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L’ISIS è formato perlopiù da mercenari, alcuni dei quali pagati anche 10mila euro al mese




Di Salvatore Santoru

Che l’ISIS sia composto in buona parte da mercenari provenienti da tutto il mondo in molti lo sospettavano, ma ora tale ipotesi è corredata anche da un parere discretamente autorevole.

Difatti, in un’intervista effettuata per Tiscali dal giornalista Giovanni Maria Bellu (un passato in Repubblica, l’Unità e ora direttore di “Sardinia Post” ) a Foad Aodi, medico e presidente del Co-mai (le comunità del mondo arabo in Italia), si parla esplicitamente di questo particolare.


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In tale intervista si fa riferimento alla situazione libica così com’è stata tratteggiata da diversi “interlocutori” allo stesso Aodi (colleghi medici che operano a Tripoli e in altre città sotto assedio, giornalisti, esponenti politici), ovvero di un paese preda del caos e sotto la pressione delle forze dell’ISIS, stimate in diversi migliaia e composte per l’appunto per la maggior parte da mercenari provenienti dalla Tunisia, dal Ciad, dal Sudan e dalla Mauritania, ma anche da diversi paesi europei, in particolare dalla Serbia.


Inoltre, si afferma che solitamente dietro le famigerate “maschere nere” che si vedono nei video, si nasconde il reparto “d’élite” dell’ISIS, formato da mercenari professionisti che a quanto pare guadagnano intorno ai 10mila euro al mese.

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