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Mered Medhanie, il boss degli scafisti:”ne faccio salire sempre troppi sui barconi”

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Di Salvatore Santoru

Secondo quanto emerso dalle recenti indagini della squadra mobile di Palermo, il 34enne eritreo Mered Medhanie, noto anche come il “generale”, sarebbe uno dei “boss” delle tratte di esseri umani dirette verso l’Italia. 

 Per Mered, che grazie al suo “lavoro” vive nel lusso a Tripoli, i migranti, siano essi suoi connazionali che provenienti da altri paesi, sono solo “numeri” e fonte di facile e illecito guadagno, e se qualcosa va storto nei viaggi tanto meglio, visto che saranno i paesi europei a pagarne le conseguenze.
Inoltre, secondo le intercettazioni degli investigatori della sezione Criminalità organizzata della Mobile che lo hanno ascoltato mentre discuteva con i suoi complici per aprire un conto a Dubai,  Medhanie ha rivelato di aver fatto partire all’incirca 8.000 persone, e che ha dovuto pagare per far uscire dal carcere tanti migranti arrivati in Libia.
Medhanie ha anche precisato che i migranti da lui aiutati, dovranno poi restituirgli i soldi delle mazzette prima di salire sui barconi diretti a Lampedusa.
In Libia, Mered Medhanie risulta essere uno dei più importanti capi della tratta e del business dell’immigrazione clandestina insieme all’etiope Ermias Ghermay, un altro latitante che vive a Tripoli nonostante su di lui pesi l’accusa di aver organizzato il viaggio di Lampedusa dell’ottobre 2013 che finì in tragedia con la morte di 366 migranti.

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