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L’Italia nuovamente in vendita


Di Salvatore Santoru

Come riportato in un articolo del Sole 24 ore del 10 giugno scorso, lo speculatore finanziario George Soros, tramite il suo fondo Quantum Strategic Partners, avrebbe fatto un’offerta per il portafoglio di palazzi facenti parte del fondo immobiliare Fip( Fondi immobili pubblici ), insieme al fondo Kennedy Wilson e assistito in ciò dagli advisor di Beni Stabili.
Nel pacchetto di immobili ci sono uffici ministeriali, dell’Agenzia delle Entrate e anche caserme ed uffici della Guardia di Finanza e dell’esercito.
Oltre alla Quantum Strategic di Soros, nell’asta risultano coinvolti anche i fondi statunitensi Blackstone e Cerberus.


Come ricordato in un articolo dell’ Huffington Post, per Soros si tratterebbe della seconda operazione allo studio in Italia dopo l’acquisizione del 5% di Igd – Immobiliare Grande Distribuzione Siiq – una delle principali società attive in italia nel settore immobiliare della grande distribuzione organizzata.

Su quest’ultima acquisizione, il giornalista Gad Lerner ha scritto su Repubblica un articolo critico in cui ha affermato che : ” questo ingresso del finanziere statunitense George Soros nella Igd, fondo di gestione immobiliare controllato dalla Lega delle Cooperative, in altri tempi lo avremmo definito un matrimonio contronatura. Ma come? Il re della speculazione internazionale diventa terzo azionista di un fondo delle Coop “rosse”? “.

Si può parlare a buon diritto di una nuova ” svendita ” in corso dell’Italia,  per certi versi simile agli inizi di quella del 1992.


Al tempo Soros divenne noto per una serie di attacchi speculativi al fine di svalutare la lira che portarono l’Italia a un passo dal baratro, attacchi a causa dei quali cui fu indagato nel 1996 per il reato di aggiotaggio, e dei quali lo stesso speculatore recentemente ha definiti come legittime operazioni finanziarie .

A causa di questi attacchi, il governo fu obbligato a una delle manovre finanziarie più pesanti della sua storia ( circa 93 mila miliardi di lire ) – al cui interno, tra le tante misure, fece per la prima volta la sua comparsa l’imposta sulla casa (Ici), oggi diventata Imu.

Vi furono massicci tagli della spesa sociale e privatizzazioni a buon mercato di buona parte del patrimonio pubblico, e ad avvantaggiarsi della situazione furono naturalmente i magnati dell’alta finanza e alcuni grossi industriali a scapito di buona parte della popolazione.

Oggi la situazione sembra nuovamente ripetersi, con l’alta finanza internazionale che da parecchio tempo ha messo gli artigli nello Stivale, e ora intende promuovere una nuova campagna di svendita, che si prospetta, sarà ancora più radicale e distruttiva delle precedenti.

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