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Musicoterapia contro Alzheimer e demenze

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Di Michela Matteoli
Musicoterapia ed esercizio fisico aiutano a migliorare le capacità cognitive e a contrastare l’insorgere delle patologie neurodegenerative, Alzheimer edemenze. Con risultati che possono essere definiti sorprendenti: con tre mattine di esercizi musicali e fisici a settimana, circa l’80% degli anziani hanno fatto registrare miglioramenti cognitivi significativi, e un altro 20% è rimasto stabile rispetto alle proprie condizioni di partenza.
A parlarne è Michela Matteoli, Direttore dell’Istituto italiano di Neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche e Direttore delProgramma di neuroscienze in Humanitas: «Lo studio che ha portato a questi risultati si chiama “Train the Brain” ed è un progetto sviluppato sulla base di un’idea di Lamberto Maffei dell’Istituto di Neuroscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IN-CNR), che ho l’onore di dirigere da qualche mese. I soggetti con problematiche neurodegenerative che hanno partecipato al progetto, reclutati con la cooperazione dei medici di medicina generale, hanno partecipato per sette mesi ad attività volte a stimolare i diversi domini cognitivi, ad attività di musicoterapia e di esercizio fisico. Le attività si sono svolte tre mattine a settimana».

La musicoterapia aiuta a prevenire a demenza

Dai risultati raccolti è emerso che «l’80% dei pazienti che hanno partecipato hanno mostrato un significativo miglioramento cognitivo; del restante 20% la stragrande maggioranza è rimasta stabile mentre i soggetti del gruppo di controllo hanno presentato, nello stesso arco di tempo, un peggioramento rilevante», spiega la studiosa. Non solo: l’aspetto importante è che i trattamenti praticati hanno fatto registrare nei pazienti che hanno partecipato allo studio anche «variazioni della funzionalità vascolare, tra cui un aumento dell’afflusso sanguigno nel cervello e una miglior risposta cerebrale a compiti impegnativi».
Musicoterapia, stimolazioni cognitive ed esercizio fisico aiutano dunque a prevenire le demenza, Ma anche l’alimentazione ha un ruolo di primaria importanza sul mantenimento delle funzionalità cerebrali: «Conosciamo da anni il “potere” di alcuni alimenti, quali le antocianine, contenute nella frutta rossa, nel proteggere le funzioni cardiovascolari e nel potenziare le capacità cognitive – conclude la studiosa –. Così come sappiamo che una cattiva alimentazione, l’obesità e le sindromi metaboliche sono associate a una maggiore incidenza di demenza di Alzheimer», conclude l’esperta.

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