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Libia: le manipolazioni di Hilary Clinton che portarono alla guerra del 2011



Di Salvatore Santoru

Un recente articolo del Washington Times, ha rivelato alcuni documenti segreti che svelano il ruolo avuto da Hilary Clinton(al tempo segretario di Stato) nell’orchestrare la tragica guerra in Libia del 2011.
Come scritto da Giampaolo Rossi sul “Giornale”, da tali documenti sono emersi 4 livelli d’irresponsabilità e approssimazione con cui la Casa Bianca si è rapportata alla crisi libica:

1) il Pentagono agiva indipendentemente dal Dipartimento di Stato, per evitare una guerra che (incredibilmente) erano i militari a non volere e i politici ad imporre. 2) la Cia non aveva la minima idea di cosa stesse realmente accadendo sul terreno, all’interno della guerra civile. 3) il Dipartimento di Stato (cioè la Clinton) non aveva istituito alcun canale diretto di gestione crisi con il regime libico (che, al contrario, aveva il Pentagono), né aveva conoscenza di chi fossero realmente i “ribelli anti-Gheddafi” e di quanti jihadisti e islamisti vi erano al loro interno. 4) La Clinton manipolò le informazioni su un presunto genocidio in atto da parte del governo libico; genocidio smentito dal Pentagono e dalle organizzazioni umanitarie operanti in Libia.

Ignorando gli avvertimenti del Pentagono,secondo cui “gli interessi degli USA non erano in gioco, mentre la stabilità regionale poteva essere minacciata” nel caso di caduta di Gheddafi, la Clinton e il suo entourage spinsero Obama e gli States a una guerra che non fece altro che dar man forte all’islamismo più radicale e a portare nel caos la Libia.

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Questa politica, a prima vista poco comprensibile, si può capire dal fatto che la Clinton è vicina, sia personalmente che tramite la sua Fondazione Bill, Hillary & Chelsea Foundation, ai regimi arabi, Arabia Saudita e Qatar in testa, regimi che hanno spinto per la guerra contro la Libia e che sono in prima fila nel sostenere l’islamismo internazionale.

C’è da segnalare che tramite la sua Fondazione la “democratica” Clinton ha ricevuto milioni e milioni di dollari, come recentemente è stato rivelato dai media statunitensi, e come se non bastasse dai sauditi anche gioielli da ben 500mila dollari.

“Paradossale” ma neanche tanto che la candidata del Partito Democratico alle elezioni del 2016, sia uno dei politici più guerrafondai degli States e sia finanziata nonché forte supporter di regimi sanguinari che violano sistematicamente i diritti delle donne e quelli umani, mentre nelle campagne elettorali fa demagogica leva proprio sui temi della pace, dei diritti delle donne e di quelli umani…

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