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11 settembre 2001 AL QUAEDA attenttati di Londra False flag Guerra al terrorismo inghilterra Servizi segreti Stragi di Stato terrorismo islamico

Licenziato perché rivela il terrorismo di Stato dall’interno

Di Paul Joseph Watson – Prison Planet.com
Un analista di intelligence della polizia britannica, al quale fu chiesto di creare una valutazione strategica riguardante le minacce terroristiche è stato licenziato quando ha detto ai suoi superiori che la minaccia di una “tirannia interna” era di gran lunga superiore a quella del terrorismo islamico, dopo aver scoperto che sia quello del 7 luglio 2005 sia quello dell’11 settembre 2001 sono stati degli attentatifalse flag (sotto falsa bandiera, NdT).
Tony Farrell, una laurea in statistica, ha lavorato per 12 anni come “analista di intelligence della polizia” presso la polizia del South Yorkshire. Il suo incarico consisteva nel fornire ogni anno una ‘Matrice di valutazione delle minacce strategiche’ volta a consentire alla polizia di scegliere le priorità nell’uso delle risorse e nelle attività.

Aspettandosi che Farrell rigurgitasse la tesi che gli estremisti musulmani costituivano la più grande minaccia, i suoi capi rimasero sbalorditi quando Farrell riferì invece che gli attentati di Londra del 2005 erano stati organizzati dai servizi segreti britannici e che la versione ufficiale era una “menzogna mostruosa”.

Durante un’ora di intervista con Richard D. Hall che è stata trasmessa a livello nazionale sulla tv britannica la scorsa settimana, Farrell ha rivelato come una settimana prima del 5° anniversario del 7 luglio, nel 2010, ha iniziato la ricerca di informazioni che suggerivano che la versione ufficiale dietro l’11/9 è stata un’invenzione totale. Farrell cita l’Alex Jones Show come una causa del suo risveglio nei confronti di questa conoscenza.
Dopo aver condiviso le sue preoccupazioni con il cappellano della polizia, a Farrell è stato suggerito di indagare anche sugli attentati dinamitardi di Londra del luglio 2005.
«Qualcosa che non aveva sospettato nemmeno ‘nei suoi sogni più sfrenati’ a quel punto ha cominciato a svilupparsi», scrive Nick Kollerstrom. «Dopo aver letto gran parte delle testimonianze, disponibili ma non riportate pubblicamente, nonché altre prove relative ai fatti del 7 luglio, Tony ha scoperto che non poteva che concludere che la versione ufficiale del 7 luglio era “una mostruosa menzogna.” Anziché verso gli attentatori suicidi della versione ufficiale, alla quale lui e tutti i suoi colleghi avevano creduto senza ombra di dubbio, si è reso conto che il peso delle prove puntava fortemente in direzione del fatto che il 7 luglio sia stato un evento orchestrato dai servizi segreti britannici più che qualsiasi altra cosa.»
Al veloce avvicinarsi del termine conclusivo entro il quale doveva presentare il suo rapporto all’Intelligence Strategic Management Board, Farrell ha lottato con la propria coscienza, ben sapendo che se avesse divulgato la sua tesi sul fatto che la tirannia interna e non il terrorismo interno o islamico fosse la principale minaccia, avrebbe potuto facilmente perdere il suo lavoro e con esso una carriera di 12 anni.
In un colloquio con il direttore dei dell’intelligence presso la polizia del South Yorkshire svoltosi il 6 luglio, Farrell avvertì che la sua scoperta sul fatto che il 7/7 era stato “deliberatamente progettato” da parte dello Stato minacciava di causare un «crollo totale della fiducia tra il governo e le masse.»
Dopo aver affermato che la minaccia proveniente dalla tirannia interna «superava di gran lunga» quella posta dal terrorismo islamico, il direttore dell’Intelligence che interloquiva con Farrell gli ha risposto così: «Tony, tu e io non potremo mai ottenere da loro che dicano la verità …. Noi siamo semplici soldatini del governo».
I superiori di Farrell in seguito gli ordinarono di andare dal medico del lavoro, uno sviluppo che lo stesso Farrell ha interpretato come un’implicazione del fatto che i suoi colleghi ritenevano che stesse avendo un crollo mentale.
«Il 7 luglio 2010, il suo manager di prima linea, un ispettore capo, trascorse buona parte della giornata con lui, cercando di riportarlo ad attenersi al progetto originario e ad agire in modo da evitare di smuovere le acque. Non avrebbero potuto raggiungere un qualche tipo di compromesso, poi lui avrebbe potuto prendere la sua pausa di tre settimane?», scrive Kollerstrom. «Per adempiere a ciò, avrebbe dovuto chiudere un occhio sulla propria valutazione e depositare deliberatamente un’analisi fuorviante. I suo modelli ‘strategici’ apparivano promettenti secondo il suo diretto superiore, e tuttavia lui non riusciva a mettere da parte le sue nuove convinzioni sulla nuova “tirannia interna”.»
Le convinzioni cristiane di Farrell e la sua adesione all’ottavo comandamento, “Non dire falsa testimonianza”, alla fine lo hanno costretto a presentare una “Matrice di valutazione strategica” che includeva le sue ferme convinzioni sul fatto che la minaccia del terrorismo islamico era “insignificante” rispetto al pericolo rappresentato dal terrorismo di Stato.
A Farrell venne detto che la sua conclusione non combaciava con il “Modello Nazionale di Intelligence” e che le sue convinzioni erano “incompatibili” con la sua posizione. Nonostante sia stato lodato per il suo eccellente servizio e nonostante che il direttore delle Finanze della polizia gli abbia detto che la sua conclusione “poteva essere giusta”, Farrell è stato sollevato da ogni incarico il 2 settembre 2010.
Il suo caso è ora in appello presso un Tribunale del lavoro ed è stabilito che sarà ascoltato a Sheffield ai primi di settembre 2011.
La storia di Farrell ci ricorda che la consapevolezza del terrorismo sotto falsa bandiera è così diffusa che le persone all’interno sono ormai prossime alla realizzazione che l’intera guerra al terrore è una favola costruita in base a miti su inesistenti complotti di Al-Qa’ida. Come abbiamo già sufficientemente documentato, ogni singola grande trama terroristica nel Regno Unito o negli Stati Uniti è stata progettata, provocata o addirittura messa in scena da elementi all’interno del governo.
Questa consapevolezza è ormai così diffusa che le persone oneste all’interno del sistema stanno scoprendo la verità e la fanno trapelare, nonostante i media dell’establishment si producano nei loro sforzi più intensi per demonizzare qualsiasi scetticismo nei confronti della versione ufficiale di un qualsivoglia grande evento equiparandolo alla malattia mentale.
Questa storia serve anche a ricordare il grandissimo numero di professionisti equilibrati, rispettati, preparati e credibili che si sono pubblicamente esposti per denunciare le favole ufficiali che stanno sia dietro l’11/9, sia dietro il 7/7.
Tony Farrell dovrebbe essere lodato per il suo coraggio nel sacrificare tutta la sua carriera per la verità, e rappresenta un fulgido esempio per tutti gli altri che lavorano all’interno delle classi dirigenti e che stiano considerando di rivelare le malefatte, la corruzione e la tirannia vera e propria all’interno del governo.
Guarda l’intervista completa con Tony Farrell per gentile concessione di RichPlanet.net. Farrell sarà presto anche all’Alex Jones Show.

Traduzione per Megachip a cura di Pino Cabras.

Da Megachip

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