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Manuel Gutierrez 14 anni morto ammazzato in Cile tra proteste arresti e scontri io in Italia non ne sapevo niente

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Io non ne sapevo niente delle Manifeste Azioni in Cile, ma poi oggi 26 agosto ora di cena, leggo una notizia delle agenzie di stampa: “Manuel Gutierrez, è morto nella seconda notte di scontri tra manifestanti e forze dell’ordine a Santiago in Cile. E’ stato colpito al petto da una pallottola sparata da un’auto della polizia. Questa la denuncia partita dalla famiglia del ragazzino, mentre il viceministro dell’Interno,Rodrigo Ubilla, ha espresso l’auspicio “che si chiariscano in modo rapido le circostanze della morte del giovane”. Inoltre sono state arrestate 1.394 persone. E feriti 153 agenti delle forze dell’ordine e 53 civili.”
Sul Corriere della Sera si apprende tra le righe che erano in 600.000 in piazza! “Il ragazzo, Manuel Gutierrez 14 anni, è stato colpito da un proiettile vicino a un posto di blocco. Inoltre sono state arrestate 1.394 persone. E feriti 153 agenti delle forze dell’ordine e 53 civili. Il sottosegretario dell’Interno Rodrigo Ubilla ha chiesto che venga fatta chiarezza, in tempi rapidi, su quanto accaduto. È quanto riporta stamani il quotidiano cileno on-line «El Mercurio».  Per due giorni gli studenti hanno bloccato il Paese, con l’aiuto dei lavoratori, contro il governo Sebastian Pinera. E chiedono l’abbassamento delle tasse per l’accesso all’istruzione pubblica si erano uniti migliaia di lavoratori, che rivendicano, tra l’altro, un’equa distribuzione dei profitti della vendita del rame, del quale il Cile è uno dei più grandi produttori al mondo. Da mesi protestano e fanno sentire la loro voce. A guidarli Camila Vallejo, il presidente della Fech, federazione degli studenti universitari. La ragazza è oramai nota in tutto il mondo per aver riportato in piazza i cileni. E per la sua avvenenza. Ma intanto il presidente Pinera cerca una via d’uscita. E si appella al dialogo, a «riunirsi attorno ad un tavolo, in un clima di pace e non di guerra, con buona volontà e non con intransigenza». Parole che sono ritenute un po’ in ritardo dopo le violenze che hanno stretto il Paese. E soprattutto dopo una manifestazione di piazza alla quale hanno partecipato 600mila manifestanti, in una delle mobilitazioni più imponenti che si siano viste negli ultimi 20 anni. ”
Ho trovato un video del 25 agosto in cui si spiega con un titolo molto chiaro cosa accade: Cile sciopero generale con scontri studenti-polizia, in cui si commenta:  “Gli studenti guidano lo sciopero generale di 48 ore indetto in Cile. Ma dietro agli studenti che esigono la riforma di un sistema educativo che penalizza l’istruzione pubblica ci sono ampi settori della società, comprese le classi medie che chiedono una migliore redistribuzione dei frutti della crescita economica.Il governo di destra guidato da Sebastian Pinera ha risposto alla protesta schierando lungo le arterie di Santiago e delle altre grandi città la polizia. Ci sono stati arresti e feriti…”
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Andando a ritroso, era il 4 agosto: Grave represión contra estudiantes en Chile e tra le pieghe delle notizie anche questo ” Ieri in Cile migliaia di persone hanno manifestato contro il governo del presidenteSebastián Piñera, salito al potere il 17 gennaio 2010 con una coalizione di centro destra. Le manifestazioni sono state organizzate in tutto il paese dagli studenti che da maggio protestano per ottenere un’istruzione pubblica migliore e alla portata di tutti. Il presidente Piñera, che secondo un sondaggio è il leader meno amato dai tempi della dittatura di Augusto Pinochet, è accusato di aver privilegiato le scuole private.
La protesta di ieri non è stata tra le più partecipate – a giugno ci sono state manifestazioni con 80 mila persone – ma di sicuro la più violenta. Gli studenti hanno bloccato le strade a Santiago e incendiato le barricate costruite con mezzi di fortuna. La polizia ha cercato di fermarli con idranti e gas lacrimogeni. In tutto il paese ci sono stati 29 poliziotti feriti e 552 arresti. Il segretario di stato Andrés Chadwick ha smentito le voci che parlavano di un morto tra gli studenti.
Ieri notte intanto la televisione ha mostrato un magazzino della Polar in fiamme. I vigili del fuoco hanno detto che è ancora presto per stabilire le cause dell’incendio. La Polar, la più grande compagnia di distribuzione del paese, è al centro di uno dei più grandi scandali mai scoppiati in Cile: una frode ai danni di 400 mila consumatori. I loro debiti non saldati erano rinegoziati, a loro insaputa, a tassi d’interesse esorbitanti. Alcuni clienti, che avevano comprato un prodotto per 150 dollari , si sono ritrovati a dover pagare una cifra 20 volte superiore, più di 3 mila”
Poi l’Ansa del 9 agosto: “Tensioni e scontri tra studenti e forze dell’ordine si sono registrati oggi a Santiago del Cile, nel giorno della manifestazione alla quale hanno preso parte 100 mila persone e dello sciopero nazionale per chiedere educazione gratuita e di qualità  al governo di Sebastian Pinera. In mattinata, in almeno una decina di punti della capitale, gruppi di manifestanti avevano organizzato delle barricate scontrandosi con le forze dell’ordine, che hanno usato getti d’acqua e lacrimogeni.”
Da Libero(!) apprendo che “Il tragico evento è avvenuto all’interno del più ampio contesto dei due giorni di sciopero nazionale contro il governo Sebastian Pinera. Alle iniziali manifestazioni degli studenti, che chiedono l’abbassamento delle tasse per l’accesso all’istruzione pubblica, si erano uniti migliaia di lavoratori, che rivendicano, tra l’altro, un’equa distribuzione dei profitti della vendita del rame, del quale il Cile è uno dei più grandi produttori al mondo. Da mesi protestano e fanno sentire la loro voce. A guidarli Camila Vallejo, il presidente della Fech, federazione degli studenti universitari. La ragazza è oramai nota in tutto il mondo per aver riportato in piazza i cileni. La capitale Santiago, è stata scossa da saccheggi, attacchi alla polizia e incendi di automobili e barricate.”
E dire che al  7 di luglio a Santiago, in Cile, certi  studenti manifestarono, baciandosi,  per chiedere più investimenti per la scuola pubblica.Ho trovato la foto su Internazionale…ma è mai possibile non andare avanti così? El condor pasa…
Tutto passa, anche la notizia di un ragazzo che muore a 14 anni, per protesta. Non me ne farò mai una ragione di queste vite a cui rapidamente si mette la parola FINE…E allora scrivere per ricordare. Te recuerdo Amanda (Victor Jara) …
Doriana Goracci
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Ti ricordo Amanda
la strada bagnata
mentre correvi alla fabbrica
dove lavorava Manuel
Il sorriso aperto
la pioggia nei capelli
non importava niente
correvi a incontrarti
con lui con lui con lui
sono cinque minuti
la vita è eterna
in cinque minuti
suona la sirena
si torna al lavoro
e tu camminando
illumini tutto
quei cinque minuti
ti hanno fatto fiorire
Ti ricordo Amanda
la strada bagnata
mentre correvi alla fabbrica
dove lavorava Manuel
Il sorriso aperto
la pioggia nei capelli
non importava niente
correvi a incontrarti
con lui con lui con lui
Con lui che partì per la sierra
che non aveva fatto niente
che partì per la sierra
e in cinque minuti
è morto ammazzato
suona la sirena
si torna al lavoro
molti non tornano
neanche Manuel
Ti ricordo Amanda
la strada bagnata
mentre correvi alla fabbrica
dove lavorava Manuel.
Víctor Lidio Jara Martínez (San Ignacio, 28 settembre 1932 Santiago del Cile, 16 settembre 1973) fu un cantautore, musicista e regista teatrale cileno. Proveniente da famiglia contadina, politicamente impegnato, divenne un riferimento internazionale della canzone di protesta e del cantautorato. Fu assassinato cinque giorni dopo il golpe dell11 settembre 1973, vittima della repressione messa in atto dal generale Augusto Pinochet.

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