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Nuova strage di Boko Haram, non si ferma la violenza in Nigeria

Di Marta Ambrosi
Ancora violenze in Nigeria: sembra che nel villaggio di Njaba, situato a nordest, alcuni uomini sospettati di essere membri di Boko Haram abbiano ucciso 68 uomini e 20 bambini perché hanno rifiutato di unirsi al gruppo islamista. A riferirlo è il quotidiano Vanguard, e anche se non c’è nessuna conferma ufficiale dell’attacco, una fonte della sicurezza ha affermato che le testimonianze citate dal giornale sono credibili. Il massacro è avvenuto martedì scorso, ma la notizia si è diffusa più tardi perché l’area colpita si trova in una regione difficile da raggiungere.
Gli assalitori, dopo essere penetrati nel villaggio, hanno separato le donne dagli uomini, infierendo su questi ultimi, sgozzando e trucidando, e hanno poi bruciato le case. Dopo Njaba la caccia all’uomo è proseguita in altri centri. Anche in questo caso i miliziani hanno scelto come proprie vittime gli uomini e i ragazzi, in particolare tra i componenti della comunità Shuwa-Arab, che vive tra la Nigeria e il Ciad, risparmiando invece la tribù dei Kanuris, della quale fanno parte molti jihadisti. La carneficina, ha riferito un testimone, Mohammed Seit, è stata la vendetta dei miliziani dopo l’adesione del Ciad al contingente internazionale panafricano.
Le esecuzioni nel Paese sono continue, a riguardo ha parlato anche la presidente della Liberia, Ellen Johnson, unico capo di Stato donna in Africa, che lancia una denuncia anche sulla condizione femminile, che non versa in condizioni migliori anche se questa volta sono state risparmiate le donne. Ha definito “inumano” l’uso di giovani donne kamikaze da parte di Boko Haram. In un’intervista a France24, Sirleaf ha poi ricordato le circa duecento studentesse rapite dai jihadisti affermando: “Noi non le abbiamo dimenticate”. È passata poi a elogiare la forza panafricana anti-jihadista e ha chiesto di attivarsi rapidamente per rispondere ai terroristi.

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