Crea sito
crisi economica Economia germania Italia Mario Monti Merkel politica

MONTI MERKEL: OPERAZIONE PROPAGANDISTICA

Guardate la foto pubblicata sulle prime pagine dei giornali di stato. Una gita romantica, fra due amici, rilassati dove Monti gran macho economico rinuncia addirittura a chiedere soldi.
Si trata di una chiara operazione mediatica costruita per diffondere sicurezza a quel pubblico idotizzato che consuma e crede alle notizie dei mezzi di comunicazione di massa italiani.
La verità:
-Monti si è trovato con la Merkel per dirgli che non sa che cosa fare in autunno che non può aumentare le tasse e che non potrà dare pensioni e tredicesime a breve e che le aziende stanno scappando via e chiudono. Lo stato italiano è sull’orlo della guerra civile.
-Monti ha provato a vedere se la Germania è disposta a “prestare soldi” ed ha avuto una risposta negativa e chiara, allora ha ben pensato di far pubblicare sui giornali italiani che lui ha rifiutato “aiuti”.
-Monti ha chiesto questo incontro perchè lo stato italiano non è più solvente, ed è solo attraverso la banca europea che i bot italiani vengono acquistati, ma quanto può durare?
-Le banche italiane sono alla bancarotta, Monti lo sa e fa di tutto per non diffondere il contagio, il messaggio è: “state tranquilli niente panico”.
Ecco come la propaganda di regime trasforma un momento tragico in un incontro rassicurante.
Facciamoci solo una domanda: ma perchè tutti questi capi di stato e ministri continuano a fare meetings?
Perchè nessun politico si è dato delle scadenze a queste cosidetet riforme o manovre? Perchè nessuno ha un piano temporale con delle tappe e proiezioni?
Persino la ditta più sfigata fa previsioni e programmi e li illustra ai suoi azionisti.
Che cazzo fa Monti, questo pagliaccio criminale della Bocconi?

Related posts

La guerra tra Russia e Ucraina ha un costo, anche per l’Europa. Oltre 16 miliardi spariti in un anno

informazione-consapevole

L’Unione Europea? Una strana sintesi di neoliberismo e socialismo reale

informazione-consapevole

L’illecito