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Mont’e Prama: scoperta una statua gemella del gigante ritrovato giovedì


Una nuova scultura, la trentunesima, torna alla luca dal sito archeologico di Mont’e Prama, a Cabras. Lo ha reso noto ieri l’archeologo e docente dell’Università di Sassari Raimondo Zucca durante un convegno ad Alghero, dove è stato presentato il volume “Giganti di Pietra”.
La scultura, secondo quanto riferito dal’archeologo, riporta una serie di elementi riconducibili a quella ritrovata giovedì. Una statua gemella, dunque.

Le straordinarie notizie, capaci di sucitare facili entusiasmi, dovranno, però, essere integrate da altri rilievi e sucessive analisi.Intanto prosegue anche il lavoro d’indagine scientifica sui resti umani rinvenuti nel sito di Cabras da parte del bioarcheologo Salvatore Rubino e della sua équipe dell’università di Sassari. Gli scienziati hanno rilevato particolari di assoluto interesse. Sembrerebbe, infatti, da quanto ha dichiarato professor Zucca, che uno dei defunti esaminati dall’équipe del professor Rubino abbia subito una scarnificazione. Le ossa risultano ricomposte in modo parziale e dai resti mancherebbe addirittura una mano. Altro elemento interessante è la sola presenza di sepolture di individui di sesso maschile, in età postpuberale.

L’unica cosa certa è che il sito di Mont’e Prama sta regalando grandi sorprese e, come sostiene Raimondo Zucca, cela ancora numerosi segreti.
L’attesa per saperne di più è tanta, cosi come l’interesse della gente, dimostrato anche dalla folla che ieri, al dipartimento di Architettura di Alghero, per la presentazione del libro, ha accolto il professor Zucca.

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