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Kia presenta la nuova versione Hybrid della Niro

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http://www.askanews.it/altre-sezioni/motori/kia-presenta-la-nuova-versione-hybrid-della-niro_7111003329.htm


 Kia presenta la nuova versione Hybrid della Niro. Si tratta della prima volta di Kia nel settore a propulsione ibrida e da come ha reagito immediatamente il mercato si prevede che il marchio coreano abbia colto nel segno.

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Il merito è sicuramente quello di essere riusciti a creare una formula unica che concentra i valori delle tecnologie più avanzate, uno stile unico ed entusiasmante e i contenuti pratici di un crossover compatto.
La Kia Niro ibrida sarà presente in tre distinte versioni Urban, Style ed Energy, ciascuna delle quali rappresenta un’offerta mirata e completa, con dotazioni tarate sui diversi “stili di utilizzo” senza necessità di troppi optional.
La versione d’ingresso Urban vanta un equipaggiamento completo che comprende, fra l’altro, luci a LED, cruise control e controllo della marcia in corsia, climatizzatore automatico e Bluetooth ad attivazione vocale. La versione Style, cuore della gamma Niro, corrisponde invece alla ricca versione di lancio, mentre al top si aggiunge l’allestimento Energy con tutti i contenuti di un’autentica ammiraglia, come AEB, Smart Cruise Control, Kia Navigation System da 8″, sistema audio JBL, sedili in pelle e fari allo xeno.
Venendo al cuore della vettura Kia Niro è dotata di un motore ibrido parallelo, ossia i due motori possono funzionare sia singolarmente che in modo abbinato, che utilizza un propulsore termico 1600 a iniezione diretta e uno elettrico da 32 kW alimentato da batterie ai polimeri-ioni di litio. Le emissioni di CO2 sono bassissime, si parla di appena 88 gr/km di consumo corrispondente di soli 3,8 litri/100 km. Ricordiamo inoltre che Kia Niro usufruisce come tutte le altre vetture del Gruppo della esclusiva garanzia estesa a 7 anni o 150.000 chilometri.

In Italia 2 ragazzi su 3 sono stati vittima di cyberbullismo

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Di Diletta Parlangeli

La foto di un momento intimo diffusa senza autorizzazione, le offese sempre più pressanti, i contatti indesiderati, sono alcuni dei rischi ai quali le persone si sentono esposte online. Secondo il nuovo studio Microsoft Digital Civility Index, che analizza le attitudini e le percezioni sia degli adolescenti (13-17), sia degli adulti (18-74), in quattordici Paesi, il 65% degli intervistati è stato vittima di almeno uno dei principali pericoli individuati. Nello specifico, di contatti indesiderati (43%) e molestie (41%). Più della metà (51%) ha incontrato di persona l’autore della minaccia, ma la percentuale sale al 58% se si considerano le fasce d’età più giovani. 

La sensazione d’isolamento e impotenza, davanti a questi problemi, è ricorrente: il 62% degli intervistati ha dichiarato di non sapere dove trovare aiuto quando si imbatte in un rischio online. E anche se i giovani sembrano più pronti a reagire – il 48% di loro ha detto di sapere a chi rivolgersi – sono anche loro vittime della paura di restare ancora più isolati. “Quando sono oggetto d’insulti, offese, e altro, per i ragazzi è difficile denunciare: una delle prime cose che succede è che si sentano in colpa, sbagliati, che abbiano difficoltà a confidarsi per paura di ulteriori conseguenze” spiega Nunzia Ciardi, Direttore del servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni. Secondo i dati raccolti sul campo, in seguito a incontri tenuti con milioni di studenti in tutta Italia, “circa 2 ragazzi su 3 dichiarano di aver avuto esperienza diretta o indiretta di fenomeni di cyberbullismo. Solo nel 2016 le denunce per reati che rientrano nella macro categoria del cyberbullismo (non esiste reato specifico, la legge è in itinere), 31 delle quali avevano come autori del reato minori 
.

Le denunce per minacce, ingiurie e diffamazione online rappresentano circa il 59% del totale, quelle relative al furto d’identità digitale quasi il 30%. La diffusione di materiale pedopornografico rappresenta l’11,5% dei casi trattati. I dati tuttavia, sottolinea Ciardi, “non rendono giustizia al fenomeno, che risente di una quota di sommerso rilevante”. Anche a chi maneggia benissimo le tecnologie e la rete, spesso, manca la consapevolezza. “Anche da adulti, online, si tende ad abbassare i sensori di pericolo e i livelli di inibizioni. Diciamo sempre ai ragazzi che online si sentono in casa, ma devono rendersi conto che è una casa con i muri trasparenti”. Proprio perché in rete “si può fare tutto, basta usare il cervello, perché è uno strumento, come il coltello: lo puoi usare bene, o male”. La questione di genere purtroppo non è una leggenda: “Le ragazze sono più bersagliate, sì. È più facile che quando una coppia si lasci, la foto che circola sia quella della ragazza, tanto per esempio. Anche i ragazzi però pagano un alto prezzo, perché la non omologazione continua a essere aggredita”. 

I dati sono stati presentati a Roma, nell’ambito di “Educazione civica 4.0: vivere bene con gli altri anche in Rete”, organizzato da Microsoft Italia e Fondazione Mondo Digitale, De Agostini Scuola e Polizia Postale e delle Comunicazioni, con il patrocinio dell’Assessorato Roma semplice, in occasione della 14esima edizione del Safer Internet Day. Hanno partecipato circa 250 studenti e docenti di varie scuole italiane. Spesso, “il dialogo disinnesca le situazioni prima che si arrivi alla denuncia”, spiega Ciardi. La mancanza di consapevolezza infatti, non è prerogativa di chi subisce minacce e attacchi online, ma anche degli autori: “Non sempre hanno chiaro il concetto chiaro e stanno ciò che stanno facendo. Dal punto di vista etico, ma anche penalistico: quando gli dici che stanno commettendo un reato, rimangono a bocca a aperta”.  

In Italia 2 ragazzi su 3 sono stati vittima di cyberbullismo

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Di Diletta Parlangeli

La foto di un momento intimo diffusa senza autorizzazione, le offese sempre più pressanti, i contatti indesiderati, sono alcuni dei rischi ai quali le persone si sentono esposte online. Secondo il nuovo studio Microsoft Digital Civility Index, che analizza le attitudini e le percezioni sia degli adolescenti (13-17), sia degli adulti (18-74), in quattordici Paesi, il 65% degli intervistati è stato vittima di almeno uno dei principali pericoli individuati. Nello specifico, di contatti indesiderati (43%) e molestie (41%). Più della metà (51%) ha incontrato di persona l’autore della minaccia, ma la percentuale sale al 58% se si considerano le fasce d’età più giovani. 

La sensazione d’isolamento e impotenza, davanti a questi problemi, è ricorrente: il 62% degli intervistati ha dichiarato di non sapere dove trovare aiuto quando si imbatte in un rischio online. E anche se i giovani sembrano più pronti a reagire – il 48% di loro ha detto di sapere a chi rivolgersi – sono anche loro vittime della paura di restare ancora più isolati. “Quando sono oggetto d’insulti, offese, e altro, per i ragazzi è difficile denunciare: una delle prime cose che succede è che si sentano in colpa, sbagliati, che abbiano difficoltà a confidarsi per paura di ulteriori conseguenze” spiega Nunzia Ciardi, Direttore del servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni. Secondo i dati raccolti sul campo, in seguito a incontri tenuti con milioni di studenti in tutta Italia, “circa 2 ragazzi su 3 dichiarano di aver avuto esperienza diretta o indiretta di fenomeni di cyberbullismo. Solo nel 2016 le denunce per reati che rientrano nella macro categoria del cyberbullismo (non esiste reato specifico, la legge è in itinere), 31 delle quali avevano come autori del reato minori 
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Le denunce per minacce, ingiurie e diffamazione online rappresentano circa il 59% del totale, quelle relative al furto d’identità digitale quasi il 30%. La diffusione di materiale pedopornografico rappresenta l’11,5% dei casi trattati. I dati tuttavia, sottolinea Ciardi, “non rendono giustizia al fenomeno, che risente di una quota di sommerso rilevante”. Anche a chi maneggia benissimo le tecnologie e la rete, spesso, manca la consapevolezza. “Anche da adulti, online, si tende ad abbassare i sensori di pericolo e i livelli di inibizioni. Diciamo sempre ai ragazzi che online si sentono in casa, ma devono rendersi conto che è una casa con i muri trasparenti”. Proprio perché in rete “si può fare tutto, basta usare il cervello, perché è uno strumento, come il coltello: lo puoi usare bene, o male”. La questione di genere purtroppo non è una leggenda: “Le ragazze sono più bersagliate, sì. È più facile che quando una coppia si lasci, la foto che circola sia quella della ragazza, tanto per esempio. Anche i ragazzi però pagano un alto prezzo, perché la non omologazione continua a essere aggredita”. 

I dati sono stati presentati a Roma, nell’ambito di “Educazione civica 4.0: vivere bene con gli altri anche in Rete”, organizzato da Microsoft Italia e Fondazione Mondo Digitale, De Agostini Scuola e Polizia Postale e delle Comunicazioni, con il patrocinio dell’Assessorato Roma semplice, in occasione della 14esima edizione del Safer Internet Day. Hanno partecipato circa 250 studenti e docenti di varie scuole italiane. Spesso, “il dialogo disinnesca le situazioni prima che si arrivi alla denuncia”, spiega Ciardi. La mancanza di consapevolezza infatti, non è prerogativa di chi subisce minacce e attacchi online, ma anche degli autori: “Non sempre hanno chiaro il concetto chiaro e stanno ciò che stanno facendo. Dal punto di vista etico, ma anche penalistico: quando gli dici che stanno commettendo un reato, rimangono a bocca a aperta”.  

In Giappone c’è un lago incantato che cambia colore in base alla stagione

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Di Nomeni Penna

Un lago magico, le cui acque cambiano colore in base alla stagione e al momento della giornata. Siamo in Giappone, sull’isola di Hokkaido, sulla riva sinistra del fiume Bieigawa, e questo specchio d’acqua incantato si chiama Blue Pond. 

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Le sue sfumature blu abbagliano e gli alberi che si ergono dal suo interno completano questo paesaggio zen. Soprattutto quando la neve regala un tocco di magia in più. Un lago così bello e affascinante da essere stato scelto anche come screensaver dei sistemi operativi di casa Apple. 
La superficie del Blue Pond è di un abbagliante turchese che sfuma in tutte le tonalità dell’azzurro e del verde, sino a diventare color smeraldo in primavera. Un luogo sino al 2010 interdetto alle visite, che affascina ogni anno migliaia di visitatori. E in cui molti tornano proprio perché non è mai uguale pur non cambiando mai.  
E’ bene chiarire che non si tratta di un lago naturale, ma non per questo il fenomeno del suo colore cangiante è comandato dall’uomo. Blue Pond è stato creato nel 1988 su iniziativa delle autorità giapponesi a seguito dell’eruzione del vulcano Tokachidake, come diga di protezione della zona a Sud della città di Biei. 
La dimostrazione dell’artificialità è data anche dalla forma triangolare. Ma una spiegazione sulla sua magica colorazione ancora non è stata data. Al momento la tesi più plausibile è la presenza di una grande quantità di idrossido di alluminio che ha creato una patina idrofoba in grado di riflettere la luce solare, creando un fenomeno unico nel suo genere. Altri complici sarebbero lo zolfo e il carbone disciolti nelle acque che rendono il fondale bianco, facendo spiccare ancor di più l’azzurro dell’acqua. 

In Giappone c’è un lago incantato che cambia colore in base alla stagione

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Di Nomeni Penna

Un lago magico, le cui acque cambiano colore in base alla stagione e al momento della giornata. Siamo in Giappone, sull’isola di Hokkaido, sulla riva sinistra del fiume Bieigawa, e questo specchio d’acqua incantato si chiama Blue Pond. 

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Le sue sfumature blu abbagliano e gli alberi che si ergono dal suo interno completano questo paesaggio zen. Soprattutto quando la neve regala un tocco di magia in più. Un lago così bello e affascinante da essere stato scelto anche come screensaver dei sistemi operativi di casa Apple. 
La superficie del Blue Pond è di un abbagliante turchese che sfuma in tutte le tonalità dell’azzurro e del verde, sino a diventare color smeraldo in primavera. Un luogo sino al 2010 interdetto alle visite, che affascina ogni anno migliaia di visitatori. E in cui molti tornano proprio perché non è mai uguale pur non cambiando mai.  
E’ bene chiarire che non si tratta di un lago naturale, ma non per questo il fenomeno del suo colore cangiante è comandato dall’uomo. Blue Pond è stato creato nel 1988 su iniziativa delle autorità giapponesi a seguito dell’eruzione del vulcano Tokachidake, come diga di protezione della zona a Sud della città di Biei. 
La dimostrazione dell’artificialità è data anche dalla forma triangolare. Ma una spiegazione sulla sua magica colorazione ancora non è stata data. Al momento la tesi più plausibile è la presenza di una grande quantità di idrossido di alluminio che ha creato una patina idrofoba in grado di riflettere la luce solare, creando un fenomeno unico nel suo genere. Altri complici sarebbero lo zolfo e il carbone disciolti nelle acque che rendono il fondale bianco, facendo spiccare ancor di più l’azzurro dell’acqua. 

Sorpreso a inneggiare all’Isis, accetta un aiuto per abbandonare l’estremismo islamico

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I suoi commenti sui social network e i filmati trovati all’interno del suo Pc erano preoccupanti. Tanto da configurare «sintomatologie di elevata pericolosità sociale». Con queste motivazioni a un operaio di 38 anni, sposato e residente nel Barese, è stata applicata la sorveglianza speciale. 
Secondo i magistrati, che indagavano su di lui dal 2015, l’operaio ha dimostrato disprezzo per le vittime degli attentati terroristici e, inneggiando all’Isis, ha postato un video sulla minaccia di azioni jihadiste in Italia. 
Il 38enne ha accettato di intraprendere un percorso guidato alla sua de radicalizzazione attraverso il coinvolgimento di un’idonea guida religiosa da individuare con l’ausilio di referenti qualificati dell’associazionismo islamico. 

USA, Jeff Sessions è il nuovo segretario alla Giustizia

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Il conservatore Jeff Sessions è il nuovo segretario alla Giustizia Usa

Il conservatore Jeff Sessions è il nuovo segretario alla Giustizia Usa



Jeff Sessions è ufficialmente il nuovo segretario americano alla Giustizia. La conferma della nomina voluta dal presidente Donald Trump è arrivata nella notte dal Senato dopo giorni di dibattiti accesi, nei quali la senatrice Elizabeth Warren è stata messa persino a tacere dai colleghi dell’opposizione: i democratici come lei hanno sollevato dubbi sulle posizioni razziali e sull’impegno di Sessions, un senatore repubblicano dell’Alabama, ad essere indipendente dall’inquilino della Casa Bianca.
La sua ascesa – con 52 voti a favore e 47 contrari – avviene mentre il ministero di cui diventa responsabile è impegnato a difendere l’ordine esecutivo con cui Trump ha imposto lo stop temporaneo agli ingressi in Usa di rifugiati e cittadini di sette nazioni a maggioranza musulmana. Per questo le sue prime parole dovrebbero essere pensate per calmare le acque, specialmente dopo gli attacchi di Trump alla magistratura che sono stati criticati persino da Neil Gorsuch, il conservatore scelto dal presidente stesso per entrare nella Corte Suprema (manca ancora il via libera del Senato alla nomina).
Diventando l’84esimo segretario alla Giustizia, Sessions porta con sé un approccio conservatore in linea con il motto “law and order” (rispetto della legge e ordine) tanto sbandierato da Trump. Il timore dei difensori di diritti civili è che farà venire meno i passi avanti fatti dall’amministrazione Obama per obbligare funzionari pubblici e agenti di polizia (famosi per le loro discriminazioni a scapito di afroamericani) a rispondere del loro operato. Il timore è che su temi come aborto, immigrazione e diritti civili, Sessions spinga per “politiche estreme” che spesso colpiscono le minoranze. Spa/Vgp/Int9

USA, Jeff Sessions è il nuovo segretario alla Giustizia

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Il conservatore Jeff Sessions è il nuovo segretario alla Giustizia Usa

Il conservatore Jeff Sessions è il nuovo segretario alla Giustizia Usa



Jeff Sessions è ufficialmente il nuovo segretario americano alla Giustizia. La conferma della nomina voluta dal presidente Donald Trump è arrivata nella notte dal Senato dopo giorni di dibattiti accesi, nei quali la senatrice Elizabeth Warren è stata messa persino a tacere dai colleghi dell’opposizione: i democratici come lei hanno sollevato dubbi sulle posizioni razziali e sull’impegno di Sessions, un senatore repubblicano dell’Alabama, ad essere indipendente dall’inquilino della Casa Bianca.
La sua ascesa – con 52 voti a favore e 47 contrari – avviene mentre il ministero di cui diventa responsabile è impegnato a difendere l’ordine esecutivo con cui Trump ha imposto lo stop temporaneo agli ingressi in Usa di rifugiati e cittadini di sette nazioni a maggioranza musulmana. Per questo le sue prime parole dovrebbero essere pensate per calmare le acque, specialmente dopo gli attacchi di Trump alla magistratura che sono stati criticati persino da Neil Gorsuch, il conservatore scelto dal presidente stesso per entrare nella Corte Suprema (manca ancora il via libera del Senato alla nomina).
Diventando l’84esimo segretario alla Giustizia, Sessions porta con sé un approccio conservatore in linea con il motto “law and order” (rispetto della legge e ordine) tanto sbandierato da Trump. Il timore dei difensori di diritti civili è che farà venire meno i passi avanti fatti dall’amministrazione Obama per obbligare funzionari pubblici e agenti di polizia (famosi per le loro discriminazioni a scapito di afroamericani) a rispondere del loro operato. Il timore è che su temi come aborto, immigrazione e diritti civili, Sessions spinga per “politiche estreme” che spesso colpiscono le minoranze. Spa/Vgp/Int9

GIORNO RICORDO DELLE FOIBE: RICORDARE IL DRAMMA DI QUEGLI ANNI, SENZA STRUMENTALIZZAZIONI

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Di Salvatore Santoru

Oggi 10 febbraio ricorre l’anniversario delle foibe.
C’è da segnalare che questa giornata spesso e volentieri è contrassegnata da contrasti tra destre e sinistre e reciproche accuse di ‘revisionismo storico‘.
Vi sono indubbiamente molte teorie storiche interessanti sul tema ma anche diverse strumentalizzazioni politiche e ideologiche.
In linea di massima direi che bisogna ricordare i tantissimi innocenti italiani che persero la vita a causa delle repressioni jugoslave senza dimenticare il contesto storico, che vide anche moltissimi innocenti jugoslavi vittime delle repressioni italiane e tedesche negli anni precedenti.
Difatti, la questione delle foibe è da inserirsi nella tragica situazione che viveva la Jugoslavia in quegli anni,Jugoslavia occupata dai nazifascisti e sempre più divisa anche tra i partigiani, dove prevalevano quelli che volevano imporre violentemente un regime ispirato alle esperienze del ‘socialismo reale‘ e di stampo para-totalitario.
Purtroppo vi furono una marea di innocenti che morirono per via di quelle guerre e l’auspicio è che si ricordino i tanti innocenti italiani morti nelle foibe tenendo conto anche del contesto e non dimenticando gli innocenti morti jugoslavi e così via, senza strumentalizzazioni politiche ed ideologiche.

GIORNO RICORDO DELLE FOIBE: RICORDARE IL DRAMMA DI QUEGLI ANNI, SENZA STRUMENTALIZZAZIONI

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Di Salvatore Santoru

Oggi 10 febbraio ricorre l’anniversario delle foibe.
C’è da segnalare che questa giornata spesso e volentieri è contrassegnata da contrasti tra destre e sinistre e reciproche accuse di ‘revisionismo storico‘.
Vi sono indubbiamente molte teorie storiche interessanti sul tema ma anche diverse strumentalizzazioni politiche e ideologiche.
In linea di massima direi che bisogna ricordare i tantissimi innocenti italiani che persero la vita a causa delle repressioni jugoslave senza dimenticare il contesto storico, che vide anche moltissimi innocenti jugoslavi vittime delle repressioni italiane e tedesche negli anni precedenti.
Difatti, la questione delle foibe è da inserirsi nella tragica situazione che viveva la Jugoslavia in quegli anni,Jugoslavia occupata dai nazifascisti e sempre più divisa anche tra i partigiani, dove prevalevano quelli che volevano imporre violentemente un regime ispirato alle esperienze del ‘socialismo reale‘ e di stampo para-totalitario.
Purtroppo vi furono una marea di innocenti che morirono per via di quelle guerre e l’auspicio è che si ricordino i tanti innocenti italiani morti nelle foibe tenendo conto anche del contesto e non dimenticando gli innocenti morti jugoslavi e così via, senza strumentalizzazioni politiche ed ideologiche.