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Mound Builders:il mistero dei tumuli americani costruiti prima delle piramidi egizie



Di Edgar Cayce

Gli archeologi datano la costruzione di un tumulo sacro nel Nord America quasi 500 anni prima della costruzione della Grande Piramide d’Egitto e quasi 3000 anni prima della piramide più antica dei maya a Tikal. Il raggruppamento più antico datato con il carbonio 14 di tumuli sacri in tutto l’emisfero occidentale è vecchio di 5400 anni, datando il luogo di scavi a 3400 a.C., il periodo arcaico medio (6000-3000 a.C.).<

br />       Questo luogo di scavi è chiamato Watson Brake, ubicato nella pianura soggetta a esondazioni periodiche del fiume Ouachita vicino a Monroe in Louisiana. L’area copre 22 acri e ha 11 tumuli, alti fino a 8 metri. Un crinale alto alcuni metri circonda la zona, formando un ovale di quasi 300 m in diagonale (vedi in alto la foto satellitare: il fiume si trova sul lato desto dell’ovale.).
       Durante il periodo arcaico medio nel Sudest americano, la gente si raccolse in campi base sedentari regionali e cominciò a costruire strutture abitative permanenti, depositi sotterranei e luoghi di sepoltura (benché i tumuli in questo luogo di scavi non fossero usati per la sepoltura). I loro “interramenti” rivelarono che i costruttori di tumuli mangiavano grandi quantità di pesce, mitili, lumache acquatiche e alcune tartarughe. Questa è la prima comparsa di raccolte di molluschi lungo le valli fluviali e i litorali. Le prove sul luogo indicarono inoltre che la gente arrivava in primavera e partiva in autunno – forse tornando in Florida o nello Yucatan per l’inverno. Le ossa umane indicano che questi primi costruttori di tumuli avevano un’altezza di circa 1,60 m, tipica per i mesoamericani.
       Si svilupparono reti commerciali create per risorse specializzate, via via che la gente si insediava in questi campi base. Quando la popolazione preistorica aumentò fortemente durante questo periodo, gli scambi cominciarono per mezzo di barche sui fiumi, lungo le coste e con attraversate del Golfo.
       La lettura 294-147 sullo stesso Edgar Cayce racconta del “popolare la terra dopo” il grande Diluvio leggendario, com’è documentato nella Genesi. Le letture (364-6) datano il diluvio biblico e Noè all’epoca della “seconda delle eruzioni” ad Atlantide nel 22.006 a.C. Dopo questa purificazione la terra fu poco popolata. Circa 10.000 anni più tardi, le anime si reincarnarono e si misero “in viaggio verso l’alto attraverso l’egoismo” finché non avessero raggiunto un’illuminazione rinnovata nell’imminente Era della Acquario (1602-3).
       Secondo Cayce, i costruttori di tumuli si stavano allontanando dall’influenza di attività egoistiche, distruttive. Venivano da direzioni diverse – dai continenti di Mu (Oceano Pacifico) e Atlantide (Oceano Atlantide) che stavano lentamente scomparendo, dal Messico centrale e da altre, attraversando in barca il Golfo dalla penisola dello Yucatan agli USA sudorientali.
       In una lettura sulle vite passate per un costruttore di tumuli di una volta, Cayce rivelò la sacralità di questi popoli e della loro missione, parafrasata qui:
       L’entità fu nel periodo dei costruttori di tumuli quando ci fu la preparazione dei piani per un’interpretazione nuova della coscienza. L’entità fu una sacerdotessa di nome Pfstxie e svegliò i poteri latenti della sua mente riguardo alla coscienza spirituale, universale. Condusse la gente nella venerazione, compresi elementi di venerazione del sole. I tumuli che costruirono erano copie di esperienze fatte dalla gente ad Atlantide, che continuarono durante il loro soggiorno nello Yucatan, da dove infine viaggiarono verso gli Stati Uniti. Lasciarono lo Yucatan a causa di dissensi fra i veneratori nel tempio di Ichkabal (un’area maya fra il moderno Cancùn ed il Belize). Molti del gruppo più grande ripresero le vecchie indulgenze egoistiche e benché il suo gruppo di migrazione fosse piccolo, le loro attività portarono lo sviluppo spirituale maggiore – amore fraterno, altruismo, la coscienza della presenza della coscienza spirituale universale (3004-1).
       Ella condusse quelli che la seguirono nel nuovo mondo per cominciare una nuova vita, evitando le influenze negative dello Yucatan.
       Ora è qui che la storia di Cayce sui costruttori di tumuli incontra un intoppo: secondo la lettura 5750-1 “quei popoli che erano delle tribù perdute” di Israele entrarono nella porta meridionale degli Stati Uniti intorno al 3000 a.C. Inoltre, secondo Greg Little, nel suo libro I Costruttori di Tumuli (capitolo cinque), la disposizione a Watson Brake riflette un classico accampamento israelita. Il problema è che queste date sembrano in contrasto perché le tribù di Israele non furono costituite prima del 1700 circa a.C.
       La risposta a questo rompicapo si può trovare nel concetto di Cayce e degli indù dei cicli. Secondo queste fonti, la vita procede per cicli ricorrenti che fanno tornare ripetutamente le stesse anime e le stesse situazioni, come la ruota del karma nel buddismo. Tenendo presente questo, le tribù perdute di Israele (Ezech. 37, 16-17), che storicamente vennero sparpagliate nel 722 a.C., avrebbero potuto viaggiare insieme circa 2300 anni prima. Dato che erano le stesse anime che sarebbero tornate come le tribù perdute, Cayce le chiamava con il nome del loro gruppo di anime, anche se non avevano ancora raggiunto la dispersione a cui erano destinati o ricevuto il loro nome ora famoso.
       Un avvertimento sull’idea che Watson Brake del 3400 sia connesso agli israeliti preistorici si trova in questa stessa lettura in cui Cayce connesse le tribù perdute con i “popoli di Mu”, spiegando che le tribù perdute infondevano “le loro attività nei popoli di Mu nella parte più meridionale di ciò che viene chiamato America o Stati Uniti e poi si spostarono verso le attività in Messico, nello Yucatan, accentrandosi intorno ai luoghi in cui si trova ora il centro del Messico o Città del Messico.”
       Visto che i popoli di Mu erano dall’Oceano Pacifico, Cayce avrebbe potuto localizzare le tribù perdute nella parte sudoccidentale degli Stati Uniti invece che in quella sudorientale e a Watson Brake. Tuttavia, egli disse anche che esse “passarono alle attività in Messico, nello Yucatan.” La penisola dello Yucatan è sul lato orientale del Nord America, sporgendo nel Golfo del Messico e nel Mar dei Caraibi. Ci sono le prove del fatto che i popoli di Mu siano migrati sulla costaorientale del Messico nell’area di La Venta a Villahermosa, una regione olmeca. Questa era gente dell’Oceano Pacifico che lasciò Mu per raggiungere terre più sicure. In tal caso le tribù perdute sbarcarono forse nel sudest degli Stati Uniti, probabilmente a Watson Brake e poi si spostarono nello Yucatan e alla fine verso le aree della moderna Città del Messico, come Cayce descrisse.
       Cayce indicò che un atlantideo di nome Iltar lasciò Atlantide per raggiungere terre più sicure (sia Mu sia Atlantide stavano subendo cambiamenti terrestri più rilevanti, sprofondando infine nel mare e le cime dei loro monti diventarono le isole di oggi). Iltar navigò verso la penisola dello Yucatan prima dello sprofondamento finale di Atlantide che Cayce datò a 10.014 a.C. Questo significa che Iltar lasciò Atlantide molto prima del periodo arcaico medio e l’arrivo delle tribù perdute.
       Tuttavia in questa lettura che abbiamo usato (5750-1) Cayce proseguì col dichiarare: “Quelli nello Yucatan, quelli nei paesi adiacenti iniziati da Iltar, gradualmente persero nelle loro attività ed arrivarono ad essere quel popolo chiamato, in altre parti dell’America, i costruttori di tumuli.” I “paesi adiacenti” allo Yucatan sono il Messico meridionale, che è il paese dei pre-olmechi e degli olmechi, che lasciarono immagini di pietra di facce asiatiche, samoane e perfino africane (per indicare che la gente antica viaggiò nel mondo). Questa è anche l’area dei pre-zapotechi e degli zapotechi, che svilupparono forme altamente avanzate di comunicazione e di capacità tecnologiche per quel tempo e sostenevano che un visitatore dallo spazio cosmico avesse conferito loro queste tecnologie. Adiacente allo Yucatan c’è anche il Guatemala, il paese dei quiche e maya itza. Strano a dirsi, la capitale della regione dei maya itza era Noh Petén, che significava “città insulare”, e questa città richiama alla mente la descrizione di Platone della città centrale di Atlantide – questo può essere dove l’atlantideo Iltar alla fine stabilì il suo centro, dopo aver tentato di farlo nello Yucatan.
       Da tutte queste aree i costruttori di tumuli potevano raggiungere con le barche Watson Brake. Al suo arrivo Colombo descrisse come gli indigeni dello Yucatan usavano grandi barche per il rifornimento per trasportare merci e persone nella regione. Ricordiamo che nel 1947 Thor Heyerdahl guidò la piccola zattera di balsa Kon-Tiki per 3728 miglia sull’Oceano Pacifico dal Perù alla Polinesia; e nel 1970 attraversò l’Atlantico nell’imbarcazione di papiro Ra II dall’Africa al Mar dei Caraibi usando correnti e venti naturali per la propulsione. I popoli antichi – secondo Cayce – facevano lo stesso.


Ancient Mysteries, primavera 2010

FONTE:http://www.edgarcayce.it/media/primapir.htm

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