Crea sito
ISIS Senza categoria terrorismo islamico

Matematica e kalashnikov, la scuola dell’Isis

Di Franco Iacch
L’indottrinamento continua ad essere uno dei pilastri portanti dello Stato islamico in Siria ed Iraq. Immagini diverse dal solito, considerando la natura brutale del movimento, ma che rientrano sempre in quella sorta di propaganda interna. L’Isis si considera una forma di governo strutturato dal diritto, uno Stato religioso in linea con la giurisprudenza islamica che risponde all’autorità morale. Alcuni frangenti sono i medesimi di qualsiasi scuola elementare del pianeta: bambini che corrono felici, zaini colorati, sorrisi. Quelle immagini sono poi subito distorte dall’onnipresente bandiera nera dello Stato islamico. Mai come in questo periodo, i canali social dei terroristi continuano a pubblicare video e foto dal mondo scolastico del califfato. L’obiettivo è evidente: dimostrare di essere uno Stato legittimo e pienamente efficiente ed essere riuscito dove al-Qaeda ed i Fratelli musulmani hanno fallito e, cioè, nella creazione di un “regno”, che possa durare nel tempo.
I bambini studiano la matematica, ma invece della frutta, ai piccoli studenti si chiede “quanti fucili avremo se a tre Kalashnikov ne aggiungiamo altri due?”. Tutti i testi scolastici sono stati riscritti in base alle direttive dello Stato islamico (che avrebbe imposto per tre volte la revisione). Al posto dei fiori e delle frutta, nei libri si trovano armi e carri armati. E’ un sistema di indottrinamento efficace, con giovani studenti che conoscono il mondo sotto la distorta lente della jihad. I bambini, indottrinati fin dalla tenera età, diverranno i futuri seguaci del califfato. In questo modo il rischio di una qualsiasi forma di dissenso futura diventa molto bassa, così come si concretizza l’estremo sacrificio per proteggere lo status quo. I giovani dicevamo. Sempre più frequenti, a Raqqa, “Le feste dei bambini”: chi risponde correttamente, nei piccoli stand adibiti nelle piazze, riceve una pistola giocattolo. Manifestazioni “ludiche” che hanno un preciso scopo: esponendo regolarmente la violenza, questa si normalizza nella mente dei bambini. Questi ultimi, cresceranno con il convincimento che la brutalità rappresenta il corretto modo di vivere. Psicologicamente, tale indottrinamento si avvicina alla Hitler-Jugend nazista, sebbene quest’ultima era molto più incisiva sotto il profilo dell’addestramento militare. Ma allo Stato islamico non interessa un esercito strutturato, ma dei fondamentalisti pronti a farsi esplodere senza obiezioni. La normalità dello Stato islamico si contraddistingue per le esecuzioni pubbliche o la detenzione in alcune gabbie sparse per le città come punizione per aver infranto le regole. Negli ultimi mesi il califfato ha istituito anche dei “media point”, da dove trasmettere i video di propaganda o i “successi” sul campo di battaglia.
Ma a stare a cuore allo Stato islamico è sempre la futura generazione di terroristi, vere e proprie bombe ad orologeria. Per ogni bambino inviato nei campi militari, i genitori ricevono un sussidio di 150 dollari al mese. Per entrare a fare parte del “Programma per Cuccioli”, un bambino deve aver compiuto otto anni. Utilizzando armi giocattolo, fumetti e cartoni animati opportunamente realizzati per instillare l’odio, i bambini sono indottrinati ed istruiti a combattere l’Occidente. I “docenti”, poi, sono il meglio di quanto possa offrire l’Isis. Basti pensare che in una cerimonia di consegna dei diplomi che si è svolta il 15 marzo dello scorso anno, ospite d’onore è stato Abu Waheeb, che ha ottenuto i gradi di “rettore” dopo aver trucidato camionisti sciiti in Iraq nel 2013.
Il nuovo modello scolastico dello Stato islamico
La formazione di un bambino deve iniziare a quattro anni, quando dovrà imparare a leggere e scrivere. A 5 anni, il bambino inizierà ad apprendere gli alfabeti del monoteismo, quindi a studiare la lingua araba così da essere in grado di comprendere Corano. Studio che continuerà fino ai quindi anni con l’apprendimento della legge islamica. A sedici anni, il giovane studente inizierà a maneggiare le armi. Un comitato di valutazione dello Stato islamico, lo indirizzerà infine in un campo d’addestramento dove affinerà le sue capacità emerse durante il suo primo “corso di studi”.
“Problema: il califfato ha 283.000 leoni ed i crociati 277.000 soldati. Per quanti eroi li superiamo in battaglia?”
Tra le materie studiate, particolare attenzione all’insegnamento di chimica, fisica, matematica ed inglese. Il motivo è semplice. La chimica e la fisica serviranno per realizzare esplosivi. L’inglese per conoscere la lingua del nemico. La geografia, infine, si limita a suddividere il mondo tra i territori dell’Islam (raffigurati come la luce) e quelli degli infedeli (di colore scuro).
Lo Stato islamico potrebbe lasciare al mondo il suo testamento, formato da una generazione di bambini cresciuti con una distorta ideologia di normalità e pronti a tutto a protezione o nel ricordo del nero status quo.

Related posts

L’insegnamento? In Europa è roba da donne: ben il 70% lo è

L’industrializzazione delle carceri

informazione-consapevole

Perché il Direttore della CIA Ha Dato Improvvisamente le Dimissioni… E Perché l’Ambasciatore USA in Libia E’ Stato Assassinato?

informazione-consapevole