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Libia:il ritorno del colonialismo

Considerazioni sull’uccisione di Gheddafi e dintorni
Di Salvatore Santoru

L’obiettivo(seppur non dichiarato e sempre negato)della NATO e del Cnt è stato raggiunto.Gheddafi è morto.Gheddafi è stato ucciso. La sua morte ha certamente una forte valenza simbolica.Il Colonnello,nonostante tutte le contraddizioni e le ambiguità in questi 42 anni,era  pur sempre un’icona della decolonizzazione,dell’indipendenza e del riscatto dell’ Africa nella lotta contro i potentati occidentali.Dopo la rivoluzione repubblicana del 1969    contro la monarchia di Re Idris,ritenuto fantoccio delle multinazionali occidentali,le basi militari inglesi e statunitensi vennero chiuse e le proprietà petrolifere(durante il regno di Idris in mano a poche compagnie angloamericane)nazionalizzate.Questo fatto non è mai stato digerito dall’Occidente imperialista,così come il sostegno dato dal “Rais” alle lotte di liberazione nel continente,tra le quali va menzionata quella in Sudafrica contro l’apartheid razzista sostenuto e finanziato dal “mondo libero”.Anche negli ultimi tempi,nonostante fosse presentato come  un fedele alleato dei paesi occidentali,Gheddafi era ritenuto non pienamente affidabile da essi(ed essi  intanto stavano  preparando la guerra già da anni).Costituiva ancora una “minaccia” ai loro interessi e tutti quei proclami per l’Africa unita e indipendente che facevano concorrenza al progetto neocolonialista Africom non andavano bene.E così,approfittando della “primavera araba”(arrivata in qualche modo anche in Libia) e dei disordini di quel febbraio(quando in Egitto e Tunisia i popoli in rivolta cacciavano i tiranni fantocci dell’imperialismo)gli strateghi della NATO hanno colto in peno  l’attimo fuggente,innescando una guerra civile usata come pretesto per l’ intervento militare,ormai giunto al suo settimo mese.Ora la “missione” è ufficialmente finita ,dicono i “vincitori”.Adesso è il momento di “ricostruire” dopo aver saccheggiato(business più business e ancora business)garantendo l’occupazione militare,a quanto pare fondamentale per una sana “democrazia petroliera”(ovvero le multinazionali dei paesi vincitori  hanno il diritto di sfruttare le risorse in modo libero e uguale).Intanto grazie alla conquista della Libia,un’altro pezzo è stato aggiunto al  grosso puzzle e mentre  la  vittoria  viene annunciata dai messaggeri dell’Impero demopetromonarchico(dal Quatar agli USA)Obama(il “pacifista” che ama la guerra)e gli altri compagni di conquiste(senza dimenticare i loro padroni militari,industriali e banchieri che formano la cupola dell’Impero occidentale)si trova/no impegnati ad aggredire la Somalia e il Burundi,altri pezzi fondamentali per ricostruire l’Africa che fu:colonia da sfruttare a piacimento da parte di avidi criminali senza scrupolo che hanno costituito e costituiscono  il capitalismo occidentale in versione coloniale.La morte di Gheddafi(lasciando stare in questa sede i giudizi sul suo operato)simbolicamente rappresenta la fine di un’epoca e l’inizio di una “nuova era”:il ritorno del colonialismo in Libia e in Africa.

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