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L’occupazione neoliberista

Le guerre un tempo si combattevano con armi di distruzione di massa, oggi invece si combattono con armi di “distrazione di massa”: i media diffondono paura e terrore e tramite questi si costringono le persone ad accettare riforme impopolari.
La guerra economica a cui stiamo assistendo, tra i vari paesi europei, tra i vari paesi e i vari continenti, è portata avanti dalle banche, dalla finanza e dai mercati.
Non si usano più le bombe come una volta: ora si usano gli spread e la fiducia dei mercati.
Riforme impopolari stanno portando interi paesi alla povertà e alla rovina, riforme d’austerity e di rigore stanno riducendo alla povertà i ceti medi di alcuni paesi.
I cittadini che subiscono queste riforme sono impotenti verso lo strapotere di finanza, mercati e banche: non vi possono opporre alcuna resistenza se non il dissenso e le manifestazioni in piazza e queste ultime poi possono degenerare anche in atti di violenza.
Quella che stiamo vivendo è una vera e propria “occupazione” da parte del neoliberismo degli ultimi 30 anni: un neoliberismo che impone privatizzazioni, tagli alla spesa sociale, smantellamento del welfare e quant’altro.
L’occupazione non è militare come accadeva nelle guerre “classiche” ma è un’occupazione legale e “consentita” dagli “occupati”.
Un occupazione dei nostri territori ma anche delle nostre menti, come già detto sopra, attraverso l’ausilio dei media che diffondono paura e terrore.
L’evoluzione tecnologica della nostra società contemporanea ha reso possibile tutto ciò: strumenti che dovrebbero garantirci maggiore cultura e formazione per esempio invece sono usati per manipolare le masse e convincere che c’è una sola via percorribile ossia quella indicata dai media, dai governi, dalla politica etc.

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