con le persone per bene”. Lo ha denunciato in una dichiarazione il segretario della Lega Matteo Salvini, denunciando la conferenza stampa convocata per domani a Montecitorio dalla deputata di Sinistra Italiana dal titolo: “Il giorno del ricordo, l’insufficienza storica e culturale delle parole che lo istituiscono e lo celebrano”.

Sicuro di saper distinguere una notizia vera da una falsa? Mettiti alla prova

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Nonostante negli ambienti liberal gli elettori di Trump siano considerati più o meno dei subumani ignoranti, incapaci cioè di distinguere notizie vere da notizie false, la verità è che di fronte alle cosiddette fake news (se mai esistono davvero) siamo tutti uguali: cioè creduloni e disinformati. Non lo dice LinkPop, ma un sondaggio di YouGov, condotto per conto di Channel 4 nel corso della “Fake News Week”.
Almeno 1.684 adulti, di varia estrazione, sono stati messi alla prova con sei titoli di notizie: tre vere e tre inventate. Risultato? Solo il 4% degli intervistati è riuscito a distinguerle tutte in modo corretto. Cioè 67 su 1.684. Ma come: tutti gli altri sono elettori di Trump? Certo che no. La risposta è che, potendo giudicare solo dalla titolazione, è difficile capire se si tratti di una storia vera o falsa. E questo capita a tutti, anche a chi non appartiene alla massa del popolo-bue che vota The Donald (che poi, nella realtà, esiste solo nell’immaginazione di chi legge il New Yorker e non esce dalla Fifth Avenue).
Ma voi sareste in grado? Siete immuni dalle notizie false? Siete davvero informati? Ecco allora i sei titoli che hanno tratto in inganno i partecipanti del test di YouGov.
1. Immigrants to be given £8,500 upon arrival to boost economy
2. Tourist bitten by massive crocodile after trying to take a selfie
3. Iceland to host New Year’s Eve party for asylum seekers
4. Essex villages High Easter and Good Easter forced to change offensive names after complaints
5. Trump offering free one-way tickets to Africa, Mexico for those who wanna leave America
6. Donald Trump picks millionaire oil boss with close links to Vladimir Putin as Secretary of State
Come si è detto, tre sono vere e tre sono false. Per sapere quali (e perché), basta cliccare qui­

Sicuro di saper distinguere una notizia vera da una falsa? Mettiti alla prova

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Nonostante negli ambienti liberal gli elettori di Trump siano considerati più o meno dei subumani ignoranti, incapaci cioè di distinguere notizie vere da notizie false, la verità è che di fronte alle cosiddette fake news (se mai esistono davvero) siamo tutti uguali: cioè creduloni e disinformati. Non lo dice LinkPop, ma un sondaggio di YouGov, condotto per conto di Channel 4 nel corso della “Fake News Week”.
Almeno 1.684 adulti, di varia estrazione, sono stati messi alla prova con sei titoli di notizie: tre vere e tre inventate. Risultato? Solo il 4% degli intervistati è riuscito a distinguerle tutte in modo corretto. Cioè 67 su 1.684. Ma come: tutti gli altri sono elettori di Trump? Certo che no. La risposta è che, potendo giudicare solo dalla titolazione, è difficile capire se si tratti di una storia vera o falsa. E questo capita a tutti, anche a chi non appartiene alla massa del popolo-bue che vota The Donald (che poi, nella realtà, esiste solo nell’immaginazione di chi legge il New Yorker e non esce dalla Fifth Avenue).
Ma voi sareste in grado? Siete immuni dalle notizie false? Siete davvero informati? Ecco allora i sei titoli che hanno tratto in inganno i partecipanti del test di YouGov.
1. Immigrants to be given £8,500 upon arrival to boost economy
2. Tourist bitten by massive crocodile after trying to take a selfie
3. Iceland to host New Year’s Eve party for asylum seekers
4. Essex villages High Easter and Good Easter forced to change offensive names after complaints
5. Trump offering free one-way tickets to Africa, Mexico for those who wanna leave America
6. Donald Trump picks millionaire oil boss with close links to Vladimir Putin as Secretary of State
Come si è detto, tre sono vere e tre sono false. Per sapere quali (e perché), basta cliccare qui­

LA POCO CONOSCIUTA LETTERA(SENZA RISPOSTA) CHE L’OCCULTISTA ALEISTER CROWLEY SCRISSE A LEV TROTSKY

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Di Salvatore Santoru

Un’aspetto molto poco conosciuto della vita dello scrittore e occultista inglese Aleister Crowley e del rivoluzionario e militare sovietico Lev Trotsky è indubbiamente la lettera che il primo mandò al secondo, anche se da parte di Trotsky non vi fu alcuna risposta(1).


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A quanto pare, Crowley avrebbe avuto intenzione di far “iniziare” il rivoluzionario sovietico alla religione crowleyana di “Thelema” ma non vi era interesse alcuno da parte di Trotsky.


La notizia della lettera è riportata,come sostenuto da “Hobo Calling”(1) dallo storico marxista Mike Davis(2) nonché dallo scrittore Colin Wilson(3) in “Aleister Crowley-La Natura Della Bestia”(4), come riportato dal CCSG(5) e da altri, tra cui lo studioso esperto di esoterismo Tobias Churton(6) nella biografia dedicata allo stesso Crowley(7), come si può leggere in un’estratto del libro disponibile su “Google Books“(8).

NOTE:

(1)http://hobocalling.blogspot.it/2016/12/nemici-di-alister-crowley.html

(2)https://en.wikipedia.org/wiki/Mike_Davis_(scholar)

(3)https://it.wikipedia.org/wiki/Colin_Wilson

(4)https://www.ibs.it/aleister-crowley-natura-della-bestia-libro-colin-wilson/e/9788868011123

(5)http://www.centrosangiorgio.com/occultismo/articoli/grande_bestia_666.htm

(6)https://en.wikipedia.org/wiki/Tobias_Churton

(7)https://www.amazon.com/Aleister-Crowley-Biography-Spiritual-Revolutionary/dp/1780283849

(8)https://books.google.it/books?id=NwVsewNm-TYC&pg=PT284&lpg=PT284&dq=CROWLEY+TROTSKY&source=bl&ots=EzX2SgE5qQ&sig=z2on7Wc56TFwkXEuOKDHnx_ckQk&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwj_6NuFkoLSAhUCI8AKHQwUDq4Q6AEIMjAH#v=onepage&q=CROWLEY%20TROTSKY&f=false

IL RAPPORTO DEL NAZISMO CON L’ALTA FINANZA E LA GRANDE INDUSTRIA, IL CASO DEL ‘FREUNDESKREIS REICHSFÜHRER-SS’

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Di Salvatore Santoru

Com’è abbastanza noto il regime nazista ebbe rapporti con il mondo dell’alta finanza e della grande industria nazionale e internazionale.
Da un punto di vista teorico c’è da dire che l’ideologia nazionalsocialista era indubbiamente critica verso il capitalismo finanziario e industriale dominante all’epoca ma nella pratica il regime aveva un certo interesse,prima di tutto per questioni di consenso, nello stringere alleanze con una parte della grande industria e finanza più incline al compromesso con i vertici del Terzo Reich.

La Vera Storia delle SS
Un agghiacciante racconto di intrighi e nepotismi, deliri di onnipotenza e stermini di massa nella Germania del Terzo Reich.
€ 11

A tal riguardo è interessante la creazione del Freundeskreis Reichsführer-SS(“Circolo Degli Amici Delle SS,noto anche come “Freundeskreis Himmler” e “Freundeskreis der Wirtschaft”) avvenuta nel 1934(1).
Il Freundeskreis Reichsführer-SS era stato creato dal sodalizio tra il Reichsführer delle SS Heinrich Himmler e il dirigente della Ig Farben Wilhelm Keppler(2).
Il circolo era composto da un gruppo di grandi industriali e di consulenti finanziari che versò contributi finanziari a sostegno delle attività culturali e sociali delle SS in cambio della protezione di Himmler e in cambio di contratti vantaggiosi nei territori occupati del Reich e di manodopera a basso costo dai campi di concentramento del regime.
Tra le personalità che facevano parte del circolo vi sono da segnalare il direttore della Deutsche Bank Karl Ritter von Halt,il direttore della Siemens Rudolf Bingel,il direttore della Banca di Dresda Karl Lindemann,il direttore della Bosch Hans Walz e tanti altri(3).

NOTE E PER APPROFONDIRE:

(1)https://it.wikipedia.org/wiki/Freundeskreis_Reichsf%C3%BChrer-SS

(2)https://en.wikipedia.org/wiki/Wilhelm_Keppler

(3)https://de.wikipedia.org/wiki/Freundeskreis_Reichsf%C3%BChrer_SS#Mitglieder_des_Freundeskreises

PS:per approfondire consiglio anche la lettura dell’interessante libro “La Vera Storia Delle SS” di Rubin Lumsden.

E SU https://storiadelterzoreich.wordpress.com/2017/02/09/freundeskreis-reichsfuhrer-ss-i-rapprti-tra-le-ss-e-alcune-personalita-della-grande-industria-e-finanza-tedesca/

IL RAPPORTO DEL NAZISMO CON L’ALTA FINANZA E LA GRANDE INDUSTRIA, IL CASO DEL ‘FREUNDESKREIS REICHSFÜHRER-SS’

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Di Salvatore Santoru

Com’è abbastanza noto il regime nazista ebbe rapporti con il mondo dell’alta finanza e della grande industria nazionale e internazionale.
Da un punto di vista teorico c’è da dire che l’ideologia nazionalsocialista era indubbiamente critica verso il capitalismo finanziario e industriale dominante all’epoca ma nella pratica il regime aveva un certo interesse,prima di tutto per questioni di consenso, nello stringere alleanze con una parte della grande industria e finanza più incline al compromesso con i vertici del Terzo Reich.

La Vera Storia delle SS
Un agghiacciante racconto di intrighi e nepotismi, deliri di onnipotenza e stermini di massa nella Germania del Terzo Reich.
€ 11

A tal riguardo è interessante la creazione del Freundeskreis Reichsführer-SS(“Circolo Degli Amici Delle SS,noto anche come “Freundeskreis Himmler” e “Freundeskreis der Wirtschaft”) avvenuta nel 1934(1).
Il Freundeskreis Reichsführer-SS era stato creato dal sodalizio tra il Reichsführer delle SS Heinrich Himmler e il dirigente della Ig Farben Wilhelm Keppler(2).
Il circolo era composto da un gruppo di grandi industriali e di consulenti finanziari che versò contributi finanziari a sostegno delle attività culturali e sociali delle SS in cambio della protezione di Himmler e in cambio di contratti vantaggiosi nei territori occupati del Reich e di manodopera a basso costo dai campi di concentramento del regime.
Tra le personalità che facevano parte del circolo vi sono da segnalare il direttore della Deutsche Bank Karl Ritter von Halt,il direttore della Siemens Rudolf Bingel,il direttore della Banca di Dresda Karl Lindemann,il direttore della Bosch Hans Walz e tanti altri(3).

NOTE E PER APPROFONDIRE:

(1)https://it.wikipedia.org/wiki/Freundeskreis_Reichsf%C3%BChrer-SS

(2)https://en.wikipedia.org/wiki/Wilhelm_Keppler

(3)https://de.wikipedia.org/wiki/Freundeskreis_Reichsf%C3%BChrer_SS#Mitglieder_des_Freundeskreises

PS:per approfondire consiglio anche la lettura dell’interessante libro “La Vera Storia Delle SS” di Rubin Lumsden.

E SU https://storiadelterzoreich.wordpress.com/2017/02/09/freundeskreis-reichsfuhrer-ss-i-rapprti-tra-le-ss-e-alcune-personalita-della-grande-industria-e-finanza-tedesca/

Sei migranti su dieci chiedono asilo a Berlino. Solo l’8% sceglie l’Italia

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Di Marco Bresolin
La solidarietà tra i Paesi europei resta un concetto vuoto. I (timidi) segnali positivi che erano arrivati negli ultimi due mesi del 2016 sul fronte della redistribuzione dei richiedenti asilo si sono subito interrotti a gennaio. E ora la Commissione, per la prima volta, minaccia sanzioni. 
A un anno e mezzo dall’inizio del piano, solo 11.966 richiedenti asilo sono stati redistribuiti da Italia (3.200) e Grecia (8.766). Meno di 1.700 nel gennaio 2017, ben lontano dall’obiettivo mensile di 3.000 fissato dalla Commissione. Stesso discorso per i reinsediamenti dei rifugiati che si trovano in Giordania, Libano e Tunisia: solo 13.968 sono stati accolti in Europa. L’obiettivo era di arrivare a 22.504. Il vice-presidente Frans Timmermans, olandese, ha ribadito che in questo momento è necessario continuare a fare una «pressione politica» su chi non rispetta gli impegni (Austria, Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca su tutti) anche da parte degli stessi governi. 
Il tema era finito sul tavolo del Consiglio europeo di dicembre. Non è bastato e se ne riparlerà al summit del 9-10 marzo. Dopodiché, se nulla cambierà, Timmermans ammette che la Commissione potrebbe aprire delle procedure. Un cambio di linea significativo, visto che finora il suo collega Dimitris Avramopoulos aveva rinviato eventuali «punizioni» a settembre, alla scadenza del piano. 
Ma ogni giorno atteso è un giorno perso, perché – nonostante l’accordo con la Turchia che nel marzo scorso ha chiuso la rotta balcanica – nel 2016 sono state presentate 1.236.325 richieste di asilo nei Paesi Ue. Vero, si tratta di un 9% in meno rispetto al 2015, ma l’onere continua a essere scaricato solo su pochi Stati. Secondo il rapporto annuale dell’Easo, l’Agenzia europea per l’asilo, la stragrande maggioranza delle richieste di protezione internazionale è stata presentata in Germania (60,5%), seguita da Italia (8,4%) e Francia (6,1%).  
Al primo posto tra i richiedenti asilo ci sono i siriani (26% del totale), seguiti da afghani (14%) e iracheni (10%). Per la maggior parte di loro, la destinazione preferita è proprio la Germania. Idem per chi fugge dal Pakistan, anche se molti scelgono l’Italia. Il nostro Paese è il principale punto d’approdo per i nigeriani: gli arrivi nel 2016 (48.705) sono aumentati del 54%. Gli analisti dell’Easo hanno notato anche un forte incremento di richieste d’asilo da parte di cittadini iraniani (+47%), che puntano principalmente alla Germania e al Regno Unito. Un dato curioso riguarda i flussi di migranti dall’Albania (31.553 quelli che hanno fatto domanda di protezione internazionale): l’Italia non è più la meta preferita, visto che al primo posto ci sono Francia e Germania.  
Ovviamente non tutte le richieste vanno a buon fine: solo il 57% ottiene lo status di rifugiato o la protezione sussidiaria. Il numero di domande accettate, però, segna un aumento considerevole rispetto agli anni precedenti (nel 2015 era il 49%). Dall’ufficio dell’Easo, che ha sede a Malta, fanno notare che la variazione è legata alla composizione nazionale dei richiedenti asilo: per i siriani va a buon fine il 98% delle richieste, per gli eritrei il 92% e per gli iracheni il 61%. Più difficile ottenere la protezione per gli afghani, nonostante la situazione ancora molto instabile nel Paese: solo il 37% ci riesce, gli altri vengono considerati e trattati come «irregolari». 

Sei migranti su dieci chiedono asilo a Berlino. Solo l’8% sceglie l’Italia

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Di Marco Bresolin
La solidarietà tra i Paesi europei resta un concetto vuoto. I (timidi) segnali positivi che erano arrivati negli ultimi due mesi del 2016 sul fronte della redistribuzione dei richiedenti asilo si sono subito interrotti a gennaio. E ora la Commissione, per la prima volta, minaccia sanzioni. 
A un anno e mezzo dall’inizio del piano, solo 11.966 richiedenti asilo sono stati redistribuiti da Italia (3.200) e Grecia (8.766). Meno di 1.700 nel gennaio 2017, ben lontano dall’obiettivo mensile di 3.000 fissato dalla Commissione. Stesso discorso per i reinsediamenti dei rifugiati che si trovano in Giordania, Libano e Tunisia: solo 13.968 sono stati accolti in Europa. L’obiettivo era di arrivare a 22.504. Il vice-presidente Frans Timmermans, olandese, ha ribadito che in questo momento è necessario continuare a fare una «pressione politica» su chi non rispetta gli impegni (Austria, Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca su tutti) anche da parte degli stessi governi. 
Il tema era finito sul tavolo del Consiglio europeo di dicembre. Non è bastato e se ne riparlerà al summit del 9-10 marzo. Dopodiché, se nulla cambierà, Timmermans ammette che la Commissione potrebbe aprire delle procedure. Un cambio di linea significativo, visto che finora il suo collega Dimitris Avramopoulos aveva rinviato eventuali «punizioni» a settembre, alla scadenza del piano. 
Ma ogni giorno atteso è un giorno perso, perché – nonostante l’accordo con la Turchia che nel marzo scorso ha chiuso la rotta balcanica – nel 2016 sono state presentate 1.236.325 richieste di asilo nei Paesi Ue. Vero, si tratta di un 9% in meno rispetto al 2015, ma l’onere continua a essere scaricato solo su pochi Stati. Secondo il rapporto annuale dell’Easo, l’Agenzia europea per l’asilo, la stragrande maggioranza delle richieste di protezione internazionale è stata presentata in Germania (60,5%), seguita da Italia (8,4%) e Francia (6,1%).  
Al primo posto tra i richiedenti asilo ci sono i siriani (26% del totale), seguiti da afghani (14%) e iracheni (10%). Per la maggior parte di loro, la destinazione preferita è proprio la Germania. Idem per chi fugge dal Pakistan, anche se molti scelgono l’Italia. Il nostro Paese è il principale punto d’approdo per i nigeriani: gli arrivi nel 2016 (48.705) sono aumentati del 54%. Gli analisti dell’Easo hanno notato anche un forte incremento di richieste d’asilo da parte di cittadini iraniani (+47%), che puntano principalmente alla Germania e al Regno Unito. Un dato curioso riguarda i flussi di migranti dall’Albania (31.553 quelli che hanno fatto domanda di protezione internazionale): l’Italia non è più la meta preferita, visto che al primo posto ci sono Francia e Germania.  
Ovviamente non tutte le richieste vanno a buon fine: solo il 57% ottiene lo status di rifugiato o la protezione sussidiaria. Il numero di domande accettate, però, segna un aumento considerevole rispetto agli anni precedenti (nel 2015 era il 49%). Dall’ufficio dell’Easo, che ha sede a Malta, fanno notare che la variazione è legata alla composizione nazionale dei richiedenti asilo: per i siriani va a buon fine il 98% delle richieste, per gli eritrei il 92% e per gli iracheni il 61%. Più difficile ottenere la protezione per gli afghani, nonostante la situazione ancora molto instabile nel Paese: solo il 37% ci riesce, gli altri vengono considerati e trattati come «irregolari». 

LA LETTERA DI MICHELE FA RIFLETTERE ED E’ DA PRENDERE SERIAMENTE IN CONSIDERAZIONE

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Di Salvatore Santoru

Recentemente un giovane di trent’anni si è suicidato un trent’enne precario di nome Michele.
Nella lettera,riportata da diverse testate e siti di informazione e controinformazione(1), il giovane sostiene di ritenersi appartenente a una ‘generazione perduta’ e spiega i motivi del suo tragico gesto.
Il tragico gesto del ragazzo è stato interpretato in vari modi e c’è chi ne ha visto solamente l’aspetto psicologico,chi quello politico,chi quello sociale e così via.
In generale si può dire che da soli tutti questi aspetti non bastino a spiegare il tragico gesto, che risulta essere nello stesso tempo una tragedia personale e collettiva.
Tale aspetto risulta evidente leggendo la stessa lettera, che se non rappresenta comunque un vero “manifesto” dello scontento precario e giovanile simboleggia allo stesso tempo lo scontento,il disagio e la disperazione in cui molti giovani adulti si ritrovano oggi,a causa della crisi economica ma anche della crisi sociale e culturale che vive la nostra società.
Alcuni aspetti di questa crisi e disagio sono vissuti,almeno a livello inconscio e ‘latente’, un pò da tutti i giovani d’oggi e c’è chi reagisce ad essi in un determinato modo o nell’altro e chi non vi riesce preferendo soccombere.
Nella lettera ci si fa un’esplicito e implicito riferimento non solo allo stato di precarietà lavorativa, ma più in generale allo stato di precarietà individuale e sociale e al senso di sradicamento che è presente nella nostra società, nonché ad altri aspetti.
Tra questi aspetti, c’è da segnalare questo estratto della lettera che è passato abbastanza inosservato: “Se la sensibilità fosse davvero una grande qualità, sarebbe oggetto di ricerca. Non lo è mai stata e mai lo sarà, perché questa è la realtà sbagliata, è una dimensione dove conta la praticità che non premia i talenti, le alternative, sbeffeggia le ambizioni, insulta i sogni”…
In questo estratto si fa riferimento all’eccessiva “mediocrità al potere”ancora dominante nonché al fatto che,volenti o nolenti, caratteristiche come la sensibilità sono fintamente elogiate ma nei fatti contano assai poco, visto che non così raramente la cattiveria e la meschinità vengono socialmente ‘privilegiate’ e l’ipocrisia la fa da padrone, difatti siamo sommersi da retorica (finto)buonista ma nella realtà sociale invece siamo ancora lontani dal raggiungere una società che sappia valorizzare realmente le caratteristiche positive delle persone.
In generale, pur nel suo ovvio pessimismo la lettera risulta di notevole interesse e fa riflettere e scuote gli animi.
Difatti, magari solo inconsciamente il giovane ha fatto in modo che si scoperchiasse il ‘vaso di Pandora’ e ha messo per iscritto ,nonché estremizzato,le contraddizioni e le problematiche che l’attuale società e in particolare i giovani vivono.

NOTE:

(1)http://www.beppegrillo.it/m/2017/02/la_lettera_di_m.html