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Non serve riformare questa scuola:serve un’altra scuola

Di Salvatore Santoru

“Ciò che conta è la disciplina, non scoprire le cose per conto tuo o capire che cosa ti interessa. Devi solo avere i requisiti del bravo operaio.
La scuola è questo: premiare la disciplina e l’obbedienza e punire il pensiero indipendente.”Omologazione,controllo sociale tramite disciplina e obbedienza,repressione del pensiero indipendente e dello spirito critico,accettazione acritica  delle regole imposte dal Sistema,ecco questo è ciò a cui serve  la scuola.”

“Credere,obbedire e combattere” tra se stessi:questo il compito<

br />assegnato dalla scuola “di regime”  ai giovani,in preparazione per il “consuma,produci
e crepa” del “mondo del lavoro”.

La scuola italiana peggiora di anno in anno,la controriforma Gelmini con la sua arrogante propaganda sulla meritocrazia,i tagli e gli adeguamenti allo standard (neo)liberista occidentale ha fatto avanzare il progetto di decadimento e degrado di un’istituzione sempre più in crisi,sempre meno dedita all’istruzione e alla cultura  e sempre più “meccanizzata”.Ma è veramente solo la controriforma Gelmini il problema dell’istituzione scolastica?

Il vero problema di questa scuola è la scuola stessa

Il film l’Onda(Die Welle)spiega  bene il processo del controllo sociale e mentale
tramite  il conformismo propagandato dalla scuola basata su un rigido
autoritarismo.

La controriforma Gelmini,a suo modo,è coerente con l’idea di fondo dell’istituzione scolastica,sia in essa in mano ai privati o allo Stato,cioè con i dogmi della competizione,dell’obbedienza,del culto dell’autorità e del conformismo.Questi quattro aspetti sono gli elementi cardine dell’ideologia (neo)liberista,e ancora prima,della società capitalista,a sua volta legittimata dalla logica autoritaria,della gerarchia e della legge del più forte.La scuola,organizzata rigidamente in modo gerarchico,coltiva questi aspetti e in questo modo esercita la funzione di  “controllo sociale” ,ma anche mentale,sulla popolazione giovane e costituisce l’introduzione nel “mondo del lavoro” come viene chiamata eufemisticamente la gabbia dentro la quale l’umanità è costretta a rimanere schiava sotto le leggi totalitarie della competizione sfrenata,dell’odio conseguenza di esso,dell’egoismo più becero,e della repressione della libertà.La scuola ,come ben si sa, da sempre è stata il centro di propaganda e di introiezione dei dogmi fondamentali delle dittature,siano esse dirette(i “totalitarismi” del Novecento ne sono un’esempio),siano esse indirette(le “democrazie” rappresentative di ieri e di oggi).La scuola è anche strettamente collegata al militarismo,tant’è che ancora  oggi si insegna la bontà dei mercenari(o soldati) impegnati nelle “missioni di pace”(e lì i mercenari non stanno portando aiuti ai bambini poveri come dicono ai bambini,così come i nazisti quando invasero la Polonia a loro dire per ragioni “umanitarie” non stavano portando aiuti alla popolazione povera polacca)e l’odio verso i “diversi”(se nella Germania nazionalsocialista i nemici da temere erano gli ebrei,così nella società attuale sono i musulmani e ormai sempre di più i poveri,gli emarginati e così via).Il vero problema di questa scuola non è certamente una Gelmini,un Fioroni,una Moratti o Berlinguer qualunque come pensano gli ultras dell’eterna lotta destra/sinistra,ma è la natura stessa di questa scuola.

Un’altra scuola:è possibile!

Mentre la globalizzazione dello sfruttamento e dell’imperialismo multinazionale cresce,paradossalmente sempre

La scuola di Summerhill,uno dei più importanti “esperimenti”di  pedagogia libertaria,conosciuta anche
come la “scuola della felicità.”

più tante persone stanno prendendo coscienza e l’importanza della solidarietà,della libertà individuale e collettiva,così come la voglia di una nuova e vera democrazia(democrazia diretta,autogoverno,governo del popolo e forme simili come il socialismo libertario o l’anarchismo)stanno tornando a essere tematiche importanti,non più solo per attivisti o singoli o gruppi o organizzazioni impegnati,ma anche per la collettività,in Italia questo anche grazie alle campagne referendarie per i beni comuni.Anche per la scuola,seppur in forma ancora embrionale,sta nascendo una nuova coscienza improntata  al cambiamento e alla rottura con metodi autoritari e repressivi.Cresce sempre maggiormente il fenomeno delle cosiddette scuole “alternative” nelle varie declinazioni(dalle montessori alle steineriane sino alle antiautoritarie libertarie),si riscoprono metodi ignorati,censurati e oscurati dal Potere repressivo e autoritario,esperienze di scuola libera e libertaria come Summerhill.C’è da augurarsi che le scuole considerate “alternative”e libertarie (interessante questo resoconto della visita  alla scuola di Kapriole in Germania) vengano conosciute sempre meglio e che siano da esempio per un’altra scuola,una scuola veramente libera e democratica,che abbandoni metodi obsoleti,reazionari e repressivi,e in generale autoritari(quindi anche quelli “pseudo” riformisti)che sia veramente un luogo di educazione e insegnamento al libero pensiero,e non un laboratorio di cavie pronte a sacrificare la loro libertà per entrare nella prigione senza mura del conformismo liberista.

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